Roma. Teatro Sistina. Facciamo l´amore. Gianluca Guidi. Lorenza Mario.

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“Facciamo l´amore” è stato in scena al Teatro Sistina di Roma, sino al 5 Aprile 2009, dopo essere passato per il “Teatro Augusteo” di Npoli e seguiterà un buon calendario di circuito.


 


Da una nota di lancio, che riportiamo, si legge:


 


Facciamo l´amore” è una straordinaria commedia musicale splendidamente interpretata da Gianluca Guidi, che ne curerà anche la regia, Lorenza Mario, Enzo Garinei, Aldo Ralli, Aldo Bergamaschi, Stefano Bontempi e sei ballerini.


Facciamo l´amore” è una bellissima storia d´amore in cui s´intrecciano comicità e romanticismo. La commedia mostra quello che è il gioco del teatro, quando si confonde con la realtà: la mistificazione delle identità, come l´identificazione degli attori nei loro personaggi, servirà a far innamorare i due protagonisti e a mostrare il fascino del mondo dello spettacolo. Il miliardario Giacomo de la Rochhefort (Gianluca Guidi) scopre che in un teatro si sta allestendo uno spettacolo, diretto da un certo Mr. Shean (Aldo Ralli), che mette alla berlina la sua figura di donnaiolo impenitente e decide di andare a parlare con i responsabili dello spettacolo per convincerli a ritirare lo spettacolo. Assistendo alle prove dello spettacolo, resta folgorato dall´apparizione della protagonista July (Lorenza Mario), che canta con innocente malizia.


Un colpo di fulmine che, nonostante i vani tentativi di dissuasione del suo collaboratore più fidato, nonché amministratore del suo impero, Beniamino Gallagher (Enzo Garinei), lo induce a non rivelarsi e a spacciarsi per il sosia di se stesso, ottenendo proprio lui la parte del miliardario nel siparietto dello spettacolo. Per far colpo sulla ragazza, che Giacomo sospetta essere innamorata di Frankie Dalton (Aldo Bergamaschi), le tenta tutte, ma lei si rivela particolarmente refrattaria alla sua corte. Alla fine le confessa di essere il vero miliardario, ma la ragazza non gli crede fino a quando non la porta nel suo palazzo, dove finalmente, resterà di sasso a scoprire la verità ed ad accettare la proposta di matrimonio del miliardario.


Lasciando la trama al (speriamo) divertito spettatore, voglio dare alcuni cenni della genesi di questo spettacolo” – racconta Gianluca Guidi – “è il 1960 quando Cukor gira il film “Let´s Make Love” tratto da una commedia scritta da Norman Krasna alcuni anni addietro; questa commedia è a sua volta la derivazione di un film delizioso del 1937 intitolato “On The Avenue” per la regia di Roy del Ruth; Alice Faye, Dick Powell e i Ritz Brothers ne erano i protagonisti”.  “Non finisce qui – prosegue Guidi – l´origine di “On the Avenue” è un Musical di Broadway dal titolo “As Thousands Cheer” datato 1933Se l´originale del ‘33 non aveva altro scopo che “satireggiare” su eventi o personaggi famosi, il film del 37 già virava su una storia d´amore tra una bella milionaria e l´attore che la sbeffeggiava in palcoscenico”. “In questa edizione teatrale italiana – spiega – i miei fidati co-autori Giovanetti e Pallottini ed io abbiamo fatto diventare il protagonista l´unico obiettivo di questa “presa in giro”, benché abbia deciso di non approfondire l´argomento “satira” di cui oggi sono piene (per vicende alterne) le pagine dei nostri quotidiani”.


La storia della commedia è arricchita dalle magiche atmosfere musicali create da Riccardo Biseo con le canzoni del grande Giorgio Calabrese, dalle coreografie da musical di Stefano Bontempi, che sarà anche in scena nel divertentissimo ruolo di Penelope Horowiz, dal raffinato allestimento scenografico di Florenza Marino, dagli splendidi costumi di Alessandro Bentivegna e le ricche luci di Valerio Tiberi che porteranno il pubblico in questo viaggio nel magico mondo del teatro. “


 


 


Ecco, queste sono le note di regia di Gianluca Guidi sullo spettacolo “FACCIAMO L’ AMORE”:


 


“Che bel titolo! Apre scenari disparati che evocano la storia del genere umano.


Quando Anna Lezzi e Alessandro Giglio mi hanno proposto questa commedia musicale non avevo idea di cosa fosse. Non avevo mai visto il film di Cukor con Monroe e Montand. 


Certo il titolo è,come in molti casi, più forte della storia stessa, ma questa commedia offre alcuni spunti curiosi che, in questo allestimento, il mio istinto mi ha portato a seguire.


Per cominciare, gran parte dell’ azione scenica si svolge in un teatro. Il teatro nel teatro.  Se ne sono dette di cose su questo argomento. Chiunque si sia trovato ad affrontarlo ha cercato, non sempre con risultati comprensibili, di valorizzare questo sdoppiamento di identità che gli  attori subiscono. Sono latori di un racconto, e allo stesso tempo diventano spettatori di un’ azione scenica straniata dallo stesso, benché drammaturgicamente utile allo sviluppo della trama. Oserei quindi definirli  “spettaTTori”. 


Ovviamente qui il “gioco” è più semplice che in Shakespeare, Moliere o Pirandello, ma, comunque, della medesima natura. E, naturalmente, molto efficace. Valga un esempio per tutti: Amleto, per accusare la Regina e Claudio dell’ omicidio del padre, non lo fa verbalmente bensì attraverso un azione scenica svolta da una compagnia di attori giunti ad Elsinore. E puntualmente raggiunge il suo scopo. 


Altro aspetto interessante è quello che caratterizza il personaggio protagonista maschile. Quello che noi abbiamo chiamato Giacomo de La Rochefort. 


Il nostro finge di non essere lui. Ovvero da  ricco uomo d’affari e donnaiolo di grande fascino quale è nella realtà, decide, redento dall’amore monogamo, di fingersi povero attore disoccupato e accetta una scrittura in uno spettacolo satirico off Broadway  in qualità di sosia di se stesso. Cosa non si fa per conquistare una donna. 


Siamo al secondo sdoppiamento d’identità: il primo (lo abbiamo visto), quello teatrale; quest’ ultimo, di personalità.  Non ci dilungheremo in riferimenti a Freud, ma vale la pena ricordare ancora una volta Shakespeare, e poi Schnitzler e poi chissà quanti altri.


Veniamo ora al punto focale della trama:  Questa è una storia d’ amore. Favolistica se vogliamo, ma una storia d’ amore.  Il titolo non lascia dubbi. Due esseri umani che si amano. E qui ogni commento è superfluo….si parte da Adamo ed Eva a seguire ….


Lasciando la trama al (speriamo) divertito spettatore, voglio dare alcuni cenni della genesi di questo spettacolo:


E’il 1960 quando Cukor gira il film “Let’s Make Love”; il film è tratto da una commedia scritta da Norman Krasna alcuni anni addietro; questa commedia è a sua volta la derivazione di un film delizioso del 1937 intitolato “On The Avenue”  per la regia di Roy del Ruth; Alice Faye, Dick Powell e i Ritz Brothers ne erano i protagonisti.  Non finisce qui: l’origine di “On the Avenue” è un Musical di Broadway dal titolo “As Thousands Cheer”  datato 1933.  Con le musiche di Irvin Berlin e i testi di Moss Hart, quest’ultimo un vero e proprio spettacolo di  satira e  costume che vedeva nascere giorno per giorno i propri numeri prendendo spunto dalle notizie che uscivano sui giornali la mattina stessa. 


Curiosità vuole che il teatro dove andava in scena questo spettacolo si chiamava MUSIC BOX. Oggi il nostro produttore Alessandro Giglio è proprietario di un canale satellitare   visibile su SKY che si chiama appunto MUSIC BOX.


Coincidenze a parte, tra il 1933 e il 1960 il nostro spettacolo ha subito ovviamente svariate modifiche, anche abbastanza radicali.  L’unica cosa che rimane del capostipite è la voglia di “satireggiare” su eventi o personaggi famosi. Se l’originale del ‘33 non aveva altro scopo che questo, il film del 37 già virava su una storia d’ amore tra una bella milionaria e l’attore che la sbeffeggiava in palcoscenico; in “Let’ s Make Love” vediamo una scalcinata compagnia teatrale che prende di mira alcuni personaggi molto in vista in quell’epoca come Elvis Presly, Maria Callas e altri tra cui un fantomatico miliardario di origine francese che oggi è diventato il nostro Giacomo. In questa edizione teatrale italiana i miei fidati co-autori Giovanetti e Pallottini ed io abbiamo fatto diventare il protagonista l’unico obbiettivo di questa “presa in giro”, benché abbia deciso di non approfondire l’ argomento “satira” di cui oggi sono piene (per vicende alterne) le pagine dei nostri quotidiani.


Veniamo al cast: la primadonna è Lorenza Mario, una deliziosa poliedrica artista che molti avranno ammirato in tanti spettacoli non ultima l’ edizione italiana di “CHICAGO”.


Sono fiero ed orgoglioso di poter dirigere due attori come Enzo Garinei e Aldo Ralli.


Una “Specie”  attoriale che oggi, purtroppo, sta estinguendosi.  Nei paesi anglosassoni la categoria dei caratteristi ha fatto la fortuna del teatro e del cinema.  In Italia, temo, oggi non si abbia una nozione esatta della parola, malgrado dalla nostra “Commedia dell’ Arte” in poi siano nati straordinari campioni del genere.


Assistere ad uno sketch di Garinei e Ralli è come vedere due grandi attori di prosa cimentarsi con Otello e Iago. 


Come sempre (da molti anni) ho voluto con me dei collaboratori che hanno, in passato, avuto ruoli decisivi per il successo degli spettacoli che ho prodotto e diretto:


comincio con Stefano Bontempi straordinario ballerino e cantante, diventato poi coreografo e persino ottimo attore. Si cimenterà in questa edizione come attore elisabettiano. Oltre ovviamente a firmare le coreografie.


Da ormai quasi venti anni Riccardo Biseo è parte integrante della mia vita di palcoscenico. A lui è affidata la direzione musicale, la scrittura degli arrangiamenti,la composizione delle musiche originali, e persino un ruolo (in palcoscenico) nel ruolo di se stesso.


E’ un onore avere come autore delle liriche il Maestro Giorgio Calabrese. Qui ci vorrebbero cento pagine per narrarne il curriculum. Giorgio mi perdonerà se soprassiedo a questa tentazione.


Completano il cast Aldo Bergamaschi e sei bravissimi solisti in grado di cantare, danzare e recitare.


Devo anche una menzione al mio amico “Pinturicchio” alias Valerio Tiberi, inventore dei disegni luce dei miei spettacoli da molti anni. Soprannominato così per la delicatezza della mano con la quale effettua i cambi scena perfettamente immerso nell’ atmosfera che gli chiedo.


Due nuovi amici firmano le scene ed i costumi: Florenza Marino ed Alessandro Bentivegna. La prima energica e delicata creatura dotata di grande gusto. Il secondo, eccentrico personaggio dotato di una follia che ho imparato ad apprezzare da subito.  Benché abbia impiegato molto tempo a decifrare le locuzioni con le quali descriveva le sue idee: “..ecco Gianluca, io qui vedrei un pop glamour con una punta di urban black style senza dimenticarsi il Jazzy..” poi vedevo i disegni e li apprezzavo moltissimo.


Concludo quello che ormai è diventato un romanzo più che un appunto di regia ringraziando Anna e Alessandro. I nostri produttori. Fatto salvo “The Producers” ho passato gli ultimi anni essendo il produttore di me stesso, e francamente mi spaventava un po’ricollocarmi come scritturato. La collaborazione, l’ apprezzamento delle mie idee, la totale libertà con la quale ho lavorato, e soprattutto, la teatralità con la quale abbiamo affrontato insieme questa avventura, mi hanno fatto sentire “a casa”  e garantisco non essere cosa da poco.  Inoltre va premiato il loro coraggio nell’ investire (in epoche così prive di solidità) le loro “energie”  in una compagnia così variegata e onerosa.  Un grazie di cuore.


Baci ed abbracci al nostro pubblico che saremo lieti di divertire e che, spero, uscirà da teatro non pentendosi di esservi entrato.”


 


Ci sono state  tutte le premesse e le conferme perché a Napoli si assistesse ad un ottimo spettacolo musicale al centralissimo “Teatro Augusteo”, che, ora, è continuato i questi giorni a Roma,  al “Teatro Sistina” con un’ottima accoglienza.


Tutti i nomi in scena sono rodati, di richiamo e vincenti.


L´atmosfera è avvolgente e segnala anche un malizioso portato sociale.


Si notano i precari dello spettacolo e gli uomini in affari.


Tutto alla fine si risolve per il meglio, ma si passa il filtro di negatività sociali e si snodano segmenti di vari momenti di grande richiamo musicale e di tenerezze sceniche.


Gli attori hanno sempre voglia di presentarsi al meglio e di ricavare applausi, dal pubblico di palato fine di Roma, che frequenta un grandissimo teatro, dove sono passati spettacoli importanti, storici e di successo.


Spettacolo da seguire.


 


Maurizio Vitiello