COSTIERA AMALFITANA UNA PASQUA CON LA CRISI PER IL TURISMO

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Più nero del nero. Questo è il colore dello scenario turistico di Maiori alla vigilia della settimana pasquale. Sono davvero in pochi a sfidare la crisi aprendo le proprie porte all’esiguo numero di turisti che ne fanno domanda. La maggior parte delle grandi strutture sono chiuse in attesa, forse, di tempi migliori. Non nasconde lo stato di generale preoccupazione Anna Citarella, presidente dell’associazione albergatori di Maiori, nonché proprietaria dell’hotel “Club Due Torri”: “Ci sono grosse difficoltà, siamo molto indietro con le prenotazioni. I tour operator internazionali chiedono sconti per le tariffe che offriamo a prezzi già stracciati. I turisti inglesi sono rarissimi, i Russi scarseggiano, gli Italiani calano e si fermano in Costiera solo per pochi giorni.” Non mancano le critiche alle istituzioni: “Il Governo centrale si è preoccupato molto, in questa fase, di aiutare settori in difficoltà come l’industria o l’attività bancaria senza però tenere conto di una risorsa importante per il nostro Paese come il turismo. Sarebbero stati graditi interventi come le defiscalizzazioni degli oneri contributivi, che ci avrebbero permesso di mantenere il personale che avevamo. Molti, purtroppo, hanno perso il posto di lavoro, in questi mesi. La stessa Regione Campania, se vogliamo parlare di un ente a noi più vicino, dilapida milioni su milioni in progetti inconcludenti ed ignora il turismo in una terra come la Costiera Amalfitana che vive di questo settore. Gli imprenditori turistici di Maiori e, in generale, della zona, non chiedono un mero assistenzialismo ma manovre serie per garantire la piena occupazione.” La stagione estiva, in questo clima, è un vero e proprio rebus: “Sarebbe prematura ogni previsione. Il trend è negativo, non ci aspettiamo il pienone. Considerando l’insieme degli handicap che abbiamo, non possiamo fare ancora progetti a lungo termine”.


Anche Gaspare Montesanto dell’hotel “San Pietro” è dello stesso parere: “Viviamo una grave situazione di stasi. Le prenotazioni per la settimana di Pasqua e per il ponte del Primo Maggio sono poche e di breve durata. Siamo in attesa di una svolta anche se sappiamo che, da queste parti, è difficile aspettarsi iniziative di valore, sia dalle istituzioni, sia dai nostri stessi colleghi.”


Non tira vento favorevole nemmeno per Vincenzo Buonocore dell’hotel “Baia Verde”: “Il servizio che offriamo è più accessibile rispetto a quello dei grandi alberghi, anche se la richiesta è davvero bassa. La concorrenza fra tre stelle, pensioni e bed & breakfast è accesa, in molti vendono la Costiera a prezzi stracciati, la clientela si divide, e nessuno trae grossi profitti. Abbiamo un buon numero di prenotazioni, anche se sono per pochi giorni. Maiori è un paese morto e la stessa Costiera Amalfitana offre poche attività per i visitatori. Di questo passo, non si va da nessuna parte”.


C’è chi la pensa diversamente, e punta il dito altrove. Luigi Ferrara, proprietario del ristorante “Capo D’Orso”, muove una critica verso gli operatori: “Il nostro target medio – alto ci permette di risentire, forse, meno di altri la crisi. Calano sicuramente gli stranieri, ma conserviamo i clienti abituali. Se gli albergatori della Costiera proseguiranno ad offrire servizi scadenti pretendendo prezzi elevati,  mai si verificheranno incrementi significativi. L’ostinata ricerca del turista americano, perpetrata per anni a discapito di quelli provenienti dall’Oriente, come gli Indiani, gli Arabi e i Cinesi, non ha permesso una diversificare il mercato seguendo i Paesi in crescita. Ci sarebbe da sedersi intorno ad un tavolo per elaborare strategie condivise.”


Davide Marciano


Fonte “Il Salernitano”