Rapito Iglesias, cavallo da 2 milioni di euro

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L’animale si trovava in un centro di recupero sul litorale campano per un problema a un tendine



Iglesias era andato a sgambettare sul litorale campano per superare un fastidioso problema a un tendine, ospite di un centro specializzato. E lì è stato sequestrato: non è un asso del calcio sudamericano, ma un cavallo. E che cavallo. Sulle orme del mitico Varenne, è considerato uno dei trottatori più quotati in assoluto, il suo valore si aggira sui due milioni di euro. Gli appassionati di ippica lo conoscono bene e non soltanto per il palmares, che comprende numerosi Gran premi vinti e altrettanti piazzamenti di prestigio.



Il suo rapimento ha tutte le caratteristiche del giallo: nessuno si è fatto vivo per il riscatto, anche se la pista dell’estorsione è la più seguita dalle forze dell’ordine. «Temo di non vederlo più», ha detto il suo proprietario. Sergio Carfagna.


Iglesias, un baio di 5 anni, è stato rapito l’altra notte, tra mercoledì e giovedì, a pochi chilometri da Napoli. Appartiene ad un allevatore di Assisi. L’animale si trovava nel centro di recupero per cavalli, in località Licola nel Giuglianese, per un dolore a un tendine. È sparito dal suo box nonostante la struttura sia dotata di telecamere per la videosorveglianza e fosse presente sul posto un custode: un giallo nel giallo. Approfittando del buio e del silenzio della notte, i malviventi devono aver agito come si è visto fare tante volte ai ladri di bestiame nei film western americani.



La denuncia del rapimento del cavallo è stata fatta ieri pomeriggio alla stazione carabinieri di Licola dal gestore della scuderia a pensione, un 57enne di Quarto.


Iglesias, considerato dagli esperti uno dei migliori trottatori italiani, prima del problema al tendine aveva vinto cinque Gran Premi consecutivi, totalizzando vincite per 250 mila euro. Poi la caduta, l’operazione alla zampa anteriore destra, la guarigione e l’improvvisa ricaduta. Un mese fa Iglesias ha superato la visita per diventare stallone e molte stazioni di monta in Italia si erano già interessate a lui.


Il cavallo appartiene all’allevamento di Sergio Carfagna, in sede ad Assisi. Si trovava nella struttura di Napoli da 25 giorni e la prima ipotesi su cosa sia successo l’ha fatta proprio del proprietario: potrebbe essere stato sedato, trasportato in qualche modo oltre un ruscello e poi fatto salire su un van.


«Ho paura che lo abbiano portato nei paesi dell’Est per usarlo come stallone. Se è così, credo proprio che non lo rivedrò più». E’ preoccupato l’allevatore, titolare di una pregiata scuderia. Appena saputo del sequestro, si è precipitato a Licola per seguire le prime indagini dei carabinieri. Ma non sarà facile risalire ai responsabili del sequestro, a quanto pare opera di una banda di professionisti.


La dinamica dell’accaduto è già stata ricostruita e ora si stanno studiando i filmati delle telecamere a circuito chiuso, sperando che forniscano qualche indicazione utile. Per adesso però non c’è traccia del campione, figlio del francese Ganymede e della finlandese Forever Kemp.


Per questo motivo il trottatore era stato trasferito, all’inizio del mese, alla scuderia Long Beach di Licola. Unica possibile per la terapia adatta a far riconquistare all’animale l’elasticità al tendine. Una sorta di vacanza al mare curativa grazie alle cavalcate sulla battigia.


La scorsa notte il sequestro. Il cavallo, secondo quanto riferito dal proprietario, non è assicurato. «È nato nella mia scuderia — si dispera Carfagna — ed è stato sempre con me. Temo che non lo rivedrò più».


dalcorriere.it   inesrito da Michele De Lucia