DA RAVELLO CON.. GRAN FURORE. MANSI IL CONTADINO DI MARISA CUOMO

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<< LE  TERRAZZE,  DALLE  ROCCE  GIALLASTRE  E  NERASTRE,  CHE  SI  SPINGONO  SINO  AL  MARE >>:  DA  RAVELLO¡­,  CON 


¡°GRAN  FUROR(E)¡±


 


¡°¡­Dedico con garbata gratitudine e leale sincerit¨¤, questa mia umile e modesta prosa, ai carissimi Andrea Ferraioli e sua moglie, Marisa Cuomo (autentiche ricchezze di una realt¨¤ territoriale, qual ¨¨ il ¡°Paese Dipinto¡± della Divina Costa,  stupefacente, unica e fiera, semplicemente estrema), produttori determinati e tenaci di vino Campano dalle qualit¨¤ infinite, dal gusto intenso e di grandissimo pregio, ringraziandoli del piacevole incontro realizzato in un¡¯invernale mattinata di Gennaio scorso, riscaldata dal calore, dalla gioia e dalla genuinit¨¤ della loro meravigliosa, cordiale ed esemplare accoglienza¡­!¡±


 


Il celebre poeta Giovanni Boccaccio, nella quarta novella della seconda giornata del Suo ¡°Decamerone¡±, cos¨¬ scrisse, romanzescamente: <<Credesi che la marina da Reggio a Gaeta, sia quasi la pi¨´ dilettante parte d¡¯Italia. Nella quale, assai presso Salerno, ¨¨ una costa sopra il mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la Costa di Amalfi, piena di piccole citt¨¤, di giardini e di fontane, e d¡¯uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatanzia, siccome alcuni altri. Tra le quali citt¨¤ dette, n¡¯¨¨ una chiamata RAVELLO, nella quale, come che oggi v¡¯abbia di ricchi uomini, ve n¡¯ebbe gi¨¤ uno, il quale fu ricchissimo, chiamato Landolfo Rufolo>>. Proprio come il grande novelliere, nello splendore di Villa Rufolo, incaston¨°, al pari di una gemma preziosa, lo scenario per le Sue cento ¡°avventure¡±, allo stesso modo il ¡°romantico¡± Richard Wagner (giungendo a Ravello, quando soggiornava ad Amalfi, a dorso di un asinello), affascinato e, quasi abbagliato, da un insieme ed una variet¨¤ di colori, di luci e di profumi, nei giardini della suddetta Villa, trasse l¡¯ispirazione musicale per il ¡°fantastico¡± ambiente del ¡°Parsifal¡±, cos¨¬ a lungo desiderato ed immaginato, tanto da avvertirne l¡¯arcana magia, e poter, quindi, finalmente esclamare: <<Il Giardino incantato di Klingsor ¨¨ trovato – A.D. 26 Maggio 1880>>. E davvero, questo ¡°lembo collinare¡±, ¨¨ terra di splendore e di bellezze, piena di Storia ed Arte, la quale, circondata da un armonioso silenzio, diviene meta agognata, creativa e sublime di poeti, artisti, scrittori, amanti, intellettuali, uomini illustri e visitatori provenienti da ogni luogo, di ogni singola Nazione. Ancor oggi, infatti, una natura variopinta e multiforme, quasi come protetta da arcana meraviglia ed immensa grazia, dovute ai suoi particolari ed alle sue tinte, sempre pronta al richiamo di poter continuamente variare e rinnovare cos¨¬ tanta emozione, si dona all¡¯attenta osservazione, che s¨¤ di sguardo stupefatto, dei suoi ¡°stranieri viandanti¡±, desiderosi di acquisire una conoscenza unica, circondata da un¡¯atmosfera ricca di immagini, di sentimenti e di spazi, dove le diverse identit¨¤ personali si incontrano, si confrontano, si comprendono, poich¨¦ uniti da un sempre pi¨´ raro ed autentico linguaggio: quello del sogno e dell¡¯amore (con le loro molteplici vesti), mai racchiuso, perch¨¦ infinito, come il mito. Queste sensazioni, generanti sospiro nell¡¯animo del pellegrino, che attraversa codesta realt¨¤, sospesa tra il tenue e dolce azzurro del cielo, ed il forte, trasparente e sorridente blu del mare calmo, discendono fino alle profondit¨¤ di santa Madre Terra, fino a raggiungere le Sue verdi e millenarie radici, le quali, donano frutti pregiati come perle preziose, da custodire, assaporare e proteggere come ¡°una carezza nel tempo¡±; ed ¨¨ questa l¡¯antica, ma tutt¡¯ora odierna, ¡°Ravellum ¨C Rebellum¡± contadina, coperta dai suoi agrumeti e vigneti, ove il fine intelletto, la caparbiet¨¤ e la mano tenace dell¡¯uomo, hanno saputo plasmare la rude e grezza roccia (ma anche l¡¯austero grigio, delle pietre di tufo), per edificare simmetrici terrazzamenti. In particolar modo, proprio questa pianta, la vite, nel suo ¡°paradisiaco regno¡±, la vigna, attraverso la figura ad essa pi¨´ cara, il viticoltore, in un tal sereno contesto, fa si che, l¡¯atto culminante (quale ultima battuta, di uno spartito con melodia vivace), la vendemmiata appunto, possa assumere i toni di momenti unici, caratteristici ed entusiasmanti della vita cosiddetta ¡°paesana¡±, evidenziando una forma d¡¯arte naturale e secolare, un sapere fatto d¡¯allegria, di spensieratezza e contornato da un sapore complesso, poich¨¦ semplice, carico di saggezza, tradizioni e culture. Un¡¯autentica e magistrale sentinella del mattino, posta a difesa di questi storici insegnamenti e sani valori, guardiano nel tempo di queste virt¨´, che sanno di famiglia, ¨¨ incarnata dalla persona del Signor Alfonso Mansi, ravellese e contadino D.O.C., amante della ¡°Terra¡± che lo avvolge, del verde che lo attrae, e di tutto ci¨° che quest¡¯ultima offre e dona spontaneamente dalle sue viscere, nato nella <<citt¨¤ pi¨´ tranquilla, solitaria e silenziosa del mondo>> (Ravello, appunto, come viene definita da Mario Stefanile), il 29 Ottobre 1918, galantuomo di un¡¯era, oggi ahim¨¨ scomparsa, combattente della Seconda Guerra Mondiale, nella Real Marina (poich¨¦ militare e protagonista della nave ¡°Vittorio Veneto¡±), sereno, affabile, gentile, amichevole ed accogliente, come soltanto un lavoratore della ¡°Vigna del Signore¡± sa essere. Dopo una breve parentesi giovanile in Puglia, non molto lontano da Taranto, tuffato in una professione a stretto contatto con il mare, poich¨¦ bagnino, il Sig. Mansi ritorna nella Sua amata patria, dove la strada costeggia la spiaggia del mare, dedicandosi a pieno ritmo alla cura ed alla custodia del Suo <<scrigno segreto>>: la passione per il fertile territorio, da coltivare ed incentivare, per custodire, negli anni, la gioia indescrivibile della raccolta, dopo un¡¯accurata semina, di ¡°perle sacre¡±, che solo esso sa dare. Tassello di una gioia e di un¡¯emozione indescrivibile, inoltre, ¨¨ raffigurato da un importante appuntamento per l¡¯intera assemblea della famiglia Mansi, espressione di sommo gaudio e vivo piacere, accaduto lo scorso Dicembre, nella piena Grazia di nostro Signore Ges¨´ Cristo, unico e vero Maestro: il 60¡ã anniversario di matrimonio del Sig. Alfonso e della Sua amata e dolce sposa, ricordando un cammino esperienziale di vita familiare, iniziato nel dodicesimo mese dell¡¯anno, del lontano 1948, ricco di amore, affetti, comprensione, lavoro, speranza, fede, sogni e progetti per tutte le persone a loro care, senza riserve, nessuno escluso, senza mai risparmiarsi. Ed ¨¨ proprio la proposta di queste fondamenta, accompagnate da capacit¨¤ geniali e lungimiranti, che rendono da lungo tempo (per l¡¯esattezza, da quindici anni), il Sig. Alfonso (il quale, ad Ottobre prossimo, compier¨¤ l¡¯et¨¤ di anni 91, ¡°indossati¡± splendidamente), e tutta la Sua famiglia (soprattutto nella persona di Luigi Mansi ¨C per gli amici, Gino ¨C figlio e discepolo d¡¯arte), uno dei fornitori ¨C agricoltori pi¨´ eccellenti (e senz¡¯altro, il pi¨´ longevo, nel pieno entusiasmo della propria attivit¨¤), del frutto cos¨¬ vitale per la giovialit¨¤ del dio Bacco, a favore di una delle aziende vinicole pi¨´ caratteristiche, esclusive, originali e degne di merito, dell¡¯intero comprensorio Costiero: le ¡°Cantine Marisa Cuomo ¨C Gran Furor Divina Costiera¡±, di Andrea Ferraioli e consorte, Marisa Cuomo, vinicoltori a dir poco eroici,  in quel di Furore. Borgo industre quest¡¯ultimo, ¡°arrampicato¡± sulla rocciosa petraia del versante amalfitano dei Monti Lattari, che veste dorsalmente il mare, del suddetto Golfo; ¡°il paese dalla sensazione della non esistenza, il paese che non c¡¯¨¨, quasi costretto a  mostrarsi tardivamente, ed a donarsi ancor con pi¨´ mistero, il paese non paese¡±, il villaggio di Furore quindi, mostra il suo profilo arroccato e vertiginoso, baciato instancabilmente dall¡¯impetuosit¨¤ del sole, iniziando dal bagliore delle sue primissime e sorprendenti luci, che risvegliano l¡¯alba, fino a raggiungere il delicato e momentaneo declino, del giusto riposo al tramonto; questa localit¨¤ desidera offrire, a coloro che amano viverla, il suo particolare estro artistico, il suo lato esaltatrice, attraverso i propri <<muri d¡¯autore, poich¨¦ muri dipinti, muri istoriati, muri parlanti¡­>> – come ha magnificamente illustrato Raffaele Ferraioli, nel 1990 – che incorniciano meravigliosi scenari, composti da numerosi panorami mozzafiato, da un generoso suolo costituito da rocce dolomitiche calcaree, da innumerevoli sentieri ed itinerari a forma di gradini, di salite e di discese, che si dirigono sino al Fiordo (¡°approdo sentimentale¡± della nostra penisola locale), unico nel suo genere, inabissandosi nel regno del dio Nettuno. E proprio nel cuore della “Terra Furoris” (in latino: <<furia del mare sulla scogliera>>), a 500 metri sul livello del mare, nasce una produzione di vini dalla storia antica, e dalle qualit¨¤ elevate, grazie alla straordinaria e caparbia passione di Marisa ed Andrea, per quella ¡°seconda casa¡± costituita dalla dritta vigna, con i suoi molteplici intrecci. Oggi, come allora, i vitigni sono piantati da quello stesso ¡°contadino-marinaio¡± (ricordato, anche, dal re Carlo D¡¯Angi¨°), che ivi ha costruito uno dei paesaggi agricoli, quasi montuosi, tra i pi¨´ belli del mondo. Tutt¡¯ora, infatti, le estreme difficolt¨¤ di accesso a questi fazzoletti di terra, con viti centenarie che crescono in orizzontale, su piombanti terrazze, le quali dirupano verso il Tirreno, strappati alla nuda pietra, cos¨¬ come dalla ¡°notte dei tempi¡±, obbligano i vignaiuoli a lavori esclusivamente manuali e di notevole sforzo. Tutto ci¨° permette, ai vinificatori Ferraioli, con certosina quotidianit¨¤, poich¨¦ fautori di ¡°grandi opere¡±, di poter ottimamente riqualificare dapprima il vigneto e, immediatamente dopo, la cantina, tramite operazioni mirate ed accurate. L¡¯epicentro di questa vitale ed amata passione, ¨¨ cos¨¬ semplicemente riassunto: la soddisfazione per codesta coppia d¡¯assi, Cuomo ¨C Ferraioli, veri pionieri ¡°nell¡¯arte di far vino¡±, di potersi impegnare e dedicare personalmente, con tutte le proprie energie, sia nel cuore della superficie vitata, sia nelle profondit¨¤ del luogo sotterraneo di conservazione, in questo caso rappresentato da una meravigliosa e specifica ¡°rocca nascosta sottoterra, scavata direttamente nella roccia umida e fresca¡±, ove l¡¯invecchiamento in barriques, ¨¨ affidato al continuo e silenzioso trascorrere delle stagioni. Lo stesso tempo che permette, ai suddetti giardini dai frutti intensi e colorati, di poter testimoniare e verificare la presenza di nobili vitigni, come i bianchi: Coda di Volpe, Bianca Zita, San Nicola, Ripoli e Ginistrella; seguiti dai rossi: Pere e’ palummo, Serpentaria, Tintore, Taralluzzo, tutti meritevoli di entrare ufficialmente nella produzione vinicola locale. Ed ancora, un insieme di uve, dalle particolari virt¨´, quali: Fenile, Biancatenera, Pepella, Piedirosso ed Aglianico. Una sorta di sogno custodito con dolcezza ed emozione, trasformatosi, finalmente, da desiderio in realt¨¤. I vini, estremi, che ne derivano, sono sinonimo di eccellenza, qualit¨¤, rarit¨¤, raffinatezza, ricercatezza e preziosismo della nostra sempre pi¨´ amata Costiera Amalfitana, a favore del bel Paese, e di tutte quelle nicchie di mercato, apprezzate soprattutto da quanti amano vini veri ed autentici, come la fatica ed il sudore della laboriosit¨¤ di questi ¡°uomini-eroi¡±. Ecco, di seguito, le diverse denominazioni, il cui gusto differisce l¡¯uno dall¡¯altro, e sempre sublime, eccelso ed altissimo: <<Furore Bianco Fiorduva, Furore Rosso Riserva, Ravello Rosso Riserva, Furore Bianco, Furore Rosso, Ravello Bianco>>. Nettari prestigiosi, che hanno diretto l¡¯Azienda del ¡°Gran Furor¡±, alla sempre pi¨´ consequenziale e meritata conquista di premi e riconoscimenti, a livello nazionale, internazionale ed intercontinentale. Il tutto, grazie ad un furore continuo ed instancabile di fatiche, che gratifica di giorno in giorno, portato avanti con la consapevolezza antica che, cos¨¬ com¡¯¨¨ sempre stato, e sar¨¤, soltanto ¡°chi lavora aspetta premio¡±. Ed ¨¨ questa la pittoresca Furore, luogo di meraviglie dove il mare ha sposato l¡¯uva, poich¨¦ costantemente ¡°l¡¯uomo di questa terra ha avuto, e continua ad avere, un piede nella vigna e l¡¯altro in barca¡± – come Andrea Ferraioli racconta ¨C in riferimento ai costumi di una popolazione che, da sempre, vive tra le terrazze dei vigneti ed il mare circostante. Desidero concludere, infine, il proseguire di questo nostro petit tour, attraverso due invocazioni, o meglio, inni, da poter dedicare ad una ¡°Terra Promessa¡± che non ci attende, poich¨¦ gi¨¤ viva, vissuta ed impressa nel nostro cuore e nella nostra mente: <<¡­ A Ravello, ognuno pu¨° sentirsi solo e pu¨° sentirsi in compagnia del Creato ¨C scrive Mario Stefanile ¨C perch¨¦ tutto ¨¨ calma e grazia, ove la Citt¨¤ vive i suoi giorni secondo questa arcana legge del silenzio, incredibile e stupendo, dentro il quale ogni gesto si fa pi¨´ leggero, quasi d¡¯aria, ed ogni pensiero si scioglie dal broncio e dal cruccio, diventando serenit¨¤¡­, ed a Furore ¨C scrive Raffaele Ferraioli ¨C avvertirai il profumo del mito nel respiro di qualche ninfa innamorata, che da sempre abita questi anfratti. Vivrai un¡¯atmosfera sognante ed al tempo stesso inquietante, dove ogni sguardo ¨¨ gi¨¤ emozione, ed ogni pensiero ¨¨ gi¨¤ sogno>>.


 


 


Bonaventura Esposito