PIANO DI SORRENTO, SUL PORTO RISCHIO PRIVATIZZAZIONE

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Scritto da Eleonora Gitto,
20/04/2009

Spiaggia erosa dopo i lavori

Spiaggia erosa dopo i lavori

Il futuro dell’approdo di Marina di Cassano,
Piano di Sorrento, sembra essere ancora avvolto da una fitta nebbia.
Dopo cinquant’anni i cittadini riescono a vedere i lavori ultimati ma
rischiano di non poterne usufruire. Il comune di Piano non presenta
proposte e il “Movimento Civico In Città” sospetta che si vuole dare la gestione a un privato. Sulla questione interviene Antonio Scala che interroga l’assessore regionale al Demanio Marittimo Ennio Cascetta, e chiede un’audizione nella commissione competente.

 

La storia del Porto di Marina di Cassano, Piano di Sorrento, comincia a diventare la storia infinita.

I
lavori del Porto, finanziati dalla Regione Campania,  sono quasi
ultimati e ancora non si sa nulla su i lavori di riassetto dell’approdo
e, soprattutto, non si riesce a determinarne l’aspetto gestionale.

 

Spiaggia prima dei lavori

Spiaggia prima dei lavori

Da qualche tempo è in corso una polemica che vede da un lato un comitato cittadino “Movimento civico In Città” rappresentato dall’ex Difensore Civico di Piano, Gaetano Maresca,
chiedere chiarezza e decisioni sul futuro gestionale, e dall’altro
l’amministrazione comunale di Piano di Sorrento che, non si esprime e
demanda a decisioni regionali, anche se la competenza, per quanto
riguarda i servizi che chiedono i cittadini, è dell’amministrazione
comunale.

In ogni caso la Regione Campania più volte interpellata si è resa disponibile ad accogliere le eventuali indicazioni del Comune.

Infatti,
il 26 febbraio scorso il responsabile dell’Ufficio del Demanio,
nell’incontro avuto con una delegazione del Comune in cui erano
rappresentate sia la maggioranza sia l’opposizione, ha invitato
l’amministrazione comunale a formulare una proposta condivisa.

Ancora
oggi, a quanto pare,  le uniche richieste pervenute agli uffici
regionali competenti sono quelle del Movimento Civico in sintonia con
l’opposizione comunale.

 

Questo tentennare
dell’amministrazione comunale e i continui rimpalli del Comune alla
Regione, ha destato sospetti sulle vere intenzioni dell’ Ente. Per
questo il “Movimento civico In Città” ha più volte espresso la
preoccupazione che la gestione possa essere affidata dal Comune, che
adduce a motivazione dello “scarica barile” la mancanza di fondi, a un privato.

Un
sospetto non infondato a dire il vero, perché ciò non sarebbe la prima
volta che accade. In tempi di scandalo dei rifiuti, contraffazioni,
 mozzarella alla diossina e altro, non vengono certo alla ribalta
nazionale altri scandali ritenuti minori. Uno di questi, dispersi nel
disinteresse generale, è quello dell’ occupazione dei porti pubblici da parte di privati.

L’illegalità
di questa appropriazione non è negli atti di concessione ma nel
togliere “legalmente” ai cittadini l’utilizzo di strutture portuali
pubbliche e spesso l’accesso al mare.

Porto prima dei lavori

Porto prima dei lavori

Il Movimento civico In Città lancia una Petizione Popolare agli enti coinvolti: il Sindaco, l’ufficio del Demanio Regione Campania, la Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia.

 In questa petizione il comitato civico chiede:

  1. – spazi e tariffe agevolate per i residenti;
  2. – controllo del Comune nella futura gestione dei servizi portuali;

  3. ripascimento della residuale spiaggia della Marina di Cassano che ha
    subito una vistosa e rapida erosione a  seguito del mutato profilo
    della linea di costa;

  4. utilizzo della scogliera del neo costruito molo di sottoflutto quale
    lido libero attrezzato per compensare il  ridimensionamento della
    spiaggia a seguito dell’intervento;

  5. facilitare l’indotto commerciale, turistico e dei servizi a supporto
    delle attività diportisitiche che coinvolgeranno    l’intero Borgo di
    Cassano ma anche dell’intera Città di Piano di Sorrento.

 

E’ da circa cinquant’anni
che i cittadini aspettano il completamento dell’approdo di Cassano e
ora rischiano di doverlo guardare da lontano, e non solo, ma come si
evince dalle richieste, dopo i lavori del porto la spiaggia di Piano di
Sorrento è quasi scomparsa per l’erosione della linea costa, per cui a
Piano, se non attrezzano almeno il molo di sottoflutto, i cittadini i
bagni estivi li faranno nella loro vasca da bagno.

Porto dopo i lavori

Porto dopo i lavori

Sulla questione è intervenuto il consigliere regionale Antonio Scala, capogruppo di Sinistra e Libertà, il quale in un’ interrogazione chiede al Governo regionale “quali
sono i motivi per cui il Sindaco ancora non formula proposte in merito
alla gestione dei servizi che sono di competenza comunale e quali
provvedimenti urgenti s’intendono intraprendere e se ritengono
accettabili le richieste che il Movimento Civico In Città, insieme
all’opposizione, hanno formulato nella petizione popolare, soprattutto
in considerazione del fatto che, a Piano di Sorrento, la spiaggia dopo
i lavori del porto è quasi scomparsa”.

Scala ha anche chiesto al Presidente della IV Commissione regionale, Pasquale Sommese,
di convocare un’ audizione che veda la presenza dei soggetti
interessati per arrivare a una soluzione condivisa atta a fugare ogni
dubbi sull’ipotesi di privatizzazione e a rendere fruibile alla
collettività un bene pubblico.

E’ Costiera