Il sindaco dell´Aquila avverte: fra quindici giorni il capoluogo rischia di essere invaso dalla spazzatura. Ma Bertolaso smorza l´allarme

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L’AQUILA La città dell’Aquila sull’orlo di un baratro. L’emergenza è dietro l’angolo. Il grido di allarme è del sindaco, Massimo Cialente. Qualche piccolo miglioramento al decreto Abruzzo secondo il primo cittadino c’è stato pur notando «con rammarico che rimangono insolute questioni come l’anticipazione dei soldi a Comuni e aziende pubbliche». Cialente ha messo in evidenza che di fatto la città è commissariata, che non ci sono soldi a disposizione, che il Comune non ha più un euro a disposizione. Ad avere i bilanci dissestati anche le aziende pubbliche. «Il Comune – ha sottolineato Cialente – rischia di non poter pagare più gli stipendi, di licenziare e non poter assicurare più i servizi, ciclo delle acque e raccolta rifiuti. Spero che questi aspetti, insieme alla ricostruzione dei centri storici, vengano risolti attraverso apposite ordinanze, da emanare a seguito di confronti con gli enti locali. Pur se non vedo modificata la questione della copertura finanziaria, ritengo di poter continuare a fidarmi della parola del premier, che mi ha assicurato che saranno immediatamente disponibili i fondiper dare via libera ai lavori indispensabili per rendere abitabili gli edifici danneggiati». La questione rifiuti è l’emergenza dell’ultima ora. L’Aquila rischia di trasformarsi come Napoli proprio a ridosso dei preparativi per il G8 e proprio questo aspetto fa fare dichiarazioni in senso positivo al governatore Gianni Chiodi che si dichiara fiducioso in una risoluzione rapida del problema. Cialente non è dello stesso avviso, fa i conti della serva e vede i soldi che mancano. «Tra quindici giorni avremo un’emergenza rifiuti come quella napoletana, perché il Comune non ha i soldi per pagare l’azienda municipalizzata che si occupa della raccolta». Sarà emergenza anche per il ciclo delle acque. «Visto che nessuno ovviamente paga più la bolletta non ci sono soldi in cassa – ha continuato il primo cittadino -: faremo venire il G8 in questa situazione?». Una situazione finanziaria drammatica. «Non abbiamo più l’entrata dell’Ici, né la Tarsu. Non abbiamo più i soldi. Tra due mesi non potrò più pagare gli stipendi». «L’Aquila come Napoli? Credo che sia un rischio assolutamente minimo. E’ un problema che deriva da una situazione di cassa del comune ed è un problema legittimo. Si tratta solo di pagare gli stipendi ai lavoratori dell’agenzia che si occupa dello smaltimento dei rifiuti dell’Aquila. Mi pare che sia un diritto dei lavoratori ad essere pagati anche se c’è stato il terremoto. Se il sistema non lo trova il sindaco, noi gli daremo un mano a risolverlo». Questa l’immediata risposta a Cialente da parte del capo del dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso. «Non mi piace il paragone dell’Aquila con Napoli perché riguarda il passato e noi vogliamo andare avanti».

fonte:iltempo          inserito da Michele De lucia