CASTELLAMMARE, OPERAZIONE "VELENO" SEI ARRESTI

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Alle
prime luci dell’alba gli uomini della Guardia Costiera di Castellammare
di Stabia, coordinati dal Comandante Capitano di Fregata Mario Valente,
di concerto con il personale della Polizia Giudiziaria della Procura di
Torre Annunziata – aliquote Polizia di Stato e Guardia Costiera – su
disposizione del G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata Dott. Dario
Gallo, hanno eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare con la
traduzione in carcere di tre persone  A. G., D. N., e F. F., ed una G.
A. agli arresti domiciliari. Inoltre, sono state denunciate a piede
libero altre tre persone, sottoposta a sequestro un’impresa di espurghi
e un fondo agricolo utilizzato come discarica abusiva.
Arrivavano ad inquinare i nostri mari attraverso un tombino, collegato alla rete di acque bianche del Comune di
Poggiomarino, liquami sversati a poggiomarino confluivano, senza alcun
trattamento, nel Fiume Sarno e, di lì, sfociavano in mare sul litorale
compreso tra le città di Castellammare di Stabia, verso la Penisola Sorrentina,  e Torre Annunziata,
inquinando pesantemente le acque costiere Questo il risultato dell’operazione “Veleno”, frutto di circa 6 mesi di
indagine  coordinate dal Sost. Proc. D.ssa Stefania Di Dona e della
supervisione del Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Dott.
Diego Marmo e del Procuratore Aggiunto Dott. Raffaele Marino, che ha
fatto emergere l’esistenza di una complessa attività delinquenziale,
dedita allo smaltimento illecito dei rifiuti nel Comune di Poggiomarino.
Una ditta di espurghi operante in tale Comune ed il proprietario di
un fondo agricolo sito nelle sue vicinanze avevano pensato bene di
smaltire illecitamente ingenti quantità di rifiuti, anche tossici,
provocando fenomeni di inquinamento che ponevano in serio pericolo la
salute dei cittadini dell’area costiera e vesuviana.
In particolare, la ditta era in possesso di autorizzazione per il
solo prelievo e trasporto di rifiuti liquidi non pericolosi
(prevalentemente espurghi di pozzi neri, ma non solo) da smaltire, poi,
presso un centro autorizzato; gli arrestati, invece, non conferivano i
liquami presso centri specializzati, evitando così di sostenere i costi
per lo smaltimento e si disfacevano dei rifiuti, che prelevavano con
cadenza quotidiana, in due modi:
1.mediante lo svuotamento delle autobotti cariche di liquami
direttamente in un tombino posto all’interno dell’azienda. Attraverso
tale tombino, collegato alla rete di acque bianche del Comune di
Poggiomarino, i liquami così sversati confluivano, senza alcun
trattamento, nel Fiume Sarno e, di lì, sfociavano in mare sul litorale
compreso tra le città di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata,
inquinando pesantemente le acque costiere;
2.attraverso lo spandimento dei liquami – non solo di natura
organica ma anche tossici – sopra un fondo agricolo nei pressi
dell’azienda, utilizzato come discarica, che poi veniva periodicamente
lavorato (più precisamente il terreno veniva “rivoltato”), così da
miscelare i rifiuti sversati con il terreno già presente, al fine di
occultare le operazioni illecite, inquinando la falda acquifera
utilizzata per l’irrigazione dei campi limitrofi.
Si stima che la ditta in questione, operante nel settore da diversi
anni, abbia potuto smaltire illecitamente una quantità di rifiuti
pericolosi e non pericolosi compresa tra le 500 e le 1000 tonnellate
all’anno.
Un altro duro colpo alle organizzazioni criminali che, senza
scrupoli, inquinano e deturpano l’ambiente campano che si somma alle
altre due operazioni che la Guardia Costiera, negli ultimi tre anni, ha
condotto, sempre in campo ambientale, su disposizione della Procura
della Repubblica di Torre Annunziata.
Nel 2006 venne sequestrata una ditta di espurghi di Torre Annunziata e
lo  scorso anno vi fu il sequestro di una nota ditta di gestione di
rifiuti di Piano di Sorrento e l’esecuzione di 9 ordinanze di custodia
cautelare.
L’operazione “VELENO” è frutto dell’impegno di circa 20 militari
della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia e circa 15 unità
appartenenti alle aliquote Polizia di Stato e Guardia Costiera della
sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Torre Annunziata, segno
evidente che la collaborazione tra forze di polizia rappresenta una
delle strade da seguire per riportare la legalità in questa regione,
martoriata dalla criminalità e dal malaffare.

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