PADRE MOSTRO ALLA SBARRA, VIOLENTATA LA FIGLIA PER 24 ANNI

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Una testata regionale come Positanonews dovrebbe aprire con le notizie della Campania o della Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina, della quale è la testata, ma oggi a St. Poelten, in Austria, il processo a Joseph Fritzl, il padre-mostro che per 24 anni ha tenuto segregata la figlia, l’ha violentata almeno tremila volte e l’ha messa incinta di 7 figli-nipoti, uno dei quali morto subito dopo la nascita,ci lascia sgomenti, l’umanità, e la disumanità, non hanno confini. Le violenze possono avvenire dappertutto in Austria come nella Costa d’ Amalfi e Sorrento, l’aberrazione non ha limiti, lo sdegno neanche, ma sdegno anche verso il silenzio che ha permesso a mostri del genere di poter operare indisturbato nei corsi degli anni e ci sentiamo assillare il cuore e l’anima al solo pensiero. La città austriaca, circa 40 mila abitanti, a meno di un’ora di macchina da Vienna, è stata presa d’assalto dalle centinaia di reporter e troupe arrivate da ogni parte del mondo. E fuori dal tribunale, anche una manifestazione di protesta: i partecipanti hanno mostrato bambole rotte e insanguinate. L’imputato si è presentato in aula col volto coperto da una cartella blu. E’ accusato di omicidio preterintenzionale, riduzione in schiavitù, violenza privata, sequestro di persona, stupro e incesto. Fritzl si è dichiarato “non colpevole” per l’incriminazione di omicidio. Uno dei sette figli avuti dalla donna è morto poco dopo la nascita ed il padre-nonno è accusato anche del suo omicidio, per non aver chiesto assistenza medica. Rispondendo ai giudici, si è dichiarato “colpevole o parzialmente colpevole” dell’accusa di stupro continuato, incesto e sequestro. Mentre ha contestato l’accusa di aver ridotto in schiavitù la figlia Elisabeth. La stampa ha potuto assistere solo alle fasi iniziali del dibattimento: la lettura dei capi d’accusa e una breve replica della difesa. Il resto si svolge a porte chiuse per proteggere l’intimità della figlia di Fritzl, Elisabeth, e dei ragazzi frutto degli abusi sessuali subiti per un quarto di secolo. Il destino di Fritzl è nelle mani di tre donne. Determinante, ai fini della sua condanna, sarà infatti il ruolo che giocheranno la giudice Andrea Humer, 48 anni, presidente della giuria composta da 8 giudici popolari – 4 uomini e 4 donne – il pubblico ministero Christiane Burkheiser, 32 anni, e la psichiatra di Linz, Adelheid Kastner, 45 anni. La psichiatra ha stilato una perizia di 130 pagine sull’uomo che il 9 aprile compirà 74 anni. Nell’aula del processo, sorvegliata da 100 poliziotti, saranno inizialmente ammessi, oltre a 6 fotografi, solo 95 degli oltre 200 giornalisti arrivati da ogni parte del mondo, oltre a 25 emittenti televisive, tra cui Al Jazeera e la Cnn. Per tutti gli altri, è stato allestito, nel parcheggio davanti al tribunale, un tendone di 150 metri quadrati. Per la durata del processo le autorità austriache hanno decretato il divieto di sorvolo aereo per un raggio di un chilometro intorno al tribunale e al di sotto di 1.800 metri di altezza. Tutti i componenti della famiglia di Fritzl hanno rifiutato di testimoniare a eccezione della figlia Elisabeth, 43 anni, e di uno dei suoi figli incestuosi, oggi 25enne, avuti dal padre. I due non compariranno tuttavia in aula, ma a partire da martedì verrà proiettato un video con la testimonianza del ragazzo e quella, di 11 ore, con le dichiarazioni della madre. Venerdì, dopo le arringhe di accusa e difesa, la pronuncia della sentenza. Il difensore di Fritzl, Rudolf Mayer, ha già annunciato che tutta la sua strategia punterà a smontare la tesi dell’accusa del “mostro sessuale”, sostenendo che “a suo modo, Fritzl ha amato sua figlia”. “Il mio assistito compirà tra poco 74 anni – ha aggiunto Mayer – ed è consapevole di dover terminare la sua vita in prigione”. Secondo il parere di molti giuristi austriaci, invece, l’uomo potrebbe tornare in libertà già tra 6 anni e mezzo. L’accusa di omicidio preterintenzionale nei riguardi del figlio incestuoso morto nel 1996 è difficile da provare: il bambino aveva presentato subito dopo la nascita gravi problemi respiratori ed era vissuto solo 70 ore dopo. Per gli altri reati, Fritzl potrebbe subire al massimo una condanna a 15 anni che, con i benefici di legge generalmente concessi a ogni condannato, potrebbe ridursi in pratica alla metà. Tenendo conto del periodo di carcerazione preventiva già scontato, l’uomo potrebbe dunque uscire dal carcere tra sei anni e mezzo.