La famiglia di Noemi tra affari e dolori E la mamma si candidò nei Progressisti

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NAPOLI — La serratura del portone non funziona, al civico 285 non c’è un portiere. Così il pianerottolo di casa Letizia diventa una sorta di sala d’aspetto per giornalisti e cameramen. Il palazzo dove vive la famiglia che nel giro di appena un mese è diventata mistero e ossessione per tutta l’Italia dista 50 metri dall’uscita del casello autostradale di Portici, che immette direttamente su corso Libertà. Appena quattro numeri più in su vivono Ida e Antonio, i genitori di Anna Palumbo, la mamma di Noemi. A vederli risalire la strada di casa in questi giorni fanno tenerezza. Due anziani signori, sposati dal lontano 1949, che da allora non si sono mai persi di vista. La data e la circostanza rendono decisamente improbabile una delle tante voci circolate su questa vicenda, quella di una relazione giovanile tra la signora Ida e l’attuale presidente del Consiglio, dalla quale sarebbe nata, illegittima, Anna. La mamma di Noemi nascerà alcuni anni dopo il matrimonio, seconda di quattro figli (due maschi e due femmine).

I coniugi Palumbo lavorano nel tessile, partono da un piccolo laboratorio-negozio a Portici e arrivano in Galleria Umberto I, la vetrina di Napoli, un negozio di abbigliamento ad una luce ancora intestato al signor Antonio. La giovane Anna è considerata una delle più belle ragazze di Portici. Partecipa a molti concorsi di bellezza, ne vince cinque, dei quali — nei primi giorni di notorietà, quando la famiglia era ancora accessibile — esibisce con orgoglio le coccarde. Elio Benedetto Letizia entra nella sua vita a cavallo di una Harley Davidson. Ad appena vent’anni gira su moto americane e guida una Cabriolet nuova di zecca. Viene dal quartiere di Secondigliano, dove la sua famiglia gestisce una cartoleria nell’omonimo corso. La loro unione è contrastata. All’inizio Elio non viene accettato dalla famiglia Palumbo. I rapporti sono tesi, c’è un black out di alcuni anni, durante i quali i due si sposano. Poi, torna il sereno. Nel 1981 nasce Iuri, il primogenito, seguito dieci anni più tardi da Noemi. Nel 1993 Elio Letizia, impiegato comunale, viene arrestato nell’ambito della Tangentopoli napoletana, insieme al suo superiore, Giovanni De Vecchi, direttore dell’Ufficio Annona del Comune di Napoli. Accusato di essere a capo di un sodalizio che si occupa della vendita di vecchie licenze commerciali ad imprenditori in difficoltà, viene condannato in primo grado e assolto in appello.

 

Dopo lunghe vicissitudini amministrative viene reintegrato nei ranghi dal comune di Napoli, ma spostato alle Risorse umane, dove lavora oggi. Uomo da sempre riservato, si dichiara orgoglioso del suo essere uno sconosciuto. «Di me non sa nulla nessuno — dice di sé —. I miei colleghi di lavoro ignorano persino se io sono sposato o meno, e questo per me è un titolo di merito». Il sodalizio con Anna è di natura umana ed economica. La prima sfera sembra andare in crisi nel 1997, con una istanza di separazione che non ha mai avuto seguito. La seconda è molto solida. La mamma di Noemi è presente in molte delle attività imprenditoriali del marito, che hanno esito altalenante. La Euro parfum, una accomandita di famiglia fondata nel 1995 e gestita insieme al fratello Dario, viene dichiarata fallita nel 2002, «per mancanza di attivo». Lo zio di Noemi è a sua volta titolare di un’altra impresa di famiglia, la Tiffany, che risulta essere tutt’ora attiva nel campo dei cosmetici, ma che a partire dal maggio 2008 ha 17 assegni protestati «per difetto di provvista».

Anna Palumbo è titolare della Letizia Sas, che risulta chiusa nel 2006, e di alcuni beni immobili. Tra questi, un chiosco di giornali dato in affitto ad Elpidio Granata, edicolante divenuto famoso perché nella sua rivendita di Secondigliano ha l’abitudine di esporre i giornali capovolti per protesta contro la lettura a scrocco. In molti atti notarili il padre di Noemi risulta avere la stessa residenza di Granata. In un arco di quasi dieci anni, dichiara sette diverse residenze, mai le stesse della moglie, che figura sempre a Portici. Alcune vicissitudini familiari sembrerebbero adombrate anche da molti atti nei quali Anna Palumbo dichiara di operare in regime di separazione dei beni (2002-2005). In uno degli ultimi documenti depositati, marzo 2009, la signora appare invece in comunione dei beni. Nel 2000, Anna Palumbo tenta una sortita in politica. Si candida alle amministrative nei Progressisti per Portici, una lista di fuoriusciti Ds che appoggia da sinistra il candidato sindaco Leopoldo Spedaliere, che poi verrà eletto. In quello stesso anno, Elio Letizia distribuisce volantini e materiale elettorale nella sua Secondigliano per Fulvio Martusciello, promotore di Forza Italia a Napoli, candidato al consiglio comunale.

Nel 2006 ripeterà l’esperienza per Raffaele Ambrosino, attuale consigliere Pdl di Secondigliano. Sono le uniche due esperienze politiche di Letizia delle quali vi sia traccia. Nulla risulta di una passata militanza socialista. Iuri Letizia muore poco dopo la mezzanotte del 27 luglio 2001. Era al decimo mese di naja presso il distaccamento dell’aeronautica del Monte Terminillo, in provincia di Rieti. Aveva da poco firmato la richiesta di ferma breve, altri 18 mesi da militare ma retribuiti. La vicenda è all’origine di numerose leggende metropolitane sorte sull’affaire Noemi. In realtà, secondo i resoconti dei carabinieri, l’incidente appare quasi banale nella sua tragicità. Iuri guida la sua Fiat Punto Gt sulla Statale Salaria 4/bis, al suo fianco c’è Marcello Rizzo, un commilitone pugliese diventato suo amico. Uscendo da una curva, presa ad alta velocità, l’auto si ribalta, esce di strada e finisce contro un albero. I carabinieri troveranno un sasso sulla carreggiata, in quel tratto la strada scorre tra due pareti di roccia. L’urto è comunque violentissimo. Iuri muore sul colpo, per Marcello, sbalzato dalla vettura a venti metri di distanza, ogni tentativo di rianimazione è inutile. Ad entrambi i ragazzi — erano quasi coetanei — viene praticata l’autopsia. «Senza considerare quel dolore non si possono capire neppure i comportamenti successivi della famiglia» dice don Mimmo Noviello, il parroco che sarà molto vicino ad Anna e Noemi in quel momento tremendo.

Dopo la morte di Iuri, il legame tra madre e figlia diventa fortissimo, quasi esclusivo. È Anna che plasma il carattere di Noemi. Più di una volta è possibile vederle vestite allo stesso modo per le vie di Portici. Un processo di simbiosi che porta la madre — ex modella, un fugace passato da aspirante valletta — a far ripercorrere la propria strada alla figlia. Con maggiore determinazione, spronandola verso lo show business. In qualunque direzione. È una scelta che provoca imbarazzo all’interno della famiglia. La predeterminazione del destino e del successo di Noemi fa discutere gli zii, senza raggiungere mai lo scontro con Anna. Anche Gino Flaminio, l’ex fidanzato della ragazza, ricorda la contrarietà di nonno Antonio. Ma alla fine, a decidere di una figlia sono sempre i genitori. Dal 2005 (quattordicenne) ad oggi, Noemi si iscrive all’Accademia Palcoscenico Europa per frequentare corsi di canto, recitazione, dizione e anche di modern jazz. Lavora come modella, frequenta gli stage di danza di Andre De La Roche e del coreografo Roberto Baiocchi. Fa qualche spettacolo di cabaret con I Tre Salvetti, una compagnia teatrale napoletana. Va in televisione come ballerina a La notte delle sirene, su Rai2, e al premio Stefania Rotolo condotto da Corrado Tedeschi. Viene fotografata per decine di cataloghi di moda, partecipa ad altrettanti concorsi di bellezza, vincendo «Miss gocce di stelle» a Vietri di Potenza, presentato da Costantino Vitagliano, «Miss Sud d’Italia», «Miss Nazionale d’Italia» a Selinunte, condotto dalla presentatrice di Raidue Claudia Boroni, e infine «Miss Campania». A Sanremo Off sfila come modella per la stilista Monica Mabelli, presentata dalla soubrette Barbara Chiappini. Il 27 aprile 2009 compie 18 anni. Alla sua festa di compleanno appare Silvio Berlusconi, e qui comincia un’altra storia. Ancora tutta da chiarire

corriere.it              inserito da Michele De Lucia