DA AMALFI UN DOSSIER SULLE MAFIE

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Largo ai giovani, diamo loro le dovute responsabilità, coinvolgendoli a pieno titolo nelle “cose da grandi”: questo è il pensiero di Rita Pagano, preside dell’istituto tecnico per il turismo di Amalfi – Maiori in Costiera Amalfitana che raccoglie studenti da Agerola a Positano, da Piano di Sorrento a Praiano, dalla Penisola Sorrentina, alla Costiera Amalfitana ai Monti Lattari.. Berlusconi ne mette uno stuolo in prima fila nel salone dei congressi che ha visto la nascita del PDL, a testimonianza tangibile della fiducia nei loro confronti; Saviano si rivolge in modo entusiastico a quei gruppi di studenti, di ogni estrazione scolastica, che hanno scelto come stella polare del loro cammino impegnato alcuni martiri delle mafie; Papa Giovanni Paolo abbandonava ogni occupazione o volava per migliaia di miglia quando aveva la percezione che i giovani lo aspettavano, che volevano sentire la sua presenza e le sue parole. Ed eccoli, gli alunni dell’istituto amalfitano, di ritorno da Pagani, da Casal di Principe, Napoli e, in ultimo, Corleone dove sono stati a portare la presenza e la solidarietà della scuola del comprensorio costiero a tutti i giovani, ai tantissimi coetanei impegnati nel progetto di far rifiorire la vita e la legalità laddove sono state annullate per decenni dalla presenza ingombrante della criminalità organizzata. Sono gli stessi giovani che hanno deciso, senza che nessuno abbia chiesto loro di farlo, di armarsi di zaino ed amore per il prossimo e di trascorrere le vacanze pasquali in aiuto alla sfortunata popolazione colpita dal terremoto in Abruzzo. Gli studenti del turistico amalfitano avevano espresso la loro ferma e motivata contrarietà attraverso alcuni dossier che, con il supporto e la guida della prof.ssa Claudia Iuliano, avevano stilato prendendo spunto anche da alcune “tragedie” succedutesi nel tempo, particolarmente in Campania. La loro opera meritoria ha avuto, ovunque, degni riconoscimenti pubblici, tanto che Libera l’ha fatta sua in parte e l’ha divulgata sul territorio nazionale. A Corleone, invitati dall’associazione Placido Rizzotti, sono stati ospiti graditi e coccolati particolarmente da quelli che hanno trasformato alcune tenute, in possesso fino a qualche anno addietro della mafia, requisite dallo Stato, in un grande laboratorio di legalità ed operosità. Gli alunni sono stati, inoltre, accompagnati, rompendo ogni forma stretta di convenzione e per accontentare il vivo desiderio della preside Pagano, in luoghi tristemente famosi per accadimenti luttuosi provocati dalla guerra di mafia; hanno parlato con gli Impoastato; si sono ulteriormente documentati per continuare il loro cammino critico.
gaspare apicella