Napoli. Teatro Il Primo. Arnolfo Petri. Madame B.

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Da Giovedì 5, alle ore 21.00, a Domenica 8 Marzo 2009


(orario spettacoli: venerdi e sabato ore 21, Domenica ore 18)  


al TEATRO IL PRIMO Via del Capricorno, 4 Colli Aminei, Napoli


ARNOLFO PETRI


in “MADAME B”


di ARNOLFO PETRI


con FEDERICA BONAVOLONTA’, PEPPE CAROSELLA, SIMONA DI MAIO, GIAMPIERO MIRRA, SARA MISSAGLIA, DARIO TUCCI, MARCO APOLLONI, VALERIA DI MOTERO, GIULIANA LOPERTO, DALAL SULEIMAN


Scene ARMANDO ALOVISI
Costumi ALESSANDRA GAUDIOSO
Musiche MARCO MUSSOMELI
Assistente alla Regia ANGELA SALES
Videoproiezioni ANTONIO SICILIANO
Grafica ANTONIO PESACANE
Coreografie GIULIANA LOPERTO 


Regia ARNOLFO PETRI


 


 


La drammaturgia di Arnolfo Petri è interessante, polivalente e fortemente aspra.


 


Da una scheda di lancio, riportiamo: “Cosa nasconderà mai nel suo sguardo freddo ed enigmatico Sheyda Bekhtavar, meglio nota al pubblico come Madame B, una cantante lirica mediorientale che sembra celare nei suoi silenzi le tracce di un oscuro passato? E cosa sconvolge la mente di Simon Cross, quando i suoi occhi incontrano quello “specchio deformante” che sono gli occhi di Sheyda? Questi ed altri gli interrogativi di “Madame B”, la nuova drammaturgia di Arnolfo Petri, dove erotismo e noir, dramma e commedia surreale, thriller fanta-politico e dramma psicologico si mescolano in uno stridente e contrastante mix.


Siamo a Londra, nel 1998, alla vigilia di quella stagione di terrore, che avrà il suo tragico inizio l’11 settembre del 2001. Simon Cross, rampante diplomatico americano, una sera, assiste ad una rappresentazione della Madame Butterfly, eseguita da un affascinante quanto ambiguo soprano musulmano, Madame B. Nelle mente di Simon, annoiato da una vita di routine e da una moglie arida e prevedibile, l’incontro con Madame B scatena un universo bruciante, forse da sempre nascosto sotto la sua pelle. Sullo sfondo lo scontro-incontro Islam/Occidente, che non è solo scontro di culture, ma soprattutto di potere, di diritti calpestati, di contrasti insanabili, di logiche economiche. Per un muro che crolla, un altro muro che si erge. In un finale assolutamente sconvolgente, tra fantasmi del passato che ritornano e irrisolti edipi ancestrali, Simon battezza la nascita del suo nuovo “IO” attraverso l’esecuzione del suo vecchio essere. Quasi come se un ponte saldasse l’Islam al vecchio occidente, così Simon percorre questa distanza annullando se stesso.”


 


Da vedere per comprendere tutte le ragioni di un dissenso fantasmatico e per afferrare le soluzioni a favore di una conquista personalizzata della vita.



Maurizio Vitiello