SORRENTO WWF E ITALIA NOSTRA DIFENDONO IL FUTURO DI MARINA DI PUOLO

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Ottima è la decisione della Cundari, emergono attacchi dovuti ad interessi privati nell’area Ignorato il vincolo della legge regionale n. 35/87, che vieta esplicitamente l’ampliamento delle strutture portuali: è la giusta valutazione dell’Assessorato regionale al governo del territorio sul progetto di porto turistico a Marina di Puolo che lo ha di fatto bloccato. Questo è stato dichiarato durante l’ultima conferenza dei servizi dove Italia Nostra e il WWF erano presenti, chiarendo ancora una volta come questi progetti non facciano altro che deturpare le bellezze della costiera e il suo patrimonio naturale andando in netta antitesi proprio con quello sviluppo turistico che vorrebbero invece perseguire. Marina di Puolo infatti è un piccolo antico borgo di pescatori nel comune di Massa Lubrense compreso tra le aree archeologiche del Capo di Sorrento ed il Capo di Massa, caratterizzato da ampi tratti di spiaggia naturale (unica nell’ambito della costiera). Tutta la baia è definita da un paesaggio costiero particolare, articolato in promontori e cale con versanti scoscesi, e da un assetto rurale di grande valore, con colline terrazzate a oliveti e agrumeti. Nel tempo è divenuta uno dei luoghi balneari più importanti della penisola sorrentina: non solo gli arenili ma anche le aree circostanti della Calcarella e della Solara sono frequentate da migliaia di bagnanti. Queste caratteristiche hanno determinato negli strumenti di pianificazione territoriale delle destinazioni d’uso fortemente improntate alla tutela dei valori ambientali e naturali, che non prevedono affatto un nuovo porto turistico ma la difesa della pubblica balneazione in linea con la vocazione turistica dell’area. Per di più, il progetto ricade all’interno dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, ed in area ZPS (Zona a Protezione Speciale designate dalla Comunità Europea), istituite proprio per tutelare gli habitat sommersi della costiera che andrebbero irrimediabilmente persi. Creare nuovi posti barca nell’area significa aumentare l’inquinamento dovuto alle imbarcazioni, danneggiare i fondali dove verranno fatti gli ormeggi e soprattutto significa ridurre ancor di più le zone balneabili. Le associazioni ambientaliste hanno più volte sottolineato come l’interesse pubblico prevalente nell’area fosse proprio la balneazione ed hanno raccolto più di 3.000 firme contro il progetto di porto turistico, sottolineando la necessità della difesa del borgo dalle mareggiate da effettuarsi con scogliera soffolta e ripascimento dell’arenile. “Le norme di tutela del Piano paesistico vanno quindi integralmente rispettate – sostiene Raffaella Di Leo Presidente di Italia Nostra Campania – ed ogni ipotesi di variante o deroga vada fermamente respinta”. “Non si può ancora una volta favorire l’interesse privato di pochi ignorando l’interesse pubblico – conclude Ornella Capezzuto Presidente del WWF Campania – interesse privato che porta inesorabilmente al depauperamento e distruzione di quel patrimonio naturale e paesaggistico che è il vero capitale a disposizione delle popolazioni locali attuali e future. Come si può non capire che solo attraverso la tutela di quelle aree si potrà ora e in futuro rilanciare un turismo sostenibile che sempre di più è alla ricerca di ambienti tutelati e rispettati”.