Lettere da Piano- In che paese viviamo?

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LETTERE DA PIANO


 


IN CHE PAESE VIVIAMO?


 


Piano di Sorrento Dovevano morire nel fango, nei detriti e calcinacci quei poveri giovani e giovanissimi, con le altre vittime, nel terremoto dell’Abruzzo, per far ritornare l’attenzione pubblica sulla necessità dei controlli ai fabbricati ed alle verifiche tecniche? Ha proprio ragione la gente quando dice: “Se non scorre il sangue…la legge non interviene”. È proprio così? In che paese viviamo? Il Procuratore Capo della Repubblica di Napoli Dott. Giandomenico Lepore, nobile figura di magistrato ante litteram, da me conosciuto per ragioni professionali da tanti anni, ha dichiarato che il 30 % dei nostri politici è colluso con la camorra; questo dovrebbe farci riflettere e, soprattutto, far riflettere, chi è ai posti di comando.


La lotta alla mafia e alla camorra è una lotta impari se non vi è la collaborazione dei cittadini, ma i cittadini vogliono stare in pace, preferiscono tacere, essere omertosi o per proprio tornaconto o perché non vogliono fastidi ed i fastidi, purtroppo, esistono per le incongruenze, per i ritardi, per gli errori, per una gestione antirealistica delle vicende umane e giudiziarie, per quella lenta e farraginosa macchina della Giustizia, soffocata dalla burocrazia.


Intanto se parlate o questionate qualche esponente politico locale vi dirà che la mafia non esiste e che, in ogni caso, è meglio non parlarne, perché, così facendo, non si inquacchia quella bella cartolina (rimasta ahimé negli archivi) della nostra penisola, di quella famosa “Campania felix” ed allora?


A Piano di Sorrento, località Mortora, giorni fa è crollata una casa; non si è potuto, a detta dei tecnici, stabilire su due piedi quali siano state le cause, e mi sembra anche giusto; non possiamo,  però, escludere che aldilà dei fenomeni atmosferici: piovosità persistente, non vi sia stato anche un impiego di materiali non a regola d’arte, siano state violate le norme antisismiche e quant’altro da rispettare e da prevedere, compreso il famoso dissesto idrogeologico, presente nella nostra penisola sorrentina e dintorni sin dal 1838 ( l’ho letto nell’ottimo lavoro del Dott. Mastrogiacomo “Il dissesto idrogeologico in penisola sorrentina”).


E non dimentichiamoci del sisma del 1980.


Finalmente, da pochi anni, Sorrento è stata inserita nelle zone a rischio sismico…era ora! Ciononostante si continua a costruire non a regola d’arte, ignorando le norme di salvaguardia.


Perché i Comuni Sorrentini non adottano la iniziativa del Sindaco di Pompei che ha fatto verificare lo stato degli immobili dai tecnici?


E, logicamente, dopo aver azionato tutti i tradizionali scongiuri: corna, grattate varie, etc, non vogliamo passare per iettatori, non dimentichiamoci del Vesuvio…


Mentre stiamo discutendo di queste cose i signori della mafia e della camorra lavorano già a tavolino per potersi infiltrare nell’allettante “business” della ricostruzione post terremoto, in terra d’Abruzzo!


Tornando a noi, a Piano, al centro di Via Bagnulo ci sorride un pergolato di box garages e strizza l’occhio ai furbetti d’Italia, mentre più giù della stessa arteria, nel vicoletto in fondo, prosecuzione di Villa Massa, continuano, sia pure a singhiozzo, lavori di ricostruzione di un fabbricato ormai demolito, SENZA CHE SIANO STATI APPROVATI I PIANI DI RECUPERO?


Viva l’Italia!


Piano di Sorrento 4 maggio 2009


 


Avv. AUGUSTO MARESCA