Stop agli oli in mare, sì ai punti di raccolta

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Costiera, l’iniziativa: schede a premi anche per le famiglie

Meta – Ogni anno oltre due milioni di litri di olio finiscono direttamente in mare e contribuiscono al lento deterioramento della qualità delle acque dell’intero golfo di Napoli. Conseguenze? Eutrofizzazione e inesorabile impoverimento della presenza vegetale e animale anche nei fondali. Ecco spiegata la conferenza di servizi promossa per domani mattina dall’azienda sanitaria Napoli sud 3 con la finalità di riunire tutti gli enti coinvolti nella tutela dell’ambiente e affrontare la questione della raccolta e dello smaltimento degli oli domestici esausti. La finalità è quella di organizzare su tutto il territorio di competenza una serie di punti di raccolta per evitare che questa tipologia di rifiuti finisca negli scarichi fognari. Di qui la presenza dei rappresentanti dell’amministrazione provinciale e della Regione, gli enti ai quali l’attuale normativa attribuisce competenze in materia di inquinamento, oltre che del consorzio nazionale di raccolta e smaltimento degli oli. «In vista della stagione turistica come azienda sanitaria intendiamo porre in primo piano una questione che rischia di compromettere in maniera definitiva il mare e la stessa fruizione del litorale e lo strumento della conferenza dei servizi è l’unico modo per coinvolgere in maniera operativa tutti gli attori competenti in materia per fare in modo che vengano assunte decisioni rapide e immediatamente operative», spiegano dall’Asl. In pratica l’obiettivo è quello di cercare di organizzare una serie di punti di raccolta, magari all’interno dei grandi centri commerciali, presso i quali sarà possibile conferire gli oli impiegati per usi domestici. E per incentivare le casalinghe a portare nei centri i residui delle fritture, è possibile organizzare raccolte punti con premi, proprio come avviene con successo in altre regioni. Tuttavia, il risultato più significativo sarà la riduzione dello scarico di olio in mare tramite le fogne, visto che si tratta di una sostanza e lentissimo assorbimento da parte dell’ambiente. Ed anche l’entrata in funzione dei depuratori previsti tra la foce del Sarno e la penisola sorrentina non supererà il problema, considerato che comunque gli oli non rientrano tra le sostanze il cui trattamento è consentito all’interno degli impianti. Entro il 2010, infatti, proprio in costiera sorrentina dovrebbe entrare in funzione il depuratore finanziato con i fondi dell’Unione Europea, del ministero dell’Ambiente e della Regione, con uno stanziamento di circa 78 milioni di euro. L’impianto è in corso di realizzazione con l’ampliamento della galleria esistente in località Punta Gradelle, nel tratto di costa al confine tra i comuni di Vico Equense e Meta. Secondo il progetto, inoltre, per tutelare l’ambiente del litorale le acque reflue, dopo il trattamento, confluiranno nella condotta sottomarina esistente. La scelta di realizzare il depuratore all’interno del costone calcareo che si affaccia sul mare di Punta Scutolo, infatti, è stata dettata dall’esigenza di attenuare l’impatto ambientale. (Francesco Aiello il Mattino)

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