SALERNO, PER IL CENTENARIO HIRSCHMANN LEGGE GATTO. MA LE MANIFESTAZIONI SONO DIMEZZATE

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Il più grande poeta vivente d’America traduce e legge un altro grande poeta, voce e corpo dell’Italia letteraria del Novecento. Magma, storie di vittime e di resistenza: con questa raccolta di versi scelti (sarà pubblicata a fine anno negli Usa), Jack Hirschman e Alfonso Gatto (che amava molto la costiera amalfitana, voleva essere sepolto fra Amalfi e Positano, ndp) si incontrano sulla strada dell’impegno politico e della coscienza civile. L’anteprima oggi a Salerno, alle 21 con un reading – al contrabbasso Aldo Vigorito – nell’ex convento di San Lorenzo, a Canalone. Luogo gattiano per eccellenza, sospeso com’è tra lo stellato castello d’Arechi e l’intrico di vicoli che scivolano giù fino alla casa natale del poeta al civico 10 delle Galesse, è il luogo ideale per dare il via alle celebrazioni per i cento anni dalla nascita del poeta. Un evento importante che si presenta quasi in sordina: scarsa pubblicità se non fosse per il il tam tam su facebook degli amici di Casa della Poesia e del Centro Studi per la Fondazione Alfonso Gatto, che stanno costruendo, con sforzi e sacrifici personali, un calendario di appuntamenti per rendere il giusto tributo al cantore di una città, la sua Salerno, purtroppo «indifferente e distratta». Il Centro Studi (l’idea nacque all’indomani della morte del poeta, l’8 marzo del 1976) è stato voluto con forza da Filippo Trotta, nipote diretto per linea materna di Alfonso Gatto che ha portato a compimento il sogno della mamma Paola, ideatrice, tra l’altro, del Premio Gatto, secondo in Italia per importanza sulla poesia. A spiegare gli ostacoli che hanno rallentato la nascita della Fondazione è il critico letterario Francesco D’Episcopo, tra gli studiosi più attenti del pensiero gattiano: «Da una parte la famiglia, dall’altra gli amici: ognuno per sé, convinto di essere l’unico erede e custode della memoria di Gatto. Una situazione paradossale». D’Episcopo con Plectica, del giovanissimo editore salernitano Alfonso Conte, si appresta a pubblicare – iniziativa a titolo personale, come quella del raffinato libricino di Marcello Napoli per la Pulcino – la ristampa, nella collana «corponovecento», diretta dal critico Alfonso Amendola e dal regista Pasquale De Cristofaro, dell’unica opera teatrale di Gatto, «Il Duello». In navigazione solitaria anche Lelio Schiavone, patron del Catalogo (nella foto con Gatto): «Stiamo studiando un’iniziativa altamente qualificante per ricordare l’amico e fondatore della galleria». Filippo Trotta ha tentato di mettere in piedi un comitato, coinvolgendo il Comune di Salerno. In due anni, fatti pochi. «Continuo per la mia strada – dice – felice di avere trovato al mio fianco Sergio Iagulli e Raffaella Marzano di Casa della Poesia e l’imprenditore Giuseppe Amato. Il mio sogno è di portare la poesia nella città vecchia che mio nonno amava, coinvolgendo i giovani». Ad aderire al corale omaggio a Gatto, Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Edoardo Sanguineti, Dacia Maraini, Erri De Luca, Gianni D’Elia. «Si sono subito entusiasmati – confida Iagulli -. Fondi, però, non ce ne sono. In assenza di Comune e Regione stiamo anticipando noi le spese. Se non c’è un calendario delle celebrazioni è perché costruiamo gli eventi un passo alla volta. A fine giugno prevediamo a Salerno il Festival della Poesia, ma non so chi vi parteciperà. Sicuramente ci saranno, in postazioni dislocate del centro storico, testimonianze in video dei poeti chiamati a interpretare Gatto. Comunque saremo a Napoli il 17 luglio nell’ambito di Napoli Poesia con un incontro dedicato a Gatto». Esigui finanziamenti anche per la seconda tranche del progetto, tradurre Gatto oltre confine. «Hanno aderito la Francia con Gerald Augustin e la Grecia con Sotirios Pastakas – lamenta Iagulli -. Gli altri Paesi hanno chiesto atti di solidarietà cui non siamo stati in grado di rispondere. Il nostro ministero degli Esteri ha risposto picche, solo la Mondadori è stata generosa concedendoci gratis i diritti di autore». Provincia assente, Università distante. Angelo Trimarco, critico d’arte e docente universitario, aderisce alle celebrazioni in qualità di presidente della Fondazione Menna. «Vogliamo rappresentare un Gatto totale: non solo il poeta, ma il pittore, il comunicatore, il critico dell’arte e dell’architettura – avverte -. La mostra ha uno stop per problemi di gestione e logistici di Santa Sofia, risolvibili solo con una forte base economica. Gatto, però è un prodotto di nicchia: difficile trovare, in questo periodo di crisi e con i forti tagli alla cultura, chi investa». Gli fa eco Caterina Cimino, dirigente dell’Itc Genovesi di Salerno, i cui studenti hanno realizzato l’esaustivo cd «Per conoscere meglio Gatto»: «La mostra sarebbe tra l’altro un ottimo veicolo didattico», dice. «Gatto emarginato? Non è l’unico. – riflette Maurizio Cucchi, poeta e critico -. La poesia è ridotta ai margini da un contesto che è tremendo e che relega gli autori del passato nell’oblio. Colpa della scuola che educa contro la poesia; dell’informazione che trasforma un autore di canzonette in poeta; di manifestazioni insignificanti e dannose come il Premio Strega. Nella nostra società trionfa il peggio». Erminia Pellecchia, Il Mattino