Positano La doppia vita di Franco Massimo Lanocita e Vito Cinque

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Di giorno avvocato e imprenditore si sono trasformati negli chef stellari che hanno inaugurato la rassegna enogastronomica di “Quello che passa al Convento”

 

Giacche bianche con tanto di nome ricamato, tovagliolo alla cintola, così si sono presentati in pubblico l’Avvocato FrancoMassimo Lanocita e Vito Cinque, proprietario dell’hotel San Pietro di Positano, che hanno inaugurato la rassegna enogastronomica della programmazione del Convivio dei Rozzi e degli Accordati, ospite del Convento San Michele, gestito da Marco De Simone. Chiusi in cucina dalle 15,30, per presentarsi pronti all’appuntamento delle 20,30, FrancoMassimo Lanocita e Vito Cinque sono riusciti ad allestire un menù stellare per i trenta invitati di Vito Puglia. Ma cominciamo dall’aperitivo per il quale i due vip hanno preparato spiedini di frutta accompagnati dal prosecco Valsecco Contarini. In attesa di assidersi ai tavoli, abbiamo visto giungere a supportare FrancoMassimo Lanocita, tra l’altro, Presidente del C.d.A. del nostro Conservatorio, il commissario straordinario attualmente alla guida del “G.Martucci” di Salerno, il M° Fulvio Maffia, insieme al suo amico di vecchia data e collega Antonello Mercurio, rozzo e accordato anche lui, docente di musica corale e direzione di coro, i quali hanno ricevuto la promessa da parte del presidentissimo di una cena a casa Mercurio, dotato di cucina industriale, in cui verranno cucinati gli speciali spaghetti con le alici sottosale e le noci, intavolando discorsi su tattiche e strategie, in occasione di un festeggiamento ancora top secret (trentennale del conservatorio il 30 marzo o nomina del subcommissario per il quale voci di corridoio evocano il nome di Giancarlo Iacomini?) con la partecipazione speciale di Emilio “Lillo” D’Agostino. Il professore, presente alla prima di “Si cucina comme vogli’io”, pronto a salire lo scalone di palazzo S.Agostino, sarà il prossimo chef della rassegna, appuntamento che lo vedrà proporre una cucina a metà strada tra Barcellona e Napoli. Riguardo il menù, la raffinata mano di Vito Cinque è stata riconosciuta nella zuppa di zucca gialla napoletana servita con crostoni di pane cafone, giocata nel contrasto della cottura dell’ortaggio, e del colore arancio, con un’anima verde, seguita dal filetto di baccalà cotto all’olio-extravergine con broccoli saltati di Agerola e insaporiti con cigoli di maiale, guarniti con cipollotti glassati. Vito Cinque ci ha poi eruditi sulla doppia cottura dei cibi, prima a bassa temperatura, poi passati in padella per la rosolatura, un nuovo metodo per mantenere intatte tutte le qualità organolettiche dei cibi, segno di un’esperienza in alta gastronomia che si nasconde dietro la ragione imprenditoriale. Il piatto cult di Franco Massimo, si è rivelato il totano con patate alla praianese: un totano di Kg.4,3 inappellabilmente rosso pescato nelle acque di Positano, tagliato e servito su di un letto di patatine prima sbianchite in olio a solo e rifinite insieme al cefalopode. Un piatto e un menù pensato in doppio contrappunto, mare-terra e colori, che è stato aureamente sigillato da un dolce povero, ma di estremo gusto, composto da pane raffermo, girato in burro, latte, ricoperto con crema pasticcera la cui pentola è stata sapientemente ripulita, ditata dopo ditata, dall’avvocato salernitano, e guarnita con una mela annurca ripiena di uva passa e pinoli, il tutto innaffiato da Greco di tufo Vigna Cicogna docg 2007 Benito Ferrara, Aglianico Campania igt 2006 Il cancelliere e Moscato d’Asti Bersano. Atmosfera assolutamente conviviale quella creata dai due chef e da Vito Puglia, con Franco Massimo Lanocita che ha omaggiato le signore presenti di un ulteriore fiocco di crema pasticcera, girando tra i tavoli con una pesante sacca a poche. Applausi per tutti e in particolare per il cimento e l’invenzione di persone che sanno e vogliono rimettersi continuamente in gioco.

Olga Chieffi