Primario suicida in ospedale: è giallo

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NAPOLI Il primario del reparto di chirurgia oncologica dell’ospedale Cardarelli, Salvatore Franzese, si è ucciso ieri nella sua stanza all’interno del nosocomio napoletano. Un suicidio che ha scosso profondamente la città, perché Franzese, sessant’anni appena compiuti, sposato e padre di tre figlie, era un medico molto noto e stimato. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato da alcuni colleghi, che per entrare nella stanza hanno dovuto sfondare la porta chiusa a chiave. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri dopo aver ascoltato le prime testimonianze, Salvatore Franzese ieri mattina era arrivato regolarmente in ospedale e aveva trascorso una normale giornata di lavoro. Era stato a lungo in sala operatoria e, nel pomeriggio, aveva fatto il consueto giro nel reparto, per controllare i pazienti ricoverati. Insomma, un giorno che sembrava uguale a tanti altri. Nulla di anormale nemmeno nel fatto che a un certo punto si fosse chiuso in stanza: lo faceva spesso. Questa volta, però, i suoi colleghi si sono insospettiti perché lì dentro stava passando più tempo del solito.

Un’ora, forse due, e da dietro la porta chiusa nessun messaggio, nessun segnale. Così, attorno alle 18, alcuni medici del reparto hanno bussato e poi telefonato per cercare di rintracciare il primario, credendo che si fosse allontanato dall’ospedale. Invece il telefono squillava a vuoto e di lui non c’era traccia. È stato a quel punto che i colleghi, assieme alla moglie e ad alcuni infermieri hanno chiesto di forzare la porta. Lo spettacolo che si sono trovati davanti li ha scioccati. Franzese era a terra, già cadavere, e stringeva ancora in mano una siringa. Hanno cercato di rianimarlo, ma si sono immediatamente resi conto che non c’era più nulla da fare.





Sarà l’autopsia a stabilire le cause effettive del decesso, ma dai primi accertamenti sembra chiaro che il medico si è ucciso con un’iniezione letale. Che cosa lo abbia spinto a un gesto così tragico per ora è impossibile saperlo. Nelle ore immediatamente successive alla scoperta del corpo non sono emerse lettere né messaggi che possano spiegare il perché del suicidio. Intanto il reparto di chirurgia oncologica del Cardarelli è diventato un inferno. Secondo il racconto di alcuni testimoni, i medici e gli infermieri hanno cercato di tenere i pazienti all’oscuro della tragedia, ma la voce è trapelata e ci sono state scene di disperazione tra molti dei ricoverati, che si fidavano di Franzese e avevano affidato a lui le speranze di guarire da gravissime malattie.


dalcorriere.it                        inserito da Michele De Lucia


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