GOVERNO, SLITTA PIANO CASA. LE REGIONI VOGLIONO DIRE LA LORO

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Come anticipato da Positanonews il Piano Casa non si può fare senza l’accordo delle Regioni proprio in base alla riforma costituzionale che ne da competenze urbanistiche. Campania in forse, niente in vista per Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina. Dunque è slittata l’approvazione del piano casa. Se ne discuterà nella prossima riunione del Consiglio dei ministri. Nel corso del cdm di oggi Silvio Berlusconi ha illustrato le linee guida del piano. «Tutti i ministri hanno espresso all’unanimità il loro consenso» ha detto il ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi. Ma il presidente della Conferenza delle regioni Vasco Errani critica l'”effetto annuncio” del governo «perché stiamo parlando di un tema molto delicato e complesso che dovrebbe essere invece discusso preventivamente con le Regioni». Errani, come riporta Il Mattino,  ha precisato che l’allarme su eventuali abusi deve riguardare «tutto e tutti e i provvedimenti debbono riguardare piccoli e grandi interventi. Se in passato ci sono stati errori – ha chiarito – ciò non significa che in Italia non debbano più esserci regole». Errani sottolinea anche la necessità di non confondere il piano casa ancora da approvare con quello sottoscritto recentemente, sempre con l’esecutivo, da Regioni, Comuni e Province che ha dato vita a un reintegro in termini di risorse di 550 milioni di euro. «L’intesa sottoscritta nei giorni scorsi – ha ribadito Errani – riguardo il reintegro dei 550 milioni di euro che il governo con la Finanziaria aveva tagliato rispetto ad una scelta che l’esecutivo precedente aveva fatto d’accordo con le Regioni. Molte di queste poi avevano fatto ricorso alla Corte Costituzionale – ha spiegato Errani – e finalmente il governo ha dovuto prendere atto che avevamo ragione, ristabilendo così quei fondi per l’edilizia residenziale pubblica». «Nessun appuntamento in agenda con il governo». Errani ha sottolineato che le Regioni non sono state contattate dal Governo per avviare un confronto sul piano. «Finora – ha spiegato – io non ho visto ancora nulla e per quanto mi riguarda devo dire che sono abituato prima a studiare i progetti e poi a parlarne». Governo: prima l’accordo con le regioni. Secondo fonti governative il premier ha espresso la necessità di un confronto preventivo con le Regioni prima di varare il piano. Berlusconi ha chiesto quindi di convocare già in settimana la Conferenza Stato-Regioni. Un confronto preventivo con gli enti locali è stato chiesto dal ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto. «Questo può anche evitare di escludere fasce di popolazione – ha aggiunto – che risiedono in Regioni che ritengono di non accettare la normativa. Il confronto preventivo consentirebbe di dare il via ad un percorso che non esclude nessuna parte del territorio ed evitare al tempo stesso interpretazioni che escludano alcuni interventi». Ipotesi dl. Il premier è tornato sull’ipotesi di un dl per semplificare l’iter burocratico sulle opere edilizie per le abitazioni. Sacconi spiega che «la decisione va lasciata all’organo collegiale». L’opposizione resta critica. Per Antonio Di Pietro il piano «è una delle trovate pubblicitarie ed elettorali di Berlusconi» che vuole così «comprare voti», invitando i proprietari di immobili a «commettere reati». Secondo il leader dell’Idv il governo utilizza «in parte soldi non suoi, i 550milioni che noi avevamo già stanziato per l’edilizia pubblica». A Di Pietro risponde Francesco Casoli, vicepresidente dei senatori del Pdl: «Siamo abituati agli insulti giornalieri del piccolo ras di Montenero di Bisaccia nei confronti di Berlusconi». Per Angela Finocchiaro lo slittamento dell’approvazione dimostra che «finché siamo agli annunci nella maggioranza sembra andare tutto bene. Quando si arriva alle decisioni le cose cambiano e nella maggioranza si vede più di una crepa». Per il capogruppo Pd in Senato il piano è «una idea malsana, che nasconde una concezione dello sviluppo edilizio vecchia e sbagliata. E anche nella maggioranza se ne sono accorti».

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