L´effetto sorpresa di Peekaboo

0

Questa mattina, presso il Wine Bar Goccia, è stato  presentato il nuovo magazine di culture e tendenze prodotto e distribuito dall’Associazione Seventh Degree


 


E’ il nuovo strumento culturale dell’Associazione Seventh Degree Peekaboo, un periodico il cui nome è offerto dalla sorpresa, dal gioco inglese del nostro cucù e settè. Il numero zero del magazine, composto di 24 pagine, in un formato tutto particolare, è stato presentato presso il Wine Bar Goccia, dai direttori editoriali Liberato Marzullo e Antonello Mercurio, dal direttore responsabile Elettra Boccia e da Alfonso Amendola. Il periodico che vanta una pluri-redazione, è già in diffusione nei punti topici della movida culturale di Salerno e provincia, e si tenterà, con il prossimo numero, di allargare la distribuzione nell’area napoletana.


“Il periodico – ha affermato Alfonso Amedola – racchiude tre anime. E’, in primo luogo l’house organ dell’Associazione Seventh Degree, con un certo numero di pagine dedicate alle numerose attività e iniziative dell’istituzione, come ad esempio, per il prossimo numero verrà offerta una larga panoramica sulla rassegna Arti di Maggio; è un magazine nato con una forte vocazione territoriale e la sua linea editoriale supporterà il tentativo di riallacciare quel legame tra università e territorio letteralmente sfilacciatosi sul finire degli anni ’80, con il trasferimento dell’ateneo a Fisciano, non per ultimo, Peekaboo si propone quale laboratorio di linguaggio e scrittura per giovani critici, giornalisti, nonché quale incrocio di idee e quindi di dibattito anche politico scevro di alcun pregiudizio e barriera”.


Peekaboo pur essendo tradizionalmente stampato, nell’era dell’e-mail e di internet, non è un blocco marmoreo sotto cui aggobbire, ma è una raffinata bottiglia di vino di pronta beva, attraverso cui relazionarsi in prima persona con il l’offerta culturale del nostro territorio, con qualche finestra sulla proposta nazionale. Peekaboo diviene così un passe-partout, con le sue pagine illustrate dal segno sognante ed ironico di Vincenzo Lauria e dal fotografo Vincenzo D’Antonio, che ha da aprire numerose porte della nostra casa culturale, un contenitore vivo, costituito da pareti propizie, ricoperte di humus, generante incessantemente nuove nascite e figure, quasi un simbolo nel senso di fonte, per cui ciò che rimane “nascosto”, come la manifestazione di nicchia, non stabilisce il limite e lo scacco del pensiero, ma può andare a costituire quel terreno fecondo ove, qui solo, il pensiero può fiorire e svilupparsi.


Peekaboo ha iniziato il suo viaggio alla ventura attraverso un gioco che non porterà ad alcuna meta definita, ad alcun approdo sicuro, poiché ogni posta raggiunta potrà essere costantemente, in perpetuo distrutta e ricostruita: dalle sue pagine, l’eterno invito a ricominciare da capo; e, ancora, verificare, immaginare, scegliere, analizzare, inventare, ideare, riflettere, per conseguire folgorazioni e meraviglie inaudite, in un infinito work in progress.


Olga Chieffi