MAZZETTE SULLE BIOMASSE, ARRESTATO SEGRETARIO DI COZZOLINO. E´ BUFERA

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 Ancora bufera sulla Regione Campania. Una rete capillare per corrompere
amministratori locali, tecnici, funzionari e consulenti pubblici: tutto con lo
scopo di ottenere il via libera alla costruzione di una centrale a biomasse a
Pignataro Maggiore, nel Casertano, e un contributo pubblico di quasi 7 milioni
di euro. E’ questo il pentolone scoperchiato oggi dalla Procura della Repubblica
di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) che ha emesso 23 ordinanze di custodia
cautelare in tutta Italia. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere
finalizzata alla truffa in danno alla Regione Campania, alla corruzione di
pubblici ufficiali, alla rivelazione di segreti di ufficio e alla realizzazione
di falsità in atti pubblici. Avvisi di garanzia a diverse persone tra
cui l’assessore alle attività produttive della Regione Campania Andrea
Cozzolino, la cui candidatura alle Europee per il Pd è data per certa, e il capo
della segreteria del presidente della regione Antonio Bassolino, Gianfranco
Nappi. Entrambi hanno ricevuto l’avviso perché si potesse procedere alle
perquisizioni dei loro uffici in Regione e si sono detti oggi “sereni e estranei
ai fatti”. L’inchiesta, denominata “Biopower”, descrive un copione per molti
versi simile a quella che ha coinvolto nei mesi scorsi a Napoli Alfredo Romeo:
anche qui due imprenditori, Renzo Bracciali e Gianpiero Tombolillo, entrambi
romani, sono accusati di aver elargito mazzette e promesse a politici e
funzionari pubblici per ottenere vantaggi. Tutto gira intorno a un contributo di
6,8 milioni di euro della Regione per la costruzione della centrale di
Pignataro, contributo che, alla fine, non è stato incassato, visto che la
Biopower ha poi ottenuto un finanziamento della Unipol Merchant Bank. Bracciali
e Tombolillo, oltre alle loro tre società, la Biopower spa, la Natural Energy
srl e la Energethic srl, ne hanno anche una a San Marino, attraverso la quale
confluivano centinaia di migliaia di euro da conti in Svizzera per finanziare il
sistema di corruzione. Per ottenere il finanziamento regionale i due si
appoggiavano a Vincenzo Guerriero, un dirigente della Regione, e Fulvio Scia,
funzionario: quest’ultimo, in particolare, per 50.000 euro l’anno, rivelava a
Tombolillo informazioni utili per orientare le sue strategie imprenditoriali. Un
ex consulente della Regione, Eugenio Di Santo, si occupava invece di facilitare
i rapporti politici con l’assessore Cozzolino, ricevendo in cambio 140.000 euro.
Tutti i dipendenti della Regione coinvolti sono stati sospesi. La corruzione
riguardava anche amministratori locali casertani, a cominciare da Francesco
Capobianco, ex assessore alla provincia di Caserta e attuale consigliere
comunale cittadino del Pd, che, in cambio di un “pacchetto” di posti di lavoro
nella centrale, aveva convinto tra l’altro, un consigliere comunale di Pignataro
Maggiore a non sostenere le proteste della popolazione contro la centrale. Soldi
anche ai consiglieri di maggioranza tra cui Francesco D’Alonzo, che per
appoggiare il progetto aveva ottenuto la sponsorizzazione della Biopower per la
sua squadra di calcio, il Pignataro. La Guardia di Finanza ha perquisito oggi
anche la casa del sindaco di Pignataro, Giorgio Magliocca. Bracciali e
Tombolillo avevano anche eluso le norme antisismiche mettendo a libro paga due
funzionari del Genio Civile che avevano permesso di aggirare il decreto 2008 in
materia, facendo realizzare la centrale secondo le norme del 2005, più blande. I
lavori per la costruzione della centrale a biomasse di Pignataro sono partiti un
anno e mezzo fa. La centrale dovrebbe bruciare rifiuti selezionati per la
produzione di energia. Come ristoro per i danni ambientali causati dalla
centrale il Comune di Pignataro riceverà 300.000 euro all’anno per 30 anni. 

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