GENERAL MOTORS: OGGI OBAMA ANNUNCIA BANCAROTTA

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 NEW YORK – General Motors volta pagina: quella che e’ stata per 77 anni la prima casa automobilistica al mondo fara’ bancarotta, mettendo cosi’ un punto alla sua storia poco piu’ che centenaria. E si ritrovera’ con il Governo primo azionista, con una quota del 60% a fronte di ulteriori aiuti per 30,1 miliardi di dollari: alcuni osservatori gia’ chiamano ‘Government Motors’ la societa’ che emergera’ dalla bancarotta. ”Manterremo la quota non piu’ del necessario” spiegano dall’amministrazione Obama, precisando che il Governo ”non intende interferire o esercitare controllo sulla gestione giornaliera. Nessun rappresentate del Governo sara’ impiegato nel consiglio di amministrazione o nella societa”’.

Gm fara’ ricorso al Chapter 11, sezione 363 (quella che nel codice fallimentare statunitense prevede una vendita rapida dgeli asset il cui valore rischia di essere azzerato in caso di bancarotta prolungata), fra poche ore, prima dell’apertura di Wall Street, presso il Tribunale di New York, quello che gia’ ospita il caso Chrysler. La bancarotta di Gm, data la sua taglia e la sua maggiore complessita’, durera’ piu’ a lungo di quella della piu’ piccola delle case automobilistiche di Detroit: l’amministrazione prevede 60-90 giorni. Per facilitare nell’ambito del processo di bancarotta la vendita degli asset della vecchia Gm a una nuova societa’, il Tesoro concedera’ un finanziamento debtor-in-possession pari a 30,1 miliardi di dollari. Oltre a questi fondi ”il Tesoro non prevede ulteriore sostegno finanziario per Gm. Anche in uno scenario particolarmente conservativo riteniamo – osservano dall’amministrazione – che i fondi siano sufficienti per far tornare Gm a crescere.

Anche perche’ quella delineata e’ una soluzione permanente per Gm”. Oltre a una quota di circa il 60%, il Tesoro ricevera’ 8,8 miliardi di dollari fra debito e azioni privilegiate. Alla ristrutturazione di Gm partecipera’ anche il Canada. Ottawa e il Governo dell’Ontario stanzieranno finanziamenti per 9,5 miliardi di dollari. In cambio riceveranno il 12% della nuova Gm, oltre a circa 1,7 miliardi di dollari fra debito e azioni privilegiate. L’amministrazione plaude agli sforzi effettuati dal sindacato United Auto Worker (Uaw), il cui fondo Veba si trovera’ a controllare il 17,5% di Gm con l’opzione di salire di un ulteriore 2,5%. Il Veba, che potra’ nominare un direttore indipendente al consiglio di amministrazione ma che non godra’ di diritti di voto, ricevera’ anche 6,5 miliardi di dollari di azioni privilegiate con un dividendo del 9% annuo. Il 10% della nuova societa’ andra’ ai creditori non garantiti: e’ stato proprio il loro via libera alla nuova proposta di ristrutturazione avanzata dal Tesoro a spianare la strada al Chapter 11. Il 54% degli obbligazioni hanno aderito alla proposta che offre ai creditori un iniziale 10% con l’opzione di salire di un ulteriore 15%.

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ansa.it             inserito da Michele De lucia

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