AVVINCENTE FINALE DI TAPPA SUL VESUVIO. La Avellino-Vesuvio baciata dal sole e dal pubblico

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CICLISMO – 92° GIRO D’ITALIA 2009 – GIRO DEL CENTENARIO

AVVINCENTE FINALE DI TAPPA SUL VESUVIO

La Avellino-Vesuvio baciata dal sole e dal pubblico

SORRENTO. In molti alla fine hanno lodato la vasta partecipazione di pubblico che si è snodato lungo il percorso di questa 19^ tappa, interamente percorsa in territorio campano. Che partiva da Avellino e per 164 chilometri si è inerpicata tra tortuose salite e veloci discese, toccando molte tra le località più famose ed importanti della nostra regione. Dopo la partenza avvenuta intorno alle 13,05 dalla città dei lupi, il gruppo non ha subito scossoni di un certo rilevo come lo aveva a Salerno. Quando il duo Kristov Yurty (Rus-AG2R La Mondiale)-Facci Mauro (Ita-Quikstip) allungava il passo, dando scacco matto al gruppo ed alla maglia rosa che nella salita verso il Valico di Costapiana (nei pressi di Cava dei Tirreni) accusava un ritardo di 6’ 45”. Un ritardo che mantenevano quasi costante fino alla città metelliana e poi perdevano strada facendo. Si passava dai 7’ di Vietri sul mare ai 5’ di Positano. Sotto un sole che non faceva sconti i corridori si addentravano tra le strette e tortuose curve di una delle più strabilianti zone campane, la costiera amalfitana che percorrevano fino ai Colli di San Pietro. Il duo di testa nonostante il diminuire dei minuti (4’ 30”) manteneva sempre ad una distanza rassicurante il gruppo. Ma proprio sui Colli di San Pietro tentava la sortita alle spalledel duo l’ucraino Gruivko della ISO che veniva ripeso prima del Picco S.Angelo. La montagna sorrentina che ha visto più volte vari gran premi della montagna di altri giri e le sue salite sono state fatali anche a grandi campioni. Il Giro così ritornava dopo due anni nella penisola sorrentina quando ci fu la tappa Salerno-Santuario di Montevergine (16 maggio). Allora la tappa la vinse Danilo Di Luca che prese anche la maglia rosa. Ma una tappa con arrivo e partenza da Sorrento manca dall’edizione del 1991. E precisamente dal 29 maggio quando si corse la 4^ tappa Sorrento-Sorrento di 174 km. Vinse il francese Eric Boyer che conquistò anche la maglia rosa. Nella tappa successiva Sorrento-Scanno di 246 km, ad arrivare primo fu lo spagnolo Marino Lejarreta. Ma la corsa in rosa ha fatto tappa in penisola anche nel 1960 (43^ edizione) con la Sorrento-Sorrento (22 km) vinta da Romeo Venturelli. Il giorno dopo si partì per Campobasso dove vinse Poblet Miguel (ESP) e Jacques Anquetil (F) era in maglia rosa. I corridori tornarono a percorrere le strade peninsulari nel Giro del 1974 (57^ edizione) con la Pompei-Sorrento (137 km, il vincitore fu Fuente Josè Manuel) e poi la Sorrento-Sapri (208 km, vinta da Roger De Vlamik). L’anno successivo (58^ edizione) si venne da Potenza (tappa di 220 km, primo fu Marcelo Osler) e si ripartì dalla città tassiana per Frosinone (222 km ed ancora vincitore Marcelo Osler, era maglia rosa Enrico Paolini). Passarono ben cinque anni perché la corsa nazionale tornasse nelle nostre zone. Era il 1980 con la 63^ edizione, ed i ciclisti arrivarono a Sorrento da Fiuggi (247 km). Sul traguardo arrivò per primo Giovanni Mantovani che il giorno dopo vinse la Sorrento-Frosinone di 168 km. Ma ritorniamo ad oggi ed alla salita del Picco S.Angelo che non ha visto la ripesa dei due fuggitivi (Krivstov-Facci) nonostante perdevano terreno. Sul rettilineo che portava a Piano di Sorrento avevano 3’ 52” sul gruppo guidato quasi sempre dalla LPR, la squadra di Danilo di Luca. Con il percorrere dei chilometri si andava verso Vico Equense e si lasciava la costiera per immettersi verso la città delle acque Castellammare di Stabia ed il Vesuvio. Qui la corsa aveva il suo epilogo con le squadre che cominciavano a fare tattica. Il duo veniva ripreso ed i “grandi” facevano i loro giochi. Ma il trio della classifica generale (Menchov, Di Luca e Pellizzotti) si marcava stretoi. Chi ne approfittava era lo spagnolo Sastre della Cervelo Test Team che arrivava primo sulla faticosa salita vesuviana con 4h 33’ 23” con un abbuono di 20”. Al secondo posto si piazzava l’italiano Pellizzotti (Liquigas) a 21”, e terzo Di Luca (LPR Brakes) che fragava l’abbuono di 8” a Menchov (Rabobank). Il russo è sempre primo in graduatoria, però ora solo con 18” su Di Luca, a 1’ 39” c’è Pellizzotti. Al quarto posto sale Sastre (2’ 40”) e scende al quinto Basso (3’ 33”). La penultima tappa di domani (Napoli-Anagni, 203 km) e la cronometro finale di Roma diranno chi sarà il vincitore di questa avvincente ed incerta edizione del centenario.

GIUSEPPE SPASIANO