SALERNO, SCANDALO RIFIUTI. INDAGATI IN COSTIERA AMALFITANA, POSITANO, TRAMONTI

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Truffa per traffico illecito di rifiuti speciali. Quattro persone agli arresti domiciliari; obbligo di presentazione alla pg per 11 dipendenti (autisti, operai ed impiegati), per 2 dipendenti del Consorzio comuni bacino Sa/2 ed un dipendente della coop “Il leccio”; misura interdittiva per tre impiegati presso i comuni di Albanella, Vietri sul mare e Tramonti indagati anche a Positano e Scala in Costiera Amalfitana, come riportano gli stessi atti, sequestro preventivo dell’intera area aziendale con relative attrezzature e 3 autocarri, il tutto per un valore di 8 milioni di euro; indagate altre 6 persone impiegate presso i comuni di Acerno, Positano e Scala per i reati di truffa aggravata ai danni di enti pubblici e falso. Sono questi i numeri del blitz “Resa” dei carabinieri del Noe di Salerno che hanno così stroncato un presunto traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi. • I provvedimenti cautelari – emessi dal gip del tribunale di Salerno, Vincenzo Di Florio, su richiesta dal pm Angelo Frattini – hanno colpito Giorgio Ruggiero, Raffaele Rinaldi, Marco Ugatti ed Erasmo Venosi, rispettivamente amministratore, direttore generale, direttore tecnico e capo del personale della Aser spa di Pontecagnano Faiano. • Secondo il Noe di Salerno, guidato dal comandante Recchimuzzi, dietro l’affaire c’era una vera e propria organizzazione dedita al trattamento illecito di rifiuti speciali pericolosi, costituiti per lo più da “beni durevoli” provenienti dalla raccolta differenziata di numerosi comuni della provincia di Salerno. Al centro dell’inchiesta la Aser spa, societá mista a maggioranza di capitale pubblico autorizzata ad effettuare le operazioni di raccolta e stoccaggio ma non di trattamento finale. I rifiuti trattati abusivamente venivano, secondo il pm, trasportati con documentazione di accompagnamento (formulari d’identificazione del rifiuto) recante l’indicazione fraudolenta di un’autorizzazione di fatto inefficace. Le indagini hanno permesso di quantificare il traffico illecito di rifiuti speciali pericolosi in 3.000 tonnellate circa nell’arco temporale compreso tra luglio 2007 ed agosto 2008, per un illecito profitto stimato circa un milione e mezzo di euro. Nell’indagine è emerso inoltre che la societá – compartecipata per il 51% dal Consorzio comuni bacino Sa/2 – nella effettuazione delle operazioni di raccolta, trasporto e trattamento di rifiuti speciali del tipo “ingombranti” e “beni durevoli” in numerosi comuni della provincia di Salerno e Napoli, avrebbe perpetrato innumerevoli episodi di truffa e falso ai danni degli stessi enti. Le operazioni di truffa, secondo l’accusa, sarebbero state consumate all’interno dello stesso impianto della societá, giocando sulla maggiorazione del peso dei rifiuti in ingresso all’impianto. E questo attraverso diversi espedienti. In particolare, gli accorgimenti adottati – durante le operazioni di pesa – consistevano nell’eseguire anomali posizionamenti degli autocarri utilizzati per il trasporto dei rifiuti, facendo così risultare anche l’ulteriore peso di un carrello elevatore o sommando le quantitá di distinte tipologie di rifiuti raccolti anziché pesarle separatamente. Le truffe, secondo il Noe, hanno avuto riscontro documentale e di sopralluogo – eseguito presso i comuni produttori dei rifiuti – e da intercettazioni telefoniche. Le investigazioni hanno consentito così di individuare in soli due mesi di controllo 31 operazioni illecite, per le quali è stato quantificato un ingiusto profitto ai danni di enti pubblici pari a 20mila euro che, cifra che proiettata in un arco temporale di un anno supera i 100mila euro. Al termine delle indagini il pm Frattini ha avanzato al gip le richieste di custodia cautelare. Ieri il blitz, con la notifica dei provvedimenti del giudice. Trattavano rifiuti speciali pericolosi senza averne l’autorizzazione. E non solo. Per la Procura di Salerno i vertici della società Aser spa di Pontecagnano Faiano, partecipata al 51% dal consorzio di bacino Sa2, avevano messo su un’associazione a delinquere e, «con la complicità di alcuni dipendenti dei Comuni con cui la società era convenzionata», truffavano gli enti comunali, falsificando il peso dei rifiuti «al fine di ottenere maggiori introiti». Finiscono agli arresti domiciliari, con le accuse di associazione a delinquere, truffa aggravata e falso in atto pubblico e privato, Giorgio Ruggiero, rappresentante legale della società, Raffaele Rinaldi, direttore generale, Marco Ugatti, direttore tecnico, e Erasmo Venosi, responsabile logistico e del personale. L’inchiesta coordinata dal pm del Tribunale di Salerno, Angelo Frattini, coinvolge anche nove dipendenti comunali (Alfredo Porcelli di Vietri, Pietro Capezzoli di Albanella, Ciro Vece, Donato Freda, Federico Cardinale e Donato De Rosa di Acerno, Antonio Taiani di Tramonti, Salvatore Mastro di Positano e Silvio Mansi di Scala), tre interdetti dai pubblici uffici per due mesi, ad Albanella, Vietri sul mare e Tramonti, e 14 dipendenti della spa.


LA NOTA DIFENSIVA DELL’ASER








In ordine ai provvedimenti di sequestro preventivo dell’impianto industriale della società Aser SpA ed all’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di quattro persone per presunto “traffico di rifiuti speciali pericolosi”, il CdA dell’Aser Spa sottolinea quanto segue:

Le notizie riportate da alcuni organi di stampa non sono corrispondenti alla reale natura dell’indagine in corso, e rischiano di ingenerare confusione sui fatti oggetti di indagine e sulla reale portata delle contestazioni effettuate dagli organi inquirenti.


In primo luogo, la tipologia dei “rifiuti speciali pericolosi” a cui si riferisce l’indagine consiste prevalentemente in “frigoriferi e monitor tv e di personal computer”, raccolti e trattati dalla società su regolare autorizzazione del Commissariato Rifiuti n° 63 dell’11/07/2003, sull’autorizzazione regionale n° 92 del 20/06/2007 nonché sul decreto dirigenziale di G.R. n°09 del 13/01/2009 con il quale, contrariamente a quanto affermato negli atti di indagine, si specifica che l’ASER SPA non è soggetta a V.I.A. (valutazione di impatto ambientale).


Parte importante dell’indagine ruota pertanto su una interpretazione sulla sufficienza delle autorizzazioni rilasciate all’Aser SpA per l’esercizio di parte delle attività esercitate, di cui allo stato si prende atto, che si rispetta ma non si condivide. Invero, il Commissario di Governo con la ordinanza n°63 dell’11/07/2003 ha testualmente disposto “di autorizzare la società Aser SpA allo stoccaggio dei beni durevoli, ed il trattamento dei rifiuti di apparecchi domestici, apparecchiature e macchinari, post consumo contenenti sostanze lesive dell’ozono stratosferico o HFC (lavatrici, frigoriferi, cucine, sia contenenti CFC sia privi). L’efficacia della presente autorizzazione ha validità sino al conseguimento della definitiva autorizzazione regionale”.


Inoltre, il presunto illecito provento realizzato con le condotte di truffa e falso ipotizzate e contestate, è pari, così come si legge negli atti giudiziari, ad € 15.000,00 relativo all’arco di due mesi – febbraio, aprile 2008 – e non certo ad € 2.500.000,00, come riportato da taluni organi si stampa. È bene che tali circostanze – relative alle effettive contestazioni di cui agli all’indagine – siano messe in rilievo onde evitare che fatti – sia pur gravi e comunque da accertare, siano riportati alla loro reale entità e proporzione.


In virtù della piena fiducia nell’operato delle autorità inquirenti, fermo restando che laddove vengano ravvisate e provate responsabilità personali individuali esse debbano essere perseguite, si invita ad una sollecita e spedita conclusione degli accertamenti relativi all’indagine, che consentano l’immediato dissequestro dell’impianto Aser SpA sia in relazione alla tutela dei posti di lavoro di ben 34 famiglie che al regolare svolgimento delle attività inerenti il ciclo dei rifiuti, che rischiano un notevole rallentamento e la paralisi in relazione alla tipologia dei servizi effettuati – gran parte dei quali non sono relativi ai servizi oggetto di indagine – e nonostante non vi sia alcuna ragionevole esigenza cautelare di blocco degli impianti stessi.


In tal senso, l’Aser SpA ha già dato mandato al proprio legale di fiducia Avv. Silverio Sica di proporre immediata istanza di dissequestro dello stesso, onde consentire la regolare ripresa delle attività aziendali.