LA FAMIGLIA DI NOEMI, L´AMICA DI BERLUSCONI, IN FUGA A POSITANO PER UN GIORNO

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Dopo l’annuncio del divorzio da Silvio Berlusconi da Veronica Lario, la famiglia di Noemi, la ragazza diciottenne di Portici per cui Berlusconi si era presentato al suo compleanno dopo una lunga amicizia, che ha provocato un putiferio nei mass media e scatenato le ire di Veronica Laria, hanno passato il ponte del primo maggio nella tranquillità di Positano in Costiera Amalfitana (dove fra l’alttro Benedetto ha conosciuto la mamma di Noemi quando questa aveva 16 anni), poi a Vico Equense in Penisola Sorrentina, una giornata di normale relax come tante persone del napoletano fra la Costa d’ Amali e Sorrento.  Nei giorni scorsi si era spacciato per amico di famiglia inca­ricato di rispondere al telefono di ca­sa. Ma in verità quello che fino a po­che ore fa era individuato come «il bodyguard di casa Letizia» non era al­tri che il papà di Noemi: Benedetto detto Elio, ragioniere, messo notifica­tore del Comune di Napoli, per ora (dicono dal suo ufficio) in ferie, che da ieri, invece, oltre a rispondere al telefono di casa, si presenta anche con la sua vera identità: «Non capi­sco », afferma Letizia, «perché si deb­ba entrare nella vita privata delle per­sone in maniera così invadente. Que­sta storia è stata raccontata dal lato sbagliato. Quando sarà il momento, racconteremo tutto per filo e per se­gno e si capirà, finalmente, che non c’è nulla di anomalo. Credo che lo ca­pirà anche la signora Veronica, perso­na e mamma squisita. Ora mi si chie­de di parlare di Silvio, di una perso­na che per tanti anni è stata custodi­ta nel mio cuore senza che nessuno sapesse nulla. No, non lo farò». La persona custodita nel cuore di Benedetto Letizia per così tanto tem­po è Silvio Berlusconi. Il presidente del Consiglio che facendo riferimen­to una prima volta al papà di Noe­mi disse di averlo conosciuto co­me autista dello scomparso lea­der socialista Bettino Craxi. «Non credo che Silvio abbia detto davvero così», ribatte og­gi il papà di Noemi, «e anche se fos­se, non credo sia giusto tirare in ballo persone che non ci sono più e che ora si trovano dinanzi al Si­gnore ». Lo scorso fine settimana, Benedetto Letizia, con la sua fami­glia, si è concesso una gita fuori por­ta: «Come buona parte degli italia­ni », racconta ad Angelo Agrippa sul Corriere del Mezzogiorno, «ci siamo regalati una gita distensiva: prima a Positano e poi un bagno a Vico Equense». Ma è quel rapporto antico che lega Noemi, il papà Benedetto e la mam­ma Anna a Silvio Berlusconi che ali­menta il mistero, perché nessuno dei protagonisti di questa vicenda, fi­nora, ha voluto raccontare come sia nato. Chi dice in una lontana campa­gna elettorale. Chi ai tempi di Betti­no Craxi. Anzi, il premier ha addirit­tura accreditato Letizia come militan­te del centrodestra interessato alla candidatura del consigliere regiona­le Fulvio Martusciello alle europee. Martusciello, ma lei ha parteci­pato alla festa dei 18 anni di Noe­mi? «No, io sono stato chiamato dal­lo staff del presidente domenica scorsa per incontrare Berlusconi all’Hotel Vesuvio». E cosa vi siete detti? «Il presidente mi ha spiegato che erano sorte delle difficoltà sulle disponibilità di lista e che in ogni caso avrei ottenuto un ruolo di prestigio nella futura giunta regionale di centrodestra. Ci siamo lasciati, dandoci appun­tamento l’indomani». Cosa è successo il giorno do­po. «Al Vesuvio, alle otto e un quarto di mattina, ho incontrato anche l’eu­roparlamentare uscente Riccardo Ventre che ha consegnato una lettera a Berlusconi. Il presidente mi ha in­contrato in disparte. Gli ho detto che avrei accettato ogni sua decisione e che doveva considerarmi un soldato. Poi, in una stanza della prefettura ci siamo incontrati in maniera riserva­ta con Franco Malvan Berlusconi mi ha chiesto di favorire la sua candi­datura, giacché io, a differenza di Malvano, avrei dinanzi a me una pro­spettiva di carriera più aperta». Martusciello, perché Letizia ha perorato con Berlusconi la sua can­didatura alle europee? «Non è andata così. Io penso che Letizia abbia soltanto chiesto di sape­re chi fossero i candidati alle euro­pee. Ma non penso abbia perorato la causa di qualcuno». Ma lei come ha conosciuto il pa­pà di Noemi? «Alle Regionali del 2000, a Secon­digliano, raccolsi 747 preferenze sul­le 35 mila 450 complessive. E del mio comitato elettorale di Secondi­gliano faceva parte anche Benedetto, detto Elio, Letizia. Tra quei voti che raccolsi ci furono sicuramente anche quelli di Letizia. Poi, successivamen­te, ho saputo che ha sostenuto pure la candidatura di Raffaele Ambrosi­no alle scorse elezioni comunali». Martusciello, ma successivamen­te ha incontrato ancora Letizia do­po quella campagna per le regiona­li del 2000? «Non so, il mio elettorato è tal­mente vasto. E poi lui non è mai sta­to uno dei miei supporter più assi­dui ». Sapeva di questa sua amicizia sto­rica con Berlusconi? «No, non ne sapevo nulla. Né mi interessa ora». Berlusconi, nel corso dei collo­qui con lei al Vesuvio e in prefettu­ra, non le ha mai detto che Letizia avrebbe provato a sostenere la sua candidatura alle europee? «No, mai. Ha solo fatto generici ri­ferimenti ad interventi che aveva re­gistrato a sostegno della mia candida­tura e sapeva che già da diversi mesi mi stavo preparando alla campagna elettorale per le europee». Lei che idea si è fatta di questa storia? «Sa, è possibile che un messo co­munale sia amico del presidente del Consiglio. Non tutti i miei compagni di scuola hanno fatto carriera o fan­no tutti lo stesso lavoro e io non ho l’abitudine di cassare dalla mia rubri­ca quelli che non hanno avuto molta fortuna nella vita professionale». Ma Benedetto Letizia non è stato compagno di scuola di Berlusconi. «Forse prima o poi ne sapremo di più. Chissà. Io posso rispondere solo su quanto mi è accaduto in questi ul­timi giorni. Il mio piccolo pezzo di storia». Angelo Agrippa