Il fotografo e la visita del premier "La sicurezza arrivò di mattina"

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CASORIA – “La partecipazione del premier alla festa? Forse era una sorpresa per la festeggiata, ma per noi dello staff di Villa Santa Chiara non lo era affatto. Alcuni lo sapevano, secondo me, anche dal giorno prima. E poi nella mattina della domenica sono venuti gli uomini della scorta del presidente a fare una visita al locale per motivi di sicurezza, credo che si chiami la “bonifica”. Anche le donne dell’impresa di pulizia lo sapevano. Alle 19 del pomeriggio, quando io ho messo piede nel locale, proprio loro mi raccontavano scherzosamente che sin dalle prime ore del mattino avevano dovuto lavorare più a fondo, più sodo, per “colpa” del presidente Berlusconi”.

Pasquale Cerullo è il giovane fotografo che, la sera dell’ormai celebre party per i diciotto anni di Noemi, ha vissuto non da invitato, ma da osservatore professionale e distaccato le varie fasi del ricevimento. E tra le pieghe della sua testimonianza, brilla una contraddizione: il premier spiega di aver fatto la sua apparizione alla festa grazie solo a quel temporale su Milano che gli regala un’ora di tempo, e dopo una telefonata di papà Letizia che gli mormora “festeggio Noemi”, ma già dalla domenica mattina la scorta del presidente compie la sua rituale verifica dei luoghi. Forse dipende dall’unico contatto telefonico che il premier ha avuto con il padre di Noemi al mattino? E come mai una rappresentanza degli organi di sicurezza di Palazzo Chigi si sposta fin nelle pieghe dell’hinterland napoletano, a Casoria, per visitare un luogo dove il presidente non sarebbe andato?



Solo un dettaglio. È il frammento laterale, il racconto diretto di un ospite. Ma offre una tessera non perfettamente compatibile con il mosaico-spiegazione finora resa dal presidente del Consiglio a “Porta a porta”. “Repubblica” gira la questione ai responsabili della sicurezza. Fonti del Dipartimento di pubblica sicurezza modificano la cronologia dei ricordi del giovane fotografo. Riferiscono infatti che la notizia del cambio di programma con l’arrivo del presidente del Consiglio a Napoli, viene trasmessa a Napoli intorno alle 15.

Alcune ore dopo, tra le diciotto e le diciannove – secondo le stesse fonti – scattano le misure di bonifica del luogo che sarà visitato da Berlusconi. Con personale del commissariato locale, della Digos e della sicurezza di Palazzo Chigi. Le stesse fonti fonti aggiungono che effettivamente il premier, una volta atterrato a Capodichino, è rimasto fermo per circa un’ora.

Torniamo al nostro fotografo. Cerullo racconta a “Repubblica”, con la semplicità del giovane addetto ai lavori, l’eccitazione dei domestici e cuochi, l’orgoglio e la comprensibile eccitazione di chi gestisce il locale, e poi in serata, nel clou della festa, anche la palpabile commozione della bella Noemi, l’emozione di sua madre, il fatto che entrambe pubblicamente continuassero a chiamarlo papi.

“Ricordo che tutto è successo dopo l’arrivo di Noemi. Ecco che lei fa il suo bell’ingresso con il velo ricamato sul capo, e dopo neanche cinque minuti arriva lui. Applausi, sorrisi. Io all’inizio scattavo, scattavo, ma la sicurezza del presidente mi guardava un po’ irritata. Ma io andavo dal direttore del locale, perché solo da lui prendo disposizioni, e quello mi diceva “Tu scatta”, e io continuavo”.

Eccolo, il clima che segnò quella domenica nel locale di Casoria. “Comunque erano tutti molto divertiti, e c’era familiarità tra il premier e quella famiglia. Soprattutto con madre e figlia. All’inizio sono stato più tempo proprio addosso a loro, perciò mi sono fatto questa idea”. Pasquale Cerullo, occhi chiari, viso di ragazzino, lo dice con chiarezza: “A me non importa perché è venuto il presidente, anzi ero stupito allora e resto stupito oggi” , si limita a raccontare. Fino a pochi giorni fa, prestava il suo servizio professionale a Villa Santa Chiara, per sei o sette giorni a settimana. Anche quella domenica sera, Pasquale Cerullo arriva con la sua digitale dell’immagine. Alle 19, trova ancora gli ultimi dipendenti impegnati negli ultimi ritocchi.

“Ho visto quando sono arrivati i genitori di Noemi, emozionati e un po’ tesi. C’erano soprattutto giovani, una settantina di persone. I genitori della ragazza? La madre la ricordo particolarmente perché prima che arrivasse il premier diceva continuamente a tanti “Mi raccomando, ora che arriva monsieur le President”, sì, con il vezzo del francese, e dopo lo chiamava dinanzi a lui e alla figlia, solo papi. Noi dipendenti ne abbiamo sorriso un po’.

“Noemi, vieni, la foto con papi, Noemi vieni papi sta facendo il brindisi”. Il padre della ragazza? Molto compreso del ruolo”. E quanto tempo è rimasto il premier? “Io ho visto che è rimasto per tutto il tempo della cena, seduto al tavolo con la famiglia di Noemi. Sì, dall’inizio alla fine della cena, io me lo ricordo anche al momento del dolce”.


fonte.REPUBBLICA.IT                             inserito da Michele De Lucia


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