Lo smantellamento dei beni culturali in campania. Lettera al Corriere del mezzogiorno.

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Gentile direttore,


 


I Beni Culturali gestiti dalla Regione Campania! Aiuto!!! Si sono complimentati tutti per questa che definisco una scelta sicuramente grave e avventata, aberrante   per i destini futuri del nostro patrimonio culturale, una scelta che andrà sicuramente verso  lo smantellamento dei  siti,  dei complessi e delle aree archeologiche, smatellamento strutturale ed organizzativo, senza voler scendere nelle scelte culturali vere e proprie: restauro e conservazione. Giuseppe Galasso che ha visto in quest’ accordo siglato Bondi-Bassolino, il riscatto dell’immagine della Campania, da ciò che è stata la gestione dei rifiuti. Io invece preoccupato mi chiedo: se abbiamo avuto e abbiamo tuttora la monnezza per strada, se il sistema trasporti pubblici è allo sfascio insieme a quello sanitario, perché i Beni Culturali dovrebbero andare meglio? Queste sono operazioni vergognose di facciata che si giocano sempre sul patrimonio pubblico. Una operazione che l’assessore Velardi stava preparando da tempo, nel suo discutibile disegno di una privatizzazione e spettacolarizzazione del patrimonio archeologico. Perché non si dice che si vuole dare spazio alla  Scabec,  la Società Campana per i Beni culturali, costituita nel 2003 dalla Regione Campania con lo scopo di “valorizzare il sistema dei Beni e delle Attività Culturali quale fattore dello sviluppo della Regione Campania” (sic!), e che è divenuta una S.P.A. a capitale misto pubblico-privato: 51% Regione Campania, 49% formato da un pull di aziende specializzate nei diversi settori della filiera dei beni culturali, dai servizi di accoglienza, alla promozione, ai restauri? Questa delle società miste è una conusuetudine che ormai il “sistema politico” regionale ha adottato per mantenere un controllo clientelare pressocchè assoluto su ogni settore della vita pubblica. Quali saranno le figure professionali competenti che la Regione Campania metterà in campo per la govenace di questo settore così delicato? Chi sono i suoi storici dell’arte, i suoi architetti, i suoi archeologi i suoi Sovrintendenti? Entro i prossimi 15 giorni sara’ costituito un comitato di sei membri, di cui tre nominati dal Ministero e tre dalla Regione, che avra’ il compito di curare l’attuazione dell’accordo. Questo organo, che, si è detto, operera’ senza alcun costo aggiuntivo, dovrà anche svolgere un ruolo di progettazione, studio e di fund raising per il finanziamento dei vari progetti e sarà presieduto a rotazione a rotazione dal direttore regionale Beni Culturali architetto Pio Baldi e dal coordinatore dell’area turismo e beni culturali della Regione Campania, Ilva Pizzorno. Le  uniche voci appena discordanti sono state quella di Nicola Spinosa che, pur plaudendo l’accordo, si preoccupava che le Certose o i siti archeologici non diventassero sedi di Piedigrotte ed esposizioni di salami o gastronomia tipica e la Uil dei Beni culturali, che ha sottolineato che l’intesa «viola l’obbligo costituzionale perchè il ministero, aggirando tutte le norme del codice dei beni culturali, non ne garantisce la Tutela>> e perché teme – giustamente- che questo comitato affiderà tutti gli incarichi alla Scabec. Io voglio sottolineare la gravità dell’accordo, che già nelle premesse manifesta l’unica e vera finalità: far fare soldi a cavallette ingorde che niente sanno di conservazione e manutenzione di ciò che una volta si chiamava patrimonio culturale.


 


Franco Cuomo