SALERNO, MARTINA MEDICO TRANS CANDIDATO CON LA DESTRA DI CIRIELLI

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Chi lo dice che solo a sinistra c’è libertà sessuale anche nelle candidature? Il PDL sta smentendo questo mito candidando Martina Castellana, medico dermatologo dell’Asl 2, in campo con la lista Alleanza per Cirielli alle provinciali di giugno, nel centralissimo collegio 2 di Salerno. «Mi ha voluta Edmondo Cirielli che mi stima come professionista e di questo lo ringrazio – dice a Gianni Colucci che oggi ha fatto un servizio su Il Mattino -. Devo molto a lui, ha visto in me una persona che ha agito con coerenza nella vita e ha remato contro alle tempeste». Martina Castellana (Michele Castellana all’anagrafe) è un medico ma anche un transgender: una donna nelle fattezze, elegante e con una bellezza sfolgorante fin da giovanissima, che ha conservato gli attributi maschili, modificando in parte il suo corpo per seguire quel che le suggeriva l’anima. «Sto con la destra da sempre. Un mio zio, Franco Di Marino, fondò la prima sezione di An a via Roma. Sono di destra anche se la sinistra m’aveva illuso facendo qualche promessa. Poi ho capito che la sinistra è solo capace di strumentalizzazioni». Parla con serenità di questa nuova sfida e pensa a Vladimir Luxuria: «Il quale, tra i più strumentalizzati, non ha voluto ricandidarsi la seconda volta». Pensa a Nichi Vendola: «Un uomo straordinario, il presidente della Puglia: chi pensa a lui come ad un omosessuale?». E il machismo degli uomini di destra? «Tutti luoghi comuni: ho trovato rispetto e grande attenzione. Nella destra ho trovato donne di valore come Mara Carfagna che hanno fatto cose importanti, che ascoltano, che sanno dare spazio. La conosco come politica e di lei ho grande stima e rispetto: è una persona eccezionale. Anzi è la dimostrazione che proprio la destra è stata in grado di valorizzare le donne, più delle sinistra delle false promesse. I miei amici della destra hanno dimostrato di avere un’apertura mentale pari a pochi». Non si sente prigioniera di un ruolo dovuto alla sua esperienza di vita: «Sono un medico e per professione sono portata a stare vicino a chi soffre. Porto nella mia proposta politica la mia attenzione verso il centro storico, verso gli artigiani, verso i giovani. Ricordo la mia infanzia, quando tra i palazzi c’era il bucato steso ad asciugare; fortunatamente ancora oggi risento il profumo della saponata camminando. Ecco, vorrei un centro storico con meno Movida e più artigiani. Mi batterò per una scuola artistica, per sostenere chi vuole insegnare un mestiere antico, dalla ceramica alla sartoria, che sono la linfa del cuore di Salerno». Sarà una campagna elettorale tra i mercatini la sua? «Ci sto moltissimo tra la gente: quando qualcuno mi dice ”dottore ci vorrebbe una come lei in politica, ho già avuto la risposta”». Non usa le formule della politica: «E non è un guaio, il mio slogan sarà dettato da Protagora, l’ho messo su facebook: quando ti inoltri in un viale non guardare le fronde ma al colore dell’anima». Alle spalle ha qualche polemica: «Quella con un dirigente della mia azienda che aveva avuto parole sgradevoli. La verità è che certi personaggi sostenuti dalla politica affidano incarichi e fanno clientela. Io non ho mai chiesto nulla, mi sono costruita da sola la mia carriera». Infanzia a piazza Malta («Quando non c’erano tanti palazzi»), liceo classico al Convitto, il mare d’estate a Santa Teresa, con pane e pomodoro per colazione. Martina è una salernitana dal profondo. Farà cene elettorali? «Faccio uno splendido scarpariello, posso invitare a casa qualcuno. Sono una povera dermatologa, supplirò ai pochi mezzi economici con le mie parole».