Stralcio dello Statuto della Fondazione Costa d´Amalfi Onlus

0

 


           


TITOLO I – DENOMINAZIONE E SEDE


 


Art. 1 – Natura, denominazione sede


 


La Fondazione è un soggetto giuridico privato, dotato di autonomia statutaria, finanziaria e gestionale, ed è una ONLUS.


La Fondazione può accogliere nel suo interno, tutte le istituzioni pubbliche, le altre Fondazioni, le Onlus ed i soggetti privati fondatori. .


La Fondazione può operare con tutte le realtà non ONLUS in sinergia tramite convenzioni o con protocolli d’intesa operative.


La Fondazione ha nella sua territorialità un fondamento della sua azione, nello spirito di autonomia periferica gestionale verso la quale il nostro paese sta andando con il federalismo fiscale ed operativo. .


Attingere alle proprie forze, se può apparire riduttivo nel breve periodo, diventa formativo nel lungo periodo ed il miglioramento formativo gestionale periferico non può che rendere un servizio al paese.


Gli Enti Pubblici e privati, le associazioni ed i singoli cittadini che ne fanno parte devono avere come impianto giuridico e fiscale quello  delle ONLUS.


 


Art. 2 – Sede


 


Nella definizione organizzativa della sua operatività non c’è nessuna preclusione per sedi operative, purché funzionanti ed ergonomiche, magari consedenti con associazioni aderenti localmente alla Fondazione, dove le attività sono premianti  nel settore Onlus.


Un discorso a parte per le sedi secondarie; l’utilizzo di sedi va visto come possibilità anche di operare congiuntamente ad altre realtà; questo sistema crea rete e non comporta aumento di costi gestionali.


 


TITOLO II – SCOPI E MEZZI


 


Art. 3 – Finalità


 


La Fondazione ha le seguenti finalità:


 


a) la promozione del volontariato, ma sopratutto la realizzazione di momenti formativi – siano essi di base che specialistici – è una scelta strategica per la Fondazione, perché solo con una formazione completa il mondo del volontariato, nelle sue peculiarità, può trovare una collocazione sociale ed una valenza.


Una volta per tutte occorre un’azione congiunta di tutti affinché le iniziative che si svolgeranno in Costa d’Amalfi vedano i propri abitanti compartecipi ed attori di alcuni processi. Noi tutti sappiamo che il volontariato può e deve rappresentare un momento di crescita culturale di un territorio e soprattutto un grande momento di aggregazione fra persone, enti ed associazioni.


Il volontariato non deve sostituirsi alle Istituzioni, né deve neanche lontanamente pensare di porsi in una cultura di sudditanza, vero dramma di alcune associazioni di volontariato al sud. Il volontariato è la libertà di fare per gli altri, è gioia di sentirsi utili e soprattutto per molti ragazzi è un grande momento di crescita civile e sociale di una società. Non sempre qualcuno nelle Istituzioni comprende il mondo del volontariato che, infatti, non è e non deve essere la panacea per la risoluzione di alcuni problemi ma, se gestito in piena autonomia e rispetto reciproco, contribuisce certamente al bene comune. La Fondazione ha tra gli scopi prioritari far crescere il mondo del volontariato che non deve chiudersi, come spesso succede, bensì   deve essere vissuto con gioia e positività.


Un volontario non può e non deve rassegnarsi ma deve attivarsi nei limiti delle sue competenze e del suo servizio a cercare di risolvere alcuni problemi nel suo piccolo, e deve anche sensibilizzare gli organi competenti ad una maggiore attenzione ai problemi della gente;


 


b) la cultura dell’assistenza che dovrà, nel futuro, trovare nuove forme di operatività, gestione, ed una rete sul territorio che tenga conto delle peculiarità proprie di ogni associazione in modo da dare risposte esaustive ai bisogni della popolazione affinché nessuno debba sentirsi solo od incapace di dare risposte ai bisogni altrui.


In un sistema complesso ognuno può e deve fare la propria parte e la gestione del tempo per gli altri deve essere reciproca e compatibile;


 


c) pensare che nel futuro il turismo sia mero appannaggio di una fascia della popolazione di nicchia, significa non capire i processi storici nei quali l’economia si troverà a competere. Turismo sociale non significa turismo approssimativo o non economico, bensì turismo che tenga conto delle fasce sociali di una società che a volte vede in modo alternato momenti di crescita e di crisi economica.


Turismo sociale significa consentire ai meno fortunati di poter usufruire di opportunità di movimento e significa anche capire che il turismo come conoscenza del territorio e spazio di vivibilità può essere anche una risposta economica strutturale alle strutture già esistenti.


Turismo solidale significa anche accogliere nelle proprie strutture persone con difficoltà, creando per loro strutture compatibili e funzionali, e quindi considerare  il “diversamente” non come un problema ma come una capacità di accoglienza da parte del territorio;


 


d) rendere fruibile un bene o un sito, facente parte del patrimonio della Fondazione, consente al pubblico di avere spazi di incontro e creazione di momenti di confronto e crescita, salvaguardandone comunque la migliore conservazione e gestione oculata;


 


e) la scelta di fare rete nasce da una esigenza di creare sinergie in un mondo quale è quello del volontariato che per dare risposte sempre più complesse ai bisogni delle persone ha necessità di maggiori eterogeneità e professionalità che non possono essere patrimonio di singole associazioni; la rete poi consente risultati migliori e abitua le singole associazioni ad un gioco di squadra.


Altro elemento importante è il voler operare anche fuori ambito territoriale. Voler restringere, infatti, l’operatività territoriale di una Fondazione significa non capire la funzionalità della rete; identificazione territoriale operativa ma grande apertura operativa e