ORRORE A LICOLA, UCCISO EX ASSESSORE. IL CORPO NELLA SABBIA

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L’omicidio di un al­tro politico preoccupa e getta ombre sulle prossime elezioni. Roberto Landi, 50 anni, ex asses­sore comunale di Villaricca e pro­babile candidato alla Provincia per l’Udc, è stato ucciso con tre colpi di pistola; il suo corpo, av­volto in una tenda, è stato poi se­polto sulla spiaggia di Licola. Per il momento è un rompicapo: pro­vano a risolverlo i carabinieri, che da ieri pomeriggio sono mo­bilitati. L’ucciso era molto legato a Roberto Conte, il consigliere re­gionale implicato in diverse in­chieste della Procura e recente­mente arrestato per la terza vol­ta con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Landi era titolare di un noto laboratorio di diagnostica e pro­prio i suoi collaboratori, ieri mat­tina, l’hanno visto per l’ultima volta. Non era tornato a casa, non si era fatto vivo: la famiglia ha avvertito i carabinieri. Il cor­po è stato trovato ieri mattina verso le 11: alcuni abitanti delle casa che si affacciano sulla spiag­gia avevano sentito, nel corso della notte, dei rumori inusuali: un’auto, portiere sbattute, voci indistinte. Ieri mattina sono an­dati ad avvertire i carabinieri. Quando i militari sono arrivati sulla spiaggia, hanno subito no­tato la sabbia smossa. Hanno pensato che qualcuno avesse sot­terrato rifiuti tossici, una cosa non inconsueta da queste parti, oppure armi. Hanno scavato, è affiorata una mano. Roberto Landi era sepolto sot­to un metro di sabbia. Tutt’intor­no, rifiuti e sterpaglie. Non ave­va con sè il portafogli con i docu­menti: è stato identificato grazie alla fede nuziale. Gli hanno spa­rato tre volte con una pistola di piccolo calibro, una 6.35; è stato colpito alla testa, al torace e a una coscia. Alla fronte e al lab­bro solno state riscontrate ecchi­mosi: forse è stato anche picchia­to. Il delitto sembra commesso da persone piuttosto inesperte. Volevano nascondere il cadave­re, ma l’hanno sepolto vicino al­le case, facendo rumore. Voleva­no che non fosse identificato, ma gli hanno lasciato al dito la fede. Gli investigatori battono tutte le piste. Per il momento, il fascicolo non è ancora stato asse­gnato alla Dda: questo fa ipotiz­zare che non ci sono elementi che riconducono alla criminalità organizzata. Il pm che ha avviato le indagini, ieri, è stato quello di turno, Fabio Del Mauro. In sera­ta vertice con il comandante pro­vinciale dei carabinieri, generale Gaetano Maruccia, e gli altri uffi­ciali che seguono il caso. Nessu­na pista viene trascurata, a co­minciare da quella politica: alle elezioni mancano ormai poche settimane e Roberto Landi si ap­prestava a cominciare la campa­gna elettorale. Come ex ammini­­stratore locale, poi — era stato assessore ai Lavori pubblici — si era occupato di appalti ed era en­trato in contatto con imprese di ogni tipo. Imprese, quelle della zona flegrea, che molto spesso sono vicine alla criminalità orga­nizzata. Ma la maniera in cui è stato ucciso è assai diversa da quella di Gino Tommasino, il po­litico assassinato a Castellamma­re mentre era in auto col figlio, a sua volta ex amministratore loca­le; se Tommasino era coinvolto in inchieste giudiziarie e aveva contatti con personaggi ambi­gui, Landi era conosciuto come persona irreprensibile. Numerose persone sono state interrogate fino a tarda sera. I fa­miliari, innanzitutto, per verifica­re se avesse manifestato preoccu­pazione, timori, ansie. Gli abitan­ti delle case a ridosso della spiag­getta, poi, ed alcuni pescatori: in tanti hanno sentito rumori stra­ni, eppure sono passate molte ore prima che qualcuno desse l’allarme. Si cerca di capire che ti­po di auto sia arrivata fino al po­sto in cui è stata scavata la buca: rilievi sono stati fatti sulle tracce lasciate dalle gomme e tutt’intor­no alla rudimentale fossa scava­ta dagli assassini. Si attende poi l’esito dell’autopsia e dei rilievi compiuti dalla Scientifica sulla salma e silla tenda nella quale era avvolta. Si cerca il luogo in cui Landi è stato ucciso, nel tar­do pomeriggio o nella serata di mercoledì. Si sta verificando, poi, la voce secondo cui l’ucciso fosse intenzionato ad acquistare un immobile: un investimento che, forse, lo aveva messo in con­tatto con persone poco racco­mandabili. Forse non aveva com­preso di essersi imbattuto in gen­te pericolosa? Forse aveva fiuta­to insidie ma non aveva fatto in tempo a tirarsi indietro? Titti Beneduce, Corriere del Mezzogiorno