Banche, aiutate le imprese

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ROMA«Dovete continuare a dare una mano alle imprese. Diteci come il governo, oltre ai 12 miliardi già stanziati, può fare qualcosa. Noi stiamo operando per fronteggiare al meglio questa crisi». Dopo il gotha dell’industria, dopo i protagonisti del made in Italy e i rappresentanti delle utilities, è toccato ieri sera ai primi banchieri del Paese sedersi al tavolo con i rappresentanti di quasi tutto il governo, a Villa Madama, per una cena dal carattere informale e soprattutto per ascoltare un presidente del Consiglio convinto che uno scambio virtuoso di informazioni fra esecutivo e mondo delle imprese debba avere scadenze periodiche. «Io mi ricordo che da imprenditore vedevo il mondo della politica come un mondo distante, non c’era un giusto collegamento. Ora, come dimostra questa cena, non è così», ha detto in apertura dell’incontro il premier, rivolto agli ospiti. Ad ogni tavolo, come nelle scorse occasioni, era seduto un ministro, presentato come appartenente a «una squadra piena di uomini del fare, composta da giovani molto capaci ». Nel salutare gli ospiti il Cavaliere si è rivolto fra gli altri all’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, per il ruolo svolto nella partita Alitalia: «Lui e Colaninno si sono messi a capo di una cordata di coraggiosi, permettendo alla compagnia di bandiera di continuare a portare il turismo in Italia».

Per le banche, oltre a Passera, erano presenti fra gli altri Corrado Faissola, presidente dell’Abi, Enrico Salza, presidente del Consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, l’ad di Unicredit Alessandro Profumo, Ennio Doris, presidente di Banca Mediolanum, Giuseppe Mussari, presidente di Monte dei Paschi di Siena, Alberto Nagel, ad di Mediobanca, Luigi Abete, presidente della Bnl, Flavio Valeri, ad di Deutsche Bank, Franco Carraro, presidente di Mediocredito Centrale. Fra gli ospiti anche i rappresentanti del mondo delle assicurazioni: Ina, Alleanza Assicurazioni (Sandro Panizza), Unipol, con il direttore generale Carlo Cimbri.


A dare il timbro all’incontro ovviamente l’ottimismo del capo del governo. «La crisi si può battere — ha insistito il Cavaliere — e il nostro compito è diffondere la fiducia, perché con il pessimismo non si va da nessuna parte, non si combina nulla di buono». Un invito associato a quello, specifico per il mondo della banche, a non smettere di sostenere le imprese con il credito, a fare il più possibile il mestiere proprio degli istituti bancari, ovvero accompagnare lo sviluppo e l’espansione del tessuto imprenditoriale italiano.


In sintesi: «Dovete continuare a dare una mano alle aziende», una responsabilità che per il premier le banche devono sentire nei confronti del Paese, aiutando il governo in «uno sforzo che deve essere comune» per uscire prima e meglio dalla crisi economica.





Per il governo, oltre ai ministri Giulio Tremonti, Raffaele Fitto, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Claudio Scajola, Luca Zaia e Angelino Alfano, erano presenti anche i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti e il segretario generale di Palazzo Chigi Mauro Masi.


dalcorriere.it                 inserito da Michele De Lucia


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