Italiano trovato morto a Cuba

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L’AVANA – Un italiano è stato trovato morto strangolato in un appartamento dell’Avana. La notizia è stata confermata dalle autorità cubane.






OMICIDIO – La vittima è Franco Bozzo, un attore che lavorava nel mondo dello spettacolo a Cuba da qualche mese. La polizia ha aperto un’inchiesta. Bozzo è stato trovato morto venerdì da alcuni amici nell’appartamento dove risiedeva nel quartiere del Vedado.


 








SPARATORIA NEGLI USA: 14 MORTI, IL KILLER SI E’ UCCISO
WASHINGTON – Una strage in mezzo a immigrati di varie nazionalita’, che stavano studiando l’inglese per prepararsi al test per la cittadinanza americana. Un killer che sembra aver agito in preda alla disperazione per essere stato licenziato dall’Ibm, per le conseguenze della recessione che colpisce gli Usa. E’ lo scenario della giornata di terrore vissuta da una citta’ di 45 mila abitanti a 200 km a nordovest di New York, che si e’ conclusa con 14 morti incluso l’autore della strage. Nel giorno in cui l’America scopre di aver raggiunto il piu’ alto tasso di disoccupazione degli ultimi 25 anni (8,5%), il paese e’ colpito da un massacro dal movente ancora misterioso, ma che potrebbe affondare le radici proprio nella crisi economica. ”Sono scioccato e profondamente rattristato”, ha detto dall’Europa il presidente Barack Obama, mentre il suo vice Joe Biden ha parlato della necessita’ per l’amministrazione di ”fare qualcosa contro questi gesti senza senso”. Il killer, Jiverly Voong, 42 anni, di origini vietnamite, si e’ ucciso con un colpo d’arma da fuoco dopo una trattativa con la polizia. Non prima di essersi lasciato alle spalle anche una ventina di feriti all’interno della sede dell’organizzazione American Civic Association. Il suicidio ha messo fine dopo alcune ore a un’emergenza che ha visto Fbi, cecchini degli Swat Teams della polizia, ambulanze e persino militari della Guardia civile impegnati a tenere in stato d’assedio il centro di Binghamton, la localita’ dov’e’ avvenuta la tragedia. La vicenda e’ stata al centro di informazioni contrastanti per buona parte della giornata. Ad accrescere l’incertezza sulla dinamica e’ stata la vista, da parte dei testimoni, di due persone in apparenza asiatiche portate via in manette dalla polizia dal luogo della strage, tra gli applausi della folla. Ma la polizia ha chiarito in seguito che non sono coinvolti nella sparatoria e che Voong risulta aver agito da solo. Binghanton e’ una localita’ nello Stato di New York al confine con la Pennsylvania, un centro industriale e universitario solitamente tranquillo. Nella zona ha sede uno dei propri stabilimenti l’Ibm, ed e’ qui che lavorava fino a poco tempo fa Voong. L’area e’ di quelle che hanno conosciuto un recente aumento nell’afflusso di immigrati e l’Americana Civic Association e’ una realta’ che si occupa del loro, con corsi di lingua e classi dedicate alle leggi per ottenere visti, permessi di residenza e infine la tanto agognata cittadinanza. ”Le vittime erano persone che volevano diventare parte dell’American Dream”, ha detto il governatore di New York, David Paterson. La vicenda ha preso il via alle 10:30 locali (le 16:30 in Italia), quando uno sconosciuto descritto come asiatico, alto un metro e 70, con una giacca di nylon verde e occhiali dalla montatura scura, ha parcheggiato un’auto in modo da bloccare l’uscita posteriore dell’American Civic Association. Poi, impugnando due pistole, e’ entrato dalla porta principale e ha aperto il fuoco. La prima a essere colpita e’ stata la centralinista, che ha finto di essere morta e ha chiamato la polizia. Nel frattempo, l’uomo ha continuato a sparare, abbattendo le proprie vittime una dopo l’altra. Nel giro di pochi minuti l’area e’ stata circondata dalla polizia, che ha chiuso nelle classi gli studenti di una vicina scuola superiore ed evacuato tutti gli appartamenti nell’area. I cecchini hanno preso posto sui tetti e l’Fbi e’ arrivata a prendere il controllo della scena. Barelle con feriti sono partite in direzione degli ospedali della zona, che hanno ricevuto una ventina di persone. Ma solo dopo essere entrati nell’edificio della sparatoria, la polizia ha potuto cominciare a ricostruire cosa sia accaduto e a contare i cadaveri. Il capo della polizia locale, Joseph Zikuski, ha raccontato che all’interno sono sopravvissute 37 persone, molte delle quali si erano rifugiate nella sala caldaie. Ma oltre ai morti, altre quattro persone sono ricoverate in pericolo di vita. Michele De Lucia



inserito dal corriere.it