BIOTESTAMENTO: OK SENATO, DAT NON SARA´ VINCOLANTE

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ROMA – “Carta straccia”. L’opposizione, senza mezzi termini, definisce così la versione del ddl sulle dichiarazioni anticipate di trattamento (dat) uscita dall’Aula del Senato. E un vero “bacio della morte”, secondo vari esponenti del Pd, è stato il sì all’emendamento con il quale alle dat è stato tolto ogni carattere di vincolatività, mentre resta il divieto alla sospensione dei trattamenti di nutrizione e idratazione artificiale. Il via libera del Senato al ddl Calabrò – con 150 sì, 123 no e 3 astenuti – è segnato insomma da furenti polemiche, mentre la maggioranza compatta esprime soddisfazione: è una legge che previene qualunque deriva verso l’eutanasia, affermano dal Pdl.

Che le posizioni sui nodi cruciali del provvedimento fossero molto più che distanti, è stato chiaro sin dall’inizio della maratona di tre giorni al Senato per approvare il disegno di legge. Falliti i tentativi di mediazione messi in campo dai due poli, il testo licenziato da Palazzo Madama approda alla Camera in una versione che delinea paletti e limiti precisi. Le volontà espresse dal soggetto nelle ‘dat’ (dichiarazioni anticipate di trattamento), per cominciare, non saranno vincolanti (mentre il ddl originario prevedeva che fossero non obbligatorie ma, appunto, vincolanti). Resta immutato (dopo che anche il tentativo di mediazione da parte dei cattolici del Pd é naufragato in Aula) il dibattuto articolo 3, quello in cui si affronta il nodo della nutrizione e idratazione: questi trattamenti restano, anche nel ddl approvato da palazzo Madama, “sostegno vitale” e dunque non possono essere oggetto di dat. Limiti anche per il ruolo del fiduciario. Una versione del ddl che l’opposizione rigetta decisamente, ricompattandosi per il voto finale.

Dure le parole della presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro: è una legge “violenta e traditrice”, un ddl “ridotto a finzione”. Le dat, ha detto, “così non conteranno assolutamente nulla”. E poi l’annuncio: si ricorrerà alla Corte costituzionale. Non meno duro il senatore-chirurgo Ignazio Marino (Pd): “E’ stata tradita la richiesta del popolo italiano che voleva una legge per la liberta”. Una lettura opposta del provvedimento varato è invece quella della maggioranza. Gli obiettivi sono chiari, come ha sottolineato Gaetano Quagliariello, vice capogruppo del Pdl: “E’ una legge grazie alla quale non si potrà introdurre surrettiziamente l’eutanasia in questo paese e non ci potranno più essere casi Englaro. D’altra parte i diritti di cura del cittadino saranno meglio tutelati”. Difesa a spada tratta del provvedimento anche da parte del governo, per bocca del ministro del Welfare Maurizio Sacconi: “Trova conferma quella strumentazione rivolta alla dignità della persona e al valore della persona che avevamo auspicato. E trova conferma la disciplina per quanto riguarda la garanzia in ogni caso di nutrizione e idratazione, che sono risposte ai bisogni vitali della persona e non terapie”.

Una legge, così come esce dal Senato, ha rilevato il relatore del ddl Raffaele Calabrò, “migliorata, con una serie di semplificazioni: il paziente potrà fare le sue dichiarazioni con una maggiore semplicità, così come il medico potrà avere maggiore semplicità nell’eseguirle”. Inoltre, ha aggiunto escludendo i pericoli di incostituzionalità adombrati dalla Finocchiaro, “é anche una legge a zero rischi di contenzioso giudiziario”. Tra le polemiche, il ddl arriva dunque a Montecitorio. Qui si preannuncia un nuovo braccio di ferro. Ma la vera battaglia, tuona Emma Bonino dei radicali, dovrà essere quella fuori dalle aule della politica, quella della “mobilitazione, nelle strade e nelle piazze d’Italia, di tutti coloro che si sentono profondamente lesi nella loro dignità di cittadini”.






























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ansa.it                 inserito da Michele De Lucia


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