Roma. Studio Arte Fuori Centro. Annamaria Gelmi. Profili curvi.

0

STUDIO ARTE FUORI CENTRO


Via Ercole Bombelli 22, 00149 Roma – 06.5578101 – 328.1353083


info@artefuoricentro.it  – www.artefuoricentro.it


 


Proposte 2009


Solo al femminile


 


Anna Maria Gelmi


Profili curvi


 


Martedì 7 Aprile 2009, alle ore  18,00, a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22, si inaugura la personale di Anna Maria Gelmi. Profili curvi, curata da Ivana D’Agostino.


 


L’esposizione rimarrà aperta fino al 30 aprile, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.


La mostra, è il terzo appuntamento di Solo al femminile, ciclo tematico di approfondimento, ideato dai critici Ivana D’Agostino e Loredana Rea.


Nell’arco di tempo compreso tra febbraio e giugno sei artiste – Anna Maria Gelmi, Rita Mele, Paola Babini, Gabriella Di Trani, Luisa Bergamini, Antonella Capponi – differenti per formazione, scelte operative, metodologie espressive e progettualità di lavoro, si confrontano sulla problematicità dell’identità femminile, che diventa il campo privilegiato di analisi, indagine ed espressione. L’attenzione si volge alle tematiche legate alla complessità dell’esistenza, filtrata attraverso una sensibilità squisitamente femminile, e l’arte diventa la possibilità di mettere a nudo se stesse, le inquietudini, le incertezze, le difficoltà di un quotidiano che si libera così da ogni prosaicità, da ogni tentazione retorica.


L’intento critico è quello di riflettere sull’importanza  temi considerati tradizionalmente femminili, quali la narrazione, l’intimità, lo sguardo soggettivo, l’esperienza del quotidiano, la contaminazione con pratiche cosiddette minori, ritenute ancora oggi troppo spesso  secondarie all’interno del discorso sull’arte.


 


Tra il Grand Canyon in Arizona, durante un viaggio negli Stati Uniti del 1981 e molti anni dopo, nel 1992 quando, questa volta a Salisburgo per realizzare libri d’artista tra le montagne austriache degli Alti Tauri, è in questo ambito temporale che  Annamaria Gelmi definisce nitidamente un suo preciso tracciato di ricerca dal significato tutto sommato universale.


Lei trentina, nata tra le montagne dolomitiche, da sempre conserva nello sguardo panorami variamente profilati di cime che chiudono a volte l’orizzonte, aprendolo altre volte a  tratti alla vista, che può così sconfinare, oltrepassando quella barriera, alla ricerca di un oltre.


Il tema delle vette montuose  assume quindi per la Gelmi valore universale di ricerca sul significato di confine e sull’importanza da  attribuire alla linea-profilo; riflessioni, queste, che convogliate  in significativi lavori, danno corso ad opere come il libro a quattro mani con  Luigi Serravalli sul tema della Montagna –  dell’artista sono le immagini correlate al testo –  esposto alla Biennale di Venezia del 1995, e alla pubblicazione del suo minilibro Ski Line nel 2002, con l’editore d’arte Campanotto di Udine.


La mostra romana della  Gelmi allo Studio Arte Fuori Centro di Roma dà compiutezza alle sue riflessioni sulla barriera-montagna, di cui stravolge il principio correlatogli d’impedimento e di  chiusura dell’orizzonte derivatone, superandolo dando al cielo consistenza e valori diversi rispetto a quelli più tradizionalmente normativi.


L’installazione modulare ideata dall’artista, nella sequenza di piccoli quadrati  disposti sulla parete a diverse altezze, sulla sfalsatura tra l’uno e l’altro ricompone, ritagliando carte giapponesi, il profilo che sagoma e definisce il limite tra le cime delle montagne e il cielo. Ma  in questa logica progettuale è al  cielo che viene dato il valore di pieno dipingendolo d’azzurro sulle carte  giapponesi: le montagne definite  invece con il  solo  contorno lineare, invertendo il naturale rapporto pieno-vuoto con l’atmosfera intorno, divenute attraversabilipoiché destituite della loro funzione di barriera, rendono così possibile la ricerca dell’oltre.


L’esposizione  Profili curvi  di Annamaria Gelmi si completa con un video di Giorgio Salomon e Angelo Morandin   proiettato a ciclo continuo, che  mostra le montagne Dolomiti attraverso immagini dal   significato coerente alla linea conduttrice di questo evento, e con un elemento scultoreo minimale, che essendo risolto unicamente da una linea plastica di ferro, propone anch’esso proiettato nello spazio, lo skiline delle montagne trentine di questa artista.