LUBRITTO OGGI A POSITANO PER LA CANDIDATURA DI FRANCESCO FUSCO. INTERVISTA DI POSITANONEWS

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Giovedì 28 maggio 2009 Francesco Fusco ha presentato la propria candidatura  a Positano in Costiera amalfitana per il collegio costa d’ Amalfi. Prima a  Montepertuso, presso il ristorante Il Ritrovo, alle ore 17.30
poi in via Pasitea a  Positano, presso il ristorante Il Fornillo, alle ore 19.30
Agli incontri è intervenuto  l’On. Lubritto intervistato da Positanonews. «La Giunta provinciale deve andare a casa – dice Antonio Lubritto – perché lì si fanno solo danni alle tasche dei cittadini. Domenica al consiglio provinciale sull’assestamento di bilancio sarà battaglia». È una nuova pagina, per Antonio Lubritto, oggi a Positano per presentare la candidatura di Francesco Fusco, consigliere di minoranza a Positano con due ex sindaci in famiglia (Giovanni, il padre, e Ottavio, lo zio). Assessore regionale all’Agricoltura in quota Udeur con la giunta del «ribaltone» di Andrea Losco, recordman delle preferenze alle elezioni regionali del 2000 rimasto fuori dalla Giunta Bassolino si era messo in proprio fondando il movimento Democrazia federalista Campania che ha sempre gravitato nell’ambito del centrosinistra. A Positano ha avuto da sempre vicino Michele De Lucia, attualmente coordinatore di An in costiera amalfitana, che doveva essere candidato nel PDL e attualmente sostiene con tutto il PDL locale la candidatura di Francesco Fusco. Nel 2002 era arrivato il patto federativo con la Margherita («ma solo a livello comunale» precisano da Dfc). Nel 2004 Lubritto era stato tenuto fuori, suo malgrado, dalla coalizione vincente di Angelo Villani che conquistò Palazzo Sant’Agostino. In attesa di un ruolo sempre promesso e mai ottenuto alla Provincia aveva fallito di poco la rielezione alle regionali del 2005. Poi la possibilità di rientrare in gioco con il partito democratico, tanto da sostenere l’Unione nella campagna elettorale delle elezioni politiche del 2006. «Ma il partito democratico si è rivelato ben diverso da come era stato prospettato – dice Antonio Lubritto – è diventato solo una somma di correnti e vecchie oligarchie. E il centrosinistra è stato arrogante con chi, come me, avendo portato decine di migliaia di voti ha contribuito a far vincere l’Unione in Campania (dove si è vinto per 15mila voti) e a livello nazionale (dove lo scarto è stato appena di 20mila voti)». Quindi  l’adesione di Dfc a Fi. alleanza, indiscutibile segnale di una volontà politica di rinnovamento dopo anni di regime bassoliniano.  «Per noi è un ritorno a casa – continua il fondatore di Dfc – C’è la condivisione del progetto politico di Fi, ci ritroviamo nell’indirizzo politico del Ppe che vale molto di più dell’incerta collocazione del Pd. Con il mio piccolo movimento do un contributo ad un grande partito popolare. Certo per anni siamo stati nel campo del centrosinistra, ci hanno tentato di assorbire acquistando le persone come si fa al calciomercato. Oggi facciamo una scelta difficile, come sempre, ma coraggiosa». Per ora nessun incarico ufficiale tra i forzisti salernitani, anche se il patto federativo appare come un’adesione completa visto che tutti i tesserati Dfc dovranno prendere la tessera Azzurra. Un distacco sopratutto umano “Si, è vero molte persone a sinistra calpestano le persone senza alcuna considerazione. Ed è quello che hanno fatto con noi.” Un rapporto privilegiato con Positano e le zone alte “Si, qui conosco tutti e ricordo di come le zone alte sofrissero la mancanza di una strada rotabile. Allora mi attivai per un finanziamento di 500 milioni dell’epoca”. La situazione in provincia di Salerno potrebbe risentire della scesa in campo di De Luca? “De Luca sta facendo degli interventi discutibili, chiede i voti alla destra mentre dovrebbe essere lui riconoscente per quello che ha avuto. Piuttosto ci faccia sapere cosa hanno fatto i suoi consiglieri di riferimento alla provincia.” Dunque per lei la Provincia è una priorità?  «La prima battaglia va fatto alla Provincia – continua Lubritto – dove gli amministratori viaggiano a vista, senza un programma. Si pensa ai congressi dei partiti, alle campagne elettorali, ora alla fondazione del partito democratico ma mai ad amministrare. Devono andare via perché stanno facendo danni a tutti quanti».

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