SALERNO, COSTIERA AMALFITANA. INCHIESTA ASER LIBERO RUGGIERO

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L’inchiesta sui rifiuti Aser, che ha coinvolto la provincia di Salerno e la  Costiera Amalfitana, Positano, Scala, Tramonti e Vietri sul mare, ha un colpo di scena. Giorgio Ruggiero, amministratore della Aser Spa di Pontecagnano, è tornato in libertá. L’inchiesta, che riguarda gli ultimi due anni, ha visto un milione e mezzo di euro di danni per la collettività.  Il dirigente, ai domiciliari dal 24 febbraio scorso, ha infatti ottenuto la revoca della misura cautelare. Il gip Di Florio, su parere favorevole del pm Frattini, ha infatti accolto l’istanza dell’avvocato Francesco Rizzo, non ritenendo validi i gravi indizi di colpevolezza contestati e non ritenendo sussistenti le ipotesi di reato di associazione e truffa. L’uomo era stato coinvolto nel blitz Resa dei carabinieri del Noe, che hanno così stroncato un presunto traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi. Quattro persone finirono agli arresti domiciliari (insieme a Ruggiero anche Raffaele Rinaldi, Marco Ugatti ed Erasmo Venosi, rispettivamente direttore generale, direttore tecnico e capo del personale della Aser spa); per 11 dipendenti (autisti, operai ed impiegati) fu disposto l’obbligo di presentazione alla pg; per 2 dipendenti del Consorzio comuni bacino Sa/2 ed un dipendente della coop “Il leccio”; misura interdittiva per tre impiegati presso i comuni di Albanella, Vietri sul Mare e Tramonti. L’intera area aziendale con relative attrezzature e 3 autocarri, il tutto per un valore di 8 milioni di euro, fu posta sotto sequestro; nel registro degli indagati anche 6 persone impiegate presso i comuni di Acerno, Positano e Scala in Costa d’ Amalfi, per i reati di truffa aggravata ai danni di enti pubblici e falso. Secondo il Noe di Salerno, guidato dal comandante Recchimuzzi, dietro l’affaire c’era una vera e propria organizzazione dedita al trattamento illecito di rifiuti speciali pericolosi, costituiti per lo più da “beni durevoli” provenienti dalla raccolta differenziata di numerosi comuni della provincia di Salerno. Al centro dell’inchiesta la Aser spa, societá mista a maggioranza di capitale pubblico autorizzata ad effettuare le operazioni di raccolta e stoccaggio ma non di trattamento finale. I rifiuti trattati abusivamente venivano, secondo il pm, trasportati con documentazione di accompagnamento (formulari d’identificazione del rifiuto) recante l’indicazione fraudolenta di un’autorizzazione di fatto inefficace. Le indagini hanno permesso di quantificare il traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi in 3.000 tonnellate circa nell’arco temporale compreso tra luglio 2007 ed agosto 2008, per un illecito profitto stimato circa un milione e mezzo di euro. Nell’indagine è emerso inoltre che la societá avrebbe perpetrato innumerevoli episodi di truffa e falso ai danni di diversi enti.