NATO:DOPO LE DIFFERENZE DEL G20,PROVE DI DIALOGO UE-USA

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ROMA  – Dopo le divisioni e le faticose discussioni di Londra, Stati Uniti ed Europa provano a cercare intese nuove lungo la frontiera franco-tedesca. Tra Strasburgo e Baden Baden – dove si svolge oggi e domani il vertice Nato in occasione del sessantesimo anniversario dell’ Alleanza – Barack Obama e i leader europei cercano di superare i contrasti della riunione del G20 sui modi per superare la crisi economica e finanziaria per trovare punti di incontro sulla politica estera e di difesa, sul ruolo della Nato nelle sfide globali del XXI secolo.

Se Londra ha, almeno parzialmente, diviso, Strasburgo e Baden Baden possono unire una comunità internazionale che sente la necessità di affrontare con più coesione i cambiamenti epocali di questi anni, anche se non sempre, a dire il vero, ci riesce. Al G20 due approcci molto lontani hanno, alla fine, trovato un faticoso punto di equilibrio, ma rimangono molto distanti le filosofie di fondo che ispirano gli Stati Uniti (pronti a nuove iniezioni di denaro fresco nei circuiti economici per fermare le crisi) e la Vecchia Europa (attenta alla crescita del debito e convinta della necessità di una nuova moralità e di nuove regole di governance finanziaria internazionale). Il vertice della Nato sarà più lineare e di lettura più facile del summit di Londra. Dire Nato oggi vuol dire Afghanistan e sulla strada da seguire per uscire fuori dallo stallo in cui si trova la comunità internazionale le posizioni si sono avvicinate dopo l’arrivo alla Casa Bianca di Barack Obama. Dialogo al posto dell’ unilateralismo, pragmatismo al posto dell’ ideologia, approccio regionale invece dell’ esclusione dei Paesi vicini: con questi cambiamenti portati dal nuovo presidente americano si sposano bene le posizioni europee.

 Il nuovo corso afghano potrà essere il banco di prova di una nuova intesa transatlantica. Obama torna là dove George Bush si era fermato e vuole concludere il lavoro non finito dall’ ex presidente. Vuole sconfiggere Al Qaida e ricacciare indietro i talebani. Vuole pacificare le regione e avviare un dialogo nuovo con l’Iran, al momento finalizzato al dossier afghano-pakistano, ma forse, in un futuro, allargato anche al nucleare. E per far questo vuole coinvolgere di più la Nato e gli alleati europei. Vuole più impegno politico e più impegno militare E’ questo il punto che gli alleati della Nato devono metabolizzare velocemente. Il pragmatismo di Obama non risparmia nessuno. In Afghanistan c’é molto lavoro da fare, dopo anni in cui il Paese è rimasto in un limbo che ha permesso il ritorno dei talebani e il consolidamento di Al Qaida sulla frontiera con il Pakistan. E il lavoro va fatto da tutti. Il dialogo transatlantico e l’amicizia con gli Usa non sono gratis. Altrimenti le divisioni di Londra potrebbero improvvisamente riapparire in quell’ angolo franco-tedesco dove la Nato festeggia i suoi sessanta anni.Michele De lucia


inserito ansa.it     


































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