Marino: Napoli altri due colpi

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Avevo parlato di tre-quattro giocatori di assoluto valore. Abbiamo preso Quagliarella e Cigarini, il resto verrà da sé. Lavezzi? La gente sa bene dove sta la ragione».

Marino, andiamo sul bollente: vicenda Lavezzi. «Non entro in alcun tipo di polemica, non replico alle accuse che pure mi vengo­no mosse. Cito fatti: sono stato io a portar­lo a Napoli e a difenderlo, nei primi mesi, quando pure qualcuno dubitava sulle sue qualità. L’ho voluto e l’ho sostenuto e que­sto credo sia sotto gli occhi di tutti. Se mi è consentita l’ironia – e spero si colga – io potrei mettermi a cantare core ‘ngrato, ma non lo faccio. Io sono il Diret­tore Generale di un club che si chiama Na­poli ed ho precise responsabilità: capirà che non posso alimentare un dibattito né accenderlo. Ribadisco che la storia è lì e che la gente sa bene dove sta la ragione. Il pocho ha raddoppiato in un anno il suo sti­pendio di partenza, ora guadagna quanto un calciatore di fascia medio-alta di serie A, più alta che media. E’ periodo di ferie, adesso. Lasciamoglie­le godere».

Andiamo sul merca­to: Quagliarella, Ciga­rini. «Uno è fatto, l’altro da definire, però en­trambi rappresentano la continuità del progetto. Sono acquisti ovviamente di pri­ma fascia, obiettivi centrali della nostra campagna di rafforzamento: abbiamo ac­quistato un attaccante del giro della Na­zionale e il regista dell’Under 21. Uomini che rafforzano in maniera sensibile l’orga­nico e che sono perfettamente in linea con l’età media d’un Napoli che vuole essere forte però anche giovane. Prospetti, come mi è capitato di dire altre volte. Faremo l’impossibile per arricchire ulteriormente il Napoli. E poi mi sembra che gli sforzi fatti da De Lau­rentiis siano lì ben visibili: i cinque anni del passato valgono, nonostante gli ultimi quattro mesi nei quali ci siamo arenati; e adesso, per cominciare, quasi trenta mi­lioni di euro spesi. Se vi sembra poco?».

Cos’altro vi serve? E’ domanda azzarda­ta? «Posso restare nel vago, ovviamente. Avevo anticipato, e confermo, tre-quattro personaggi di assoluto valore: due li ab­biamo già presi, il resto verrà da sé e bi­sognerà aspettare l’evoluzione del merca­to. Poi, se dovesse usci­re qualcuno, qualche altro entrerà».

Pellissier è stata un’idea: lo è ancora? «Non credo faccia più parte delle possibilità future. Non ho notato eccessivo entusiasmo nella opportunità Napoli».

Ci sono elementi che resteranno e che, secondo lei, rappresenteranno valore ag­giunto del Napoli?
«Penso immediatamente a Maggio e a Gargano, che nel periodo in cui la crisi si è acuita erano fuori per infortuni seri e non hanno potuto offrire il loro talento e la rispettiva esperienza. Sono usciti entram­bi dopo la gara con il Genoa, rimettendo­ci tre mesi, quindi praticamente un terzo di campionato. Mi affido alle statistiche, valgono più di ogni altro commento: e due come loro, avrebbero fatto comodo a chiunque».

Fonte: Corriere dello Sport

                                                         Michele De Lucia

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