SCOSSO L´ABRUZZO

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Scosso l’Abruzzo


 


 


Da Chieti a Positanonews un articolo per la testata della Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina che sta seguendo il terremoto in Abruzzo dal primo momento. Scosso l’Abruzzo lo è stato, da uno sciame sismico che dura da mesi, culminato  con la “botta” delle 3.33 del 6 aprile, grado Richter 5,8. Le scosse ad oggi vanno avanti.


I giornali parlano di distruzione e morte, un quotidiano nazionale titolava “L’urlo del Terremoto”. Questa definizione ha fatto rabbrividire chi quell’urlo lo ha vissuto perché risultava essere incredibilmente veritiera.


Le televisioni hanno mostrato in diretta la tragedia, hanno mostrato le profonde ferite dell’Aquila, la devastazione di Onna, ma ciò che è venuto fuori più di ogni altra cosa è stata la dignità, la forza e il coraggio del popolo aquilano.


In una situazione difficile di scosse continue, questa gente già parla di ricostruzione e lo fa con una semplicità e una determinazione granitica come l’imponenza del Gran Sasso all’ombra del quale vive e da cui attinge inestimabile forza.


E’ di questo atteggiamento che voglio parlare, di questa positività, è questo il significato dell’articolo. Del terremoto hanno scritto tutti, ma qui c’è da cogliere un senso più profondo, quello della ricostruzione che non sarà solo edile o architettonica, ma civile, morale e soprattutto etica. L’atteggiamento, la determinazione, la cultura del popolo aquilano richiede che tutto avvenga in tempi brevi, nei modi migliori, seguendo le regole, pagando il giusto, senza sperpero di denaro pubblico o dei fondi degli aiuti.


 Gli aquilani nella disgrazia sono stati esempio di compostezza e determinazione, sono certo che saranno un esempio anche nella ricostruzione, qui però non potranno essere lasciati soli e chi li aiuterà dovrà farlo seguendo il loro modo di  essere e le loro esigenze.


In psicologia si dice che bisogna trarre vantaggio anche dalle esperienze negative, gli ottimisti lo fanno, gli aquilani lo stanno già facendo.


 L’importanza di questo atteggiamento non è limitata all’Aquila, all’Abruzzo ma si espande prepotentemente alla nazione intera, dove per una volta le cose potrebbe essere fatte per bene, è una occasione per dimostrare che si può, anche in Italia, è un occasione per dare un segnale di un cambiamento etico ad un paese che ha bisogno solo di questo. Non avvengono solo le disgrazie a volte avvengano anche cose belle, che lo sia la ricostruzione fatta in modo sano ed in tempi ragionevoli, lasciamo che qualcosa di positivo avvenga e che sia un punto di partenza per una nazione migliore. Massimo Canci.