Napoli. Istituto Denza. Achille Quadrini. Sulle orme di Paolo.

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Mostra “Sulle orme di Paolo”, con foto-opere di Achille Quadrini,


a cura di Maurizio Vitiello, all’Istituto “Franceco Denza”, Discesa Cordoglio n. 9, Posillipo, Napoli,


Martedì 21 Aprile 2009, alle ore 17,30.


 


La Comunità dei Chierici Regolari di San Paolo, detti Barnabiti, che conduce l’Istituto “Francesco Denza” di Napoli, annuncia l’inaugurazione di una mostra permanente sulla vita e l’opera dell’Apostolo Paolo a coronamento delle manifestazioni dell’anno Paolino indetto da Benedetto XVI per ricordare il bimillenario della nascita dell’Apostolo delle genti. La mostra foto-pittorica, voluta e sostenuta dal Rettore p. Dante Toia in collaborazione con p. Giuseppe Montesano, illustrerà il cammino di San Paolo riscoprendo la sua figura e i suoi scritti nell’opera dell’artista Achille Quadrini. I pannelli esposti precisati da alcune elaborazioni dell’artista descrivono momenti significativi della vita del Santo. La mostra, intitolata “Sulle orme di Paolo”, curata dal critico Maurizio Vitiello, aprirà  la conferenza del barnabita p. Giovanni Rizzi, docente di S. Scrittura alla Pontificia Università Urbaniana di Roma, che introdurrà la figura di San Paolo nel corso della manifestazione che avrà luogo martedì 21 aprile 2009, alle ore 17,30, nel “Salone delle Cerimonie” dell’Istituto “Francesco Denza” Discesa Coroglio n. 9, a Posillipo, a Napoli, con la partecipazione di Autorità religiose e civili e della stessa Scuola Denza.


 


Breve storia dei Barnabiti


 


L’Ordine dei Chierici Regolari di San Paolo, detti Barnabiti dalla casa-madre dell’istituto, presso la chiesa di San Barnaba di Milano, è uno dei più antichi Ordini di Chierici Regolari nella storia della Chiesa. Il Fondatore è Antonio Maria Zaccaria nato a Cremona da antica nobiltà genovese. Nel 1524, dopo essersi laureato, tornò nella sua città,  dove, invece di esercitare la professione medica, intraprese il cammino spirituale che lo condusse a ricevere l’ordinazione sacerdotale il 20 febbraio 1529.  Nel 1530 si trasferì a Milano, dove entrò in contatto con l’Oratorio dell’Eterna Sapienza. Qui lo Zaccaria conobbe i due nobili milanesi Giacomo Antonio Morigia e Bartolomeo Ferrari,insieme ai quali, alla fine del 1532, progettò la trasformazione dell’oratorio, ormai in crisi, in qualcosa di nuovo, la “Compagnia dei Figlioli e delle Figliole di Paolo Santo (o “Congregazione di san Paolo”), una formazione religiosa originale, formata da “tre collegi”, uno di sacerdoti, uno di religiose e l’altro di laici. Il collegio maschile venne approvato il 18 febbraio 1533 da Clemente VII e  da papa Paolo III  il 25 luglio 1535 i nuovi religiosi ricevettero la qualifica di Chierici Regolari di S. Paolo. Paolo III il 15 gennaio 1535, autorizzò il collegio femminile  a costituirsi in monastero posto sotto la regola di Sant’Agostino con il nome di “Angeliche”. Lo Zaccaria si fece promotore anche del “terzo collegio”, un gruppo di laici che condivideva la stessa spiritualità delle due famiglie con il titolo di “Coniugati” o “Maritati di S. Paolo”. Se agli inizi i Barnabiti si dedicarono, soprattutto, all’opera di riforma attraverso la predicazione e l’amministrazione dei sacramenti, nel 1605 essi decisero di dedicarsi a un nuovo tipo di apostolato: la scuola. Gradualmente, questa sarebbe diventata l’attività principale dei Barnabiti, i quali, però, non abbandonarono mai il ministero pastorale diretto e non trascurarono altre forme di apostolato. È nel Seicento che si ebbero le prime fondazioni fuori d’Italia: Francia, Austria, Boemia. Nel Settecento il Papa inviò alcuni Barnabiti in missione in Cina e successivamente affidò loro l’incarico di evangelizzare la Birmania, un compito che i Barnabiti avrebbero svolto per circa un secolo. Il Settecento è solitamente considerato il “secolo d’oro” nella storia della Congregazione: fu in questo periodo che essa raggiunse la sua massima espansione e il suo massimo splendore: stimati da sovrani e pontefici (basti pensare a Papa Lambertini, Benedetto XIV), ai Barnabiti venivano affidati incarichi di grande responsabilità (teologi di corte, direttori di seminari, ecc.). Essendo per lo più impegnati nell’insegnamento, molti Barnabiti divennero grandi studiosi e scienziati. Alla soppressione dei Gesuiti, fu chiesto ai Barnabiti di subentrare nella direzione di alcune opere della soppressa Compagnia (si pensi al Collegio San Luigi di Bologna). Ma, come spesso accade, alla gloria succede l’umiliazione: la sorte che era toccata ai Gesuiti presto toccò anche ai Barnabiti; nel 1810 un decreto napoleonico soppresse tutti gli ordini religiosi. Fu la dispersione. Anche se la soppressione durò solo pochi anni (nel 1814 la Congregazione fu ricostituita a Roma; ma a Milano essa fu ripristinata solo nel 1825), quando essa rinacque era ormai decimata: solo alcuni risposero all’appello. Costoro, senza scoraggiarsi, cercarono di rimettere insieme quel che era possibile (la maggior parte delle antiche proprietà e attività erano andate irrimediabilmente perdute), e a poco a poco, durante l’Ottocento, riuscirono a ridar vita a una piccola, ma rispettabilissima Congregazione. L’attività principale in questo secolo fu l’educazione della gioventù: la maggior parte dei Barnabiti fu impegnata nelle scuole e nei convitti (Bologna, Moncalieri, Lodi, Firenze, Napoli, Genova, Milano). E’ anche in questo periodo che iniziarono i primi oratori (il primo in assoluto fu quello di Monza, preso a modello dallo stesso don Bosco). Il Novecento è il secolo dell’espansione geografica della Congregazione: si comincia, nel 1903, con il Brasile; seguono, in ordine cronologico, l’Afghanistan (1931), il Cile (1946), l’Argentina (1947), gli Stati Uniti (1948), il Congo (1949), il Canada (1961), la Spagna (1964), la Polonia e le Filippine (1989), l’Albania (1996). Il Novecento è anche il secolo della ripresa numerica dei Barnabiti: l’apertura, nella prima metà del secolo, delle “scuole apostoliche” ha contribuito a far crescere in maniera sensibile il numero dei religiosi (ed è questo che ha permesso l’espansione di cui si diceva); ma è stato anche il secolo del Concilio Vaticano II, che ha significato un rinnovamento non solo per la Chiesa, ma anche per gli istituti religiosi, compresi i Barnabiti.  Gli anni successivi al Concilio se hanno visto una crisi delle vocazioni, comune ai paesi del cosiddetto “Emisfero Nord” presentano anche il nuovo fenomeno, dell’internazionalizzazione della Congregazione: ormai i Barnabiti non sono più soltanto italiani, a essi si stanno affiancando religiosi delle più diverse provenienze, in particolare latino-americani, africani e asiatici speranze per la continuazione nella Chiesa del carisma di Paolo e di Antonio Maria Zaccaria.