POSITANO, DE LUCA NO AL TERMOVALORIZZATORE A SALERNO SENZA COMUNE

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Positano, Costiera Amalfitana. Il sindaco di Salerno conferma la sua posizione contro il termovalorizzatore al convegno dei giovani costruttori ANCE dove è arrivato con tre ore di ritardo rispetto al suo intervento, in questo momento alle 18, proveniente da Roma e sempre il termovalorizzatore è al centro delle sue attenzione.  «O il Comune entra nella società del termovalorizzatore o non se ne fa nulla». Vincenzo De Luca illustra alla stampa la posizione assunta nel corso dell’incontro romano con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni letta e il sottosegretario alla protezione civile Guido Bertolaso: «Chiediamo per Salerno lo stesso trattamento dei Comuni di Milano e Brescia. Vogliamo contribuire a risolvere un problema – dice il sindaco – ma con un piano industriale che guarda agli interessi della città, nell’ambito di un progetto energetico che comprende anche la centrale fotovoltaica che stiamo realizzando». L’ordinanza Berlusconi che provincializza il ciclo dei rifiuti e affida gli impianti, tranne che i termovalorizzatori di Acerra e quello futuro di Napoli Est, alle società che le Province devono costituire, taglia fuori Salerno. Per questo De Luca si è precipitato ad incontrare il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta: «Abbiamo spiegato che la provincializzazzione è un percorso troppo lungo e tortuoso – dice De Luca – mentre noi vogliamo fare come i Comuni di Milano e Brescia, garantendo una presenza istituzionale pubblica del Comune che ospita l’impianto altrimenti non hanno senso due anni di lavoro in cui come commissario ho impiegato tutto l’apparato comunale. Senza un coinvolgimento diretto del Comune non c’è ragione, per me, di andare avanti. Vogliamo contribuire alla soluzione del problema rifiuti in Campania ma anche avere un piano industriale che guardi al futuro». Dal punto di vista tecnico, visto che dopo il decreto Tremonti che assicurava 25 milioni di euro per opere di urbanizzazione, i soldi a Salerno non sono mai arrivati (ci vuole un mese per avere il via libera della Corte dei Conti) e visto che il Comune già sta realizzando quelle opere, la proposta è di trasformare i 25 milioni in quote azionarie. Il problema giuridico è come considerare le aree in cui si realizzano le opere di urbanizzazione, se di proprietà dello Stato o del Comune. «Letta, una persona di grande qualità e intelligenza – continua De Luca – ha condiviso integralmente il nostro punto di vista: aspettiamo entro una settimana l’integrazione dell’ordinanza Berlusconi per Salerno». L’incontro romano è servito anche a chiedere al Governo come agire dopo che l’unica offerta pervenuta alla gara d’appalto per costruire il termovalorizzatore, è stata respinta perché non risponde ai requisiti del capitolato d’appalto «Non andava bene nè l’offerta economica né il progetto architettonico, sembrava le Fonderie Pisano – spiega il sindaco – Come commissario mi sono dovuto consultare con il Governo. Io propendo per l’assegnazione diretta, dopo aver consultato 5 grandi aziende internazionali, e affidare l’appalto. L’altra via è la riapertura, in termini ristretti, della gara a tutti. Aspettiamo un parere dell’Avvocatura dello Stato entro una settimana, per sapere quale strada è possibile intraprendere». Intanto lunedì cominciano i lavori per il sito di compostaggio da realizzare nella zona industriale di Salerno.


Michele De Lucia