CHAMPIONS: ANCHE INTER E ROMA FUORI

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MANCHESTER – L’Inter si deve inchinare al Manchester United. Il ritorno degli ottavi di Champions finisce 2-0, gol di Vidic e Cristiano Ronaldo.  La Roma ha chiuso sul’1-0 i tempi regolamentari e i supplementari, ed e’ stata poi sconfitta poi ai rigori.

Anche Mourinho va ko
(dell’inviato Marco Enrico)
Champions ancora maledetta per l’Inter, e stavolta non basta lo spauracchio Mourinho contro il quale Alex Ferguson aveva vinto prima d’ora una sola volta. Il tecnico portoghese, chiamato da Moratti al posto di Mancini per esportare in Europa le vittorie colte in Italia, e’ caduto esattamente li’ dove l’Inter aveva fallito nelle ultime due stagioni, agli ottavi, ma stavolta contro l’innarrestabile Manchester United: un gol per tempo, al 4′ del primo e della ripresa, e giochi finiti. Chissa’ se al presidente e ai suoi tifosi sara’ di consolazione la mancanza di paura che Mourinho ha rivendicato a fine partita, prima di lanciare l’ennesima sfida con la certezza dichiarata: ora tutta Italia sara’ felice. Dalla sua in effetti, contro il Manchester dominatore d’Europa, la squadra nerazzurra ha una traversa di Ibra sullo 0-1 e un palo di Adriano sullo 0-2, piu’ una reazione dopo l’iniziale svantaggio. Ma a conti fatti, nell’anno della finale a Roma, e’ fuori anche l’Inter. Dopo la Roma negli anni passati, anche i campioni d’Italia affondano a Manchester arrendendosi alla legge dell’Old Trafford sotto gli occhi del presidente della Fifa Blatter e di Fabio Capello. Davanti al loro pubblico i ‘Diavoli rossi’ diventano invincibili. Quasi impossibile passare su questo campo che ormai fa parte del mito del pallone. Come sono lontani i tempi della finale di Istanbul e dell’ultimo trionfo in Champions del Milan. Dopo l’eliminazione dei rossoneri dalla Uefa, anche l’altra squadra milanese finisce dunque fuori dall’Europa. Al 14/o incrocio sir Alex Ferguson si prende la sua rivincita su Jose’ Mourinho. Lo Special One e’ ancora in vantaggio nei confronti diretti, ma l’inossidabile scozzese incassa la sua seconda vittoria, ed e’ vittoria pesante. Il portoghese per la panchina del Manchester – alla quale i media inglesi l’avevano accostato – dovra’ attendere. Ferguson aveva paura dell’atteggiamento ostruzionistico dell’Inter, in campo con l’obiettivo di portare la partita fino ai rigori, per giocarsi la qualificazione del dischetto, Mourinho invece ha accettato la sfida a viso aperto scegliendo il modulo ormai collaudato con Balotelli a fianco a Ibrahimovic davanti a Stankovic. La novita’ e’ stato l’inserimento di Vieira nel centrocampo a rombo. Nello schieramento 4-4-2 dello United sono rimasti fuori, rispetto alla partita di San Siro, Evans, Fletcher e Park. In campo dunque la formazione tipo con Cristiano Ronaldo a destra in un centrocampo con Carrick, Scholes, Giggs, in difesa i centrali titolari Ferdinand-Vidic con O’Shea ed Evra laterali. La pressione dello United si e’ fatta sentire molto presto e per i 4 mila tifosi interisti in curva c’e’ stato subito da soffrire. Nemmeno il tempo di scaldarsi e l’Inter si e’ trovata sotto: al 4′ Giggs ha indovinato la parabola giusta dall’angolo, Vidic e’ svettato piu’ alto di tutti e lasciato immobile Julio Cesar. I nerazzurri hanno accusato il colpo. Balotelli, spesso arretrato e decentrato, ha lasciato spesso Ibra troppo solo, cosi’ senza una ‘spalla’ al suo fianco lo svedese e’ stato risucchiato nella morsa di Ferdinand e Vidic. In vantaggio lo United ha rallentato la manovra, a quel punto l’Inter ha cominciato a prendere coraggio: al 17′ proteste per un fallo su Ibra non fischiato (ma era fuori area), poi proteste inglesi per un doppio mani questa volta in area di Samuel e Stankovic, ma Stark ha lasciato correre fischiando poco nel perfetto stile inglese. Al 29′ l’occasione d’oro per pareggiare: Ibra di testa spedisce il pallone sulla traversa. Al 36′ ci ha provato da lontano Stankovic (fuori di poco), ma 38′ il Manchester potrebbe raddoppiare: assist di Rooney per O’Shea solo davanti a Julio Cesar, che e’ bravo a chiudergli lo specchio. Gli ultimi cinque minuti del primo tempo sono stati i piu’ spettacolari: altra occasione per Ibra in contropiede (il suo destro fuori di un soffio), poi ci ha provato Maicon, allo scadere infine Rooney ha messo i brividi a Julio Cesar. Nella ripresa Mourinho ha cercato di correre ai ripari mettendo dentro Muntari al posto di Vieira visibilmente in difficolta’. Ma gli effetti della mossa non si sono visti perche’ dopo quattro minuti il Manchester ha raddoppiato con Cristiano Ronaldo. A quel punto Mourinho non aveva altra scelta che giocarsi il tutto per tutto: nella mischia Adriano, che tempo un minuto aveva la palla per riaprire la partita: cross di Cambiasso e girata al volo del brasiliano, ma il pallone finiva sul palo. Inter sfortunata e il Manchester cercava di affondare per chiedere l’incontro, ma questa volta Julio Cesar si superava su Rooney (due volte) e Berbatov. L’entrata di Figo per un sempre piu’ spento Balotelli era l’ultima mossa di Mourinho, ma la partita era ormai segnata.

ROMA – Arsenal-Roma 7-6 dopo i calci di rigore nell’incontro di ritorno degli ottavi di Champions. Roma eliminata, Arsenal ai quarti. Al 9′ Totti crossa basso, velo di Taddei, Juan, solo, segna di destro, poi uscira’ per infortunio. Al 23′ gran parata di Almunia su diagonale di Taddei.Al 45′ Motta reclama rigore. All’80’ Baptista sbaglia una clamorosa occasione. Nel recupero Kolo Toure’ sfiora il gol di testa.Si va ai supplementari e poi ai rigori dove sbagliano Edoardo, Vucinic, Tonetto.

Olimpico stregato
(di Giorgio Svalduz)
Olimpico giallorosso stregato ai rigori, come nella finale col Liverpool del 1984. La Roma piange lacrime amare, si illude di poterla fare franca con l’Arsenal dal dischetto dopo l’errore di Eduardo. Ma poi oltre a Vucinic sbaglia al 16/o rigore Tonetto e la Champions si chiude agli ottavi. La finale di Roma di maggio non vedrà squadre italiane in campo. Dopo Juve e Inter anche i giallorossi si arrendono e per gli inglesi è un 3-0 che non ammette repliche. Ma come bianconeri e nerazzurri anche la Roma esce a testa alta dopo una maratona intensa e ben giocata, in chiara emergenza per una catena senza fine di infortuni. Ma Spalletti e i resti della sua Roma giocano col cuore e col cervello, distillano le residue energie che sembrano moltiplicarsi a mano a mano che la partita si snocciola. L’Arsenal è titubante e convalescente: recupera alcuni infortunati ma non brilla quasi mai, contenuta molto bene. Mexes è a casa con la febbre e Spalletti perde Juan dopo mezz’ora e il gol segnato del vantaggio facendo esordire l’imprevedibile coppia Riise-Diamoutene. E il norvegese è il migliore il campo: chiude dapperttutto e si ripropone, come centrale una grande scoperta. Esame di maturità superato per Motta, molto bene il claudicante Pizarro e Brighi, generoso e utile Totti, che confeziona assist deliziosi ma conclude con poca precisione. Mancano all’appello Baptista e Vucinic che non sono sulla lunghezza d’onda degli altri e tradiscono le attese. L’Arsenal passa con esperienza e un pizzico di fortuna: la difesa con Toure e Gallas regge bene, Denilson e Nasri mostrano eccellenti numeri ma non hanno la qualità dell’andata. Van persie comincia male e migliora, Eduardo e Walcott danno un buon contributo. Ma l’Arsenal non sembra all’altezza delle altre tre inglesi e questo aumenta il rammarico giallorosso. Spalletti si ritrova una squadra orgogliosa, apprezzata e incoraggiata dal suo pubblico, ma il bilancio comincia a farsi preoccupante: fuori da Champions e Coppa Italia ora ai giallorossi diventa necessaria la qualificazione alla prossima Champions. La Roma dei lungo e medio-degenti riesce a esprimere una formazione in grado di scendere in campo. Stringono i denti Pizarro, Totti e Juan mentre Mexes rimane a letto con la febbre alta. L’Olimpico offre lo scenario delle serate di gala: pubblico numeroso e appassionato che si stringe alla sua squadra in grave emergenza. E Spalletti rinuncia a Baptista in partenza inserendo Pizarro con Brighi e Tonetto contraltare di Taddei sulle fasce. Ma già al 5′ il colpo di scena temuto da Spalletti: Juan salva sontuosamente in scivolata e si procura un infortunio muscolare. Si fa medicare, stringe i denti, torna in campo e al 9′ sigla il gol del vantaggio: azione sulla sinistra di Toneto, palla a Totti che crossa rasoterra. Velo di Taddei e Juan arriva, controlla e fa secco Almunia. L’Olimpico esplode, l’Arsenal tenta di reagire ma la difesa, con Diamoutene secondo centrale, regge. E al 22′ la Roma si distende e sfiora il raddoppio: Motta scende e al limite dell’area scarica un tiro che Almunia respinge. Il giovane esterno riprende e crossa, il gran tiro è di Taddei e il portiere salva in angolo. L’Arsenal risponde con un docile colpo di testa di Sagna che Doni blocca. Poi al 27′ Juan getta la spugna tra un uragano di applausi e subentra Bapista. Riise si sposta centrale con Diamoutene (la coppia non ha giocato insieme neanche in allenamento) con Tonetto che scala esterno sinistro. L’Arsenal preme con qualche spunto di Nasri ma Bendtner è confusionario e i gunners non creato pericoli. Riise dà sfoggio di esperienza e si piazza su Van Persie. Al 42′ contropiede della Roma con l’onnipresente Motta che si libera di Clichy: l’esterno entra in area, il francese si arrangia e lo spinge. L’Olimpico ‘pretende’ il rigore, Mejuto Gonzales non ci pensa proprio. E Spalletti schiuma rabbia. La ripresa non muta copione: le squadre battagliano, la Roma oltre al cuore ci mette destrezza e organizzazione: al 4′ cross di Motta, testa di Baptista fuori, poi Totti ci prova due volte all’11’ su punizione al 14′ ma senza esito. L’Arsenal reagisce e al 19′ Diaby si procura un’occasione ma manda fuori. Le due squadre cercano di forzare i tempi ma sono abili a non scoprirsi e a rischiare il minimo. La migliore occasione capita ancora alla Roma al 34′: Taddei in contropiede apre a Totti, pennellata per Baptista che può colpire ma solo di fronte al portiere incespica sul pallone. Wenger prova le carte Eduardo e Walcott ma senza esito. Pizarro e Motta hanno leggeri infortuni poi Taddei esce per infortunio allo scadere dei 90′ e subentra Aquilani. Ci sono i supplementari. Al 6′ sts un colpo di testa di Walcott viene parato da Doni, all’8′ finisce fuori una conclusione di Totti. La lotteria dei rigori sorride all’Arsenal: l’ultimo errore è di Tonetto, con onore ma la Roma é fuori.











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ansa.it                          inserito da Michele De Lucia


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