CAVA DE TIRRENI, MISTERO SULLA MORTE DI AVAGLIANO A HONG KONG

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I familiari di Antonio Avagliano partiranno questa mattina a
mezzogiorno per Hong Kong. Lo zio Armando Campeglia, la sorella e il
cognato del 37enne cavese saliranno su di un volo che, dall’aeroporto
di Fiumicino, li porterá in Cina: un viaggio interminabile, col cuore
in gola in attesa di scoprire la veritá sulla morte di Antonio.
Nonostante siano passati quattro giorni dal ritrovamento del corpo, è
ancora giallo sulle cause del decesso. • Le autoritá di Hong Kong
hanno custodito la salma in attesa dell’arrivo dei parenti per
effettuare anzitutto il riconoscimento. Soltanto dopo si potrá
effettuare l’autopsia che chiarirá, una volta per tutte, cosa sia
accaduto. Per il momento, le notizie che sono giunte alla famiglia sono
quelle che l’ambasciata italiana in Cina aveva comunicato alle forze
dell’ordine della cittá metelliana che, a loro volta, avevano avvisato
i parenti del ragazzo. • Sul corpo, a prima vista, non ci
sarebbero segni di violenza, anche se non è escluso che il giovane
possa essere rimasto coinvolto in una rissa. L’altra ipotesi è che
Antonio abbia preso qualche sostanza pericolosa. Resta il mistero sul
perché il 37enne avesse spento il cellulare. Due giorni prima
dell’arrivo della devastante notizia, le sorelle avevano provato a
contattarlo, ma avevano sempre trovato il telefono staccato. Nulla di
strano, nessuno si era allarmato per quel dettaglio apparentemente
insignificante, ma che ora potrebbe essere un elemento fondamentale per
ricostruire le ultime ore di vita di Avagliano. • La vicenda, che
ha sconvolto la cittá metelliana, resta complicata, quasi un puzzle per
ricostruire il quale sará necessario avere a disposizione tutti i
tasselli da mettere insieme. Le informazioni giunte per il momento sono
confuse, anche a causa del lungo passaparola e delle traduzioni dal
cantonese all’italiano. • Alla famiglia, distrutta dal dolore,
non resta, dunque, che aspettare. Le prime notizie dovrebbero arrivare
martedì mattina, quando i familiari del 37enne che domani partiranno
per la Cina potranno, finalmente, rendersi conto di persona della
situazione e parlare, anche se con l’aiuto degli interpreti
dell’ambasciata italiana, con le autoritá locali.Bianca Senatore