RAVELLO, RICORDO DI SUSANNA AGNELLI

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Apprendo ora che Susanna Agnelli si è spenta questa sera al Policlinico Gemelli di Roma, dov’era ricoverata. Sottoposta prima di Pasqua a un intervento per la frattura di un femore, non si era più ripresa. Ricordo di averla incontrata il 10 maggio 1996 a Ravello sulla costa d’ Amalfi, in occasione del Forum dei Paesi del Mediterraneo. Arrivò in Costiera amalfitana via mare, in compagnia del senatore Mario D’Urso, amico di famiglia. Ricopriva, allora, la carica di ministro degli Esteri (governo Dini). Il comune di Ravello le conferì in quella occasione la cittadinanza onoraria. L’avvicinai in una pausa dei lavori, le posi qualche domanda. Fu esauriente nelle risposte, con la signorilità e il garbo che la caratterizzavano e quella tipica cadenza della voce che l’avvicinava molto (così pure i tratti somatici) al fratello Gianni, l’Avvocato. Mi congedò con una stretta di mano che ancora mi emoziona. Nata a Torino il 24 aprile 1922, Susanna Agnelli fu sindaco di Monte Argentario, in provincia di Grosseto (dal 1974 al 1984), deputato al Parlamento (dal 1976) e senatore (dal 1983). Ricoprì, inoltre, la carica di sottosegretario e, quindi, di ministro degli Esteri. Nel 1979 fu anche eletta al Parlamento europeo. Da sottolineare la sua intensa attività umanitaria, come crocerossina durante la seconda guerra mondiale, in epoca più recente come presidente di Telethon, e l’impegno civile. Negli anni ottanta fu l’unico italiano a far parte della Commissione mondiale per l’ambiente e lo sviluppo. Scrisse un libro autobiografico, “Vestivamo alla marinara” (1975), che ebbe molto successo. Seguirono: “Gente alla deriva” (1980), “Racconti gualeguaychu” (1982), “Addio, addio mio ultimo amore” (1985). Sigismondo Nastri