COSTIERA AMALFITANA DISASTRO ANNUNCIATO ECCO DI CHI SONO LE COLPE

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COSTIERA AMALFITANA DISASTRO ANNUNCIATO ECCO DI CHI SONO LE COLPE. ECCO LE NOSTRE PROPOSTE.


Dal presidente del Consorzio di Tutela Limone Costa d´ Amalfi Marco Aceto riceviamo e pubblichiamo

Siamo ormai alle solite, ogni inverno, negli ultimi anni, sin dalle prime piogge i nostri contadini e i nostri concittadini si affacciano alle proprie finestre, con sguardo pauroso e timoroso volgendo i propri sguardi verso le colline, e non verso il mare. Non certo ad ammirare il panorama incantevole della tanta decantata (dai turisti) “Divina Costiera amalfitana”, ma per costatare che non sia crollata una macera, un muro di una strada, un costone di montagna, un vecchio casolare o una cantina abbandonata. Questo è quanto accaduto di questi tempi; non esiste un fondo agricolo colpito da cedimenti di intere piazzole coltivate o abbandonate, non esiste un solo contadino che ci chiama tutti i giorni per chiederci: ma cosa dobbiamo fare, chi ci deve aiutare? Si, è proprio così, cari Signori impiegati negli uffici pubblici e/o privati, che ormai superate di gran lunga, come numero di addetti, gli impiegati nelle campagne agricole. Si, è proprio così, cari Signori commercianti di agrumi (spesso di provenienza da altre zone d’Italia), che preferite non mettere il nome e cognome sui vostri prodotti confezionati per non essere controllati e per non pagare le certificazioni dovute. Si, è proprio così, cari Signori produttori di limoncello, pasticceri, ristoratori, albergatori, ceramisti, gelatai, enoteche e quante altre attività commerciali che vendono l’immagine “prodotta” da questi infaticabili coltivatori. E’ proprio così, cari ambientalisti, che continuate a battervi o sbattervi ciecamente contro l’abusivismo edilizio avocandolo ad unico male che porterà alla devastazione ambientale in Costiera Amalfitana. A tal proposito cito l’articolo posto su ECostiera .it “ basta fare uno screening di ciò che è accaduto in questi giorni lungo la Costa, e rendersi conto di come nella maggior parte dei casi i crolli sono dovuti al peso eccessivo di costruzioni abusive che nel corso degli anni sono state realizzate” !!!???? Ma cari signori conoscete veramente il nostro territorio? Saremo mica noi i più grandi abusivisti della Costiera Amalfitana? Quelli che hanno costruito il Fuenti o il mostro di Erchie per citare due “piccoli” per così dire esempi. O costruire e ripristinare una macera di contenimento e coltivarla, o costruire un piccolo locale per il ricovero degli attrezzi agricoli, o ristrutturare la propria cantina e la propria abitazione per voi è un abuso edilizio? E’ proprio così cari giornalisti che, seguendo la moda dell’audience di reality come Grande Fratello o X-factor, giustamente preferite pubblicare notizie di gossip o notizie politiche a secondo delle vostre amicizie, invece di dare il giusto spazio a notizie di proposte, confronti, dialoghi, dibattiti e iniziative portate dai veri attori del turismo in Costiera, e in altre parole dai contadini o meglio dagli ambienticoltori, e di quanti, da diversi anni, portano avanti discorsi di associazionismo, scambiato, per fortuna da pochi ottusi (politici e imprenditori), per azioni volte a interessi personali. Magari chiediamoci: di chi è la vera colpa di tutto quanto sta accadendo e annunciato più volte da noi. Una Costiera Amalfitana fatta di personalismi, di sterile campanilismo, che non è mai stata capace da quaranta anni a questa parte di contare a livello politico Provinciale, Regionale e Nazionale, che ad oggi non ha più una Comunità Montana e che ha un Ente Parco commissariato. Una Costiera Amalfitana dove non esistono più le Organizzazioni Professionali (Coldiretti, Cia e Confagricoltura), dove nei Comuni non esistono Assessorati all’Agricoltura, ma fioriscono dicasteri dediti al Turismo senza programmazione e uffici tecnici sempre più sovraffollati, nell’intento di sanare pratiche ormai presentate nel 1985. Dove non esistono più veri imprenditori agricoli, dove non esistono cooperative Agricole e, forse, da qui a poco non esisterà nemmeno più l’agricoltura. Eppure, abbiamo una ricchezza di prodotti tipici, spesso con riconoscimenti Europei, che sono osannati in tutta Italia e nel mondo. Non esiste una televisione, un quotidiano o una rivista italiana o estera che ha scritto o trasmesso un programma o un redazionale sui nostri luoghi e sulle nostre eccellenze enogastronomiche. Numerosi registi, maestri di musica, poeti e tanti personaggi famosi, scelgono i nostri luoghi, definiti paradisiaci, per poter realizzare film, suonare concerti o scrivere poesie: è stato sempre così da decenni, se non secoli. Ma puntualmente, all’atto pratico, non li sappiamo offrire ai turisti che affollano i nostri lidi, spesso proponendo loro prodotti di provenienza esterna a basso costo e di dubbia qualità. E come vogliamo premiare quanti lavorano 365 giorni al freddo o al caldo, sotto la pioggia o nell’afa, per poter raccogliere i frutti del loro lavoro una sola volta all’anno, e poter vivere dignitosamente con il loro ricavato, e allo stesso tempo mantenere i propri fondi in piena efficienza? Sono dei pazzi o sono eroi? Cito l’articolo apparso sul Corriere del Mezzogiorno il 29 Gennaio “la natura però su questo non fa sconti e spesso ci ricorda quali sono le priorità”. E di qui i numerosissimi crolli di questi giorni e quanti altri ne verranno, ahimé triste profeta, quando termineranno le piogge e i terreni sorretti dalle “macerine”, ormai gonfie, si asciugheranno con i primi calori, e provocheranno il collasso temuto. Ecco il mio appello alle istituzioni, poiché per l’ennesima volta non ci hanno permesso di accedere ai finanziamenti Europei né a quelli statali: – Per i Consiglieri Comunali della Costiera Amalfitana: Creiamo insieme una associazione di tutti Comuni, snella e composta da amministratori capaci che dedicano tempo, spogliati di personalismi e bramosie di potere, a quanti hanno a cuore le sorti della nostra amata terra, tenendo ben presenti i nostri problemi, che nella realtà sono di tutti i cittadini della Costa, e dando il giusto ascolto a quanti dedicano il loro tempo libero alla ricerca di soluzioni condivisibili nel solo interesse di tutti. – Per la Regione Campania e per la Provincia di Salerno: Abbiamo lottato per far introdurre, come lo è stato, una misura nel P.S.R. (Piano di Sviluppo Rurale) 2007-2013 (la numero 216) che è dedicata agli investimenti non produttivi e nello specifico al ripristino e ampliamento di muretti a secco, terrazzature e ciglionamenti esistenti con obbiettivi di: Consolidamento e sviluppo della qualità della produzione agricola e forestale, Conservazione della biodiversità e tutela e diffusione di sistemi agro-forestali ad alto valore naturale, Tutela del territorio. Questa misura risulta essere svincolata da calcoli di reddito agricolo o di produzione lorda vendibile da dimostrare a carico dei contadini , è accessibile da tutti, e l’intensità dell’aiuto in conto capitale (a fondo perduto) può essere concessa fino alla concorrenza del 100% della spesa ammissibile e dimostrata. Tale misura, che ad oggi la Regione non ha messo a bando, ha un grave handicap: Nel calcolo a metro cubo del costo della realizzazione dei muretti, saranno adottati i prezzi del Prezzario Regionale, alquanto iniqui e inapplicabili sui nostri territori. Ciò è dovuto alla conformazione orografica degli stessi, alla mancanza di infrastrutture a servizio dei fondi in stragrande maggioranza inaccessibili a mezzi meccanici e al fatto che, per ricostruire una macera crollata, vi occorre impiegare il doppio quantitativo di pietrame effettivamente crollato. Pertanto chiedo, anzi chiediamo: Di attivare il bando di questa misura (216) in tempi brevissimi e di prendere in considerazione il nostro computo metrico, redatto dai nostri agronomi, che meglio specificano il conteggio delle spese occorrenti al ripristino e alla ricostruzione dei muretti. Allo stesso tempo di attivare un tavolo di concertazione per giungere alla stesura e applicazione del P.I.F. (Piano Integrato di Filiera) Costiera Amalfitana – Limone Sfusato Amalfitano. – Per il Governo, due appelli: 1) Visto che attualmente nel concentrarsi su misure di salvaguardia del mercato delle automobili (bene mobile), si trascura in modo evidente il settore primario, vero volano del Made in Italy Agroalimentare; poniamo alla vostra attenzione che esiste in discussione alla Camera dei Deputati, presso la Commissione Agricoltura, una Proposta di Legge, per la verità presentata ormai per la terza volta (4 legislazioni Prodi-Berlusconi-Prodi-Berlusconi) così definito: Disposizioni in materia di interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia degli agrumeti caratteristici del territorio insulare e delle fasce costiere di particolare pregio paesaggistico e a rischio di dissesto idrogeologico; tale proposta è stata presentata da più di trenta parlamentari, di destra e di sinistra, e ha raccolto in un unico testo ben 5 iniziative parlamentari ( n° C209-C1140-C1153-C1736-C2021). Essa definisce una serie di interventi con contributo in conto capitale (a fondo perduto) ai proprietari o ai conduttori a qualsiasi titolo di agrumeti ricadenti nei comuni definiti dalla Legge, di € 10,00 a pianta di agrumi per tre anni, e di € 100,00 a pianta di agrumi per tre anni per il ripristino di giardini abbandonati. Ed inoltre prevede un articolo dedicato ai Consorzi di tutela, riconosciuti dal Mi.P.A.A.F., che dovranno predisporre un progetto volto a: a) ampliare le aree di produzione tutelata di qualità; b) individuare interventi che consentano di migliorare la resa produttiva, anche mediante il miglioramento dei sistemi di irrigazione e di raccolta delle acque; c) favorire la stipula di convenzioni o forme di affitto convenzionato, in particolare per gli agrumeti abbandonati dei quali i proprietari o i conduttori a qualsiasi titolo non intendano proseguire o riavviare l’attività colturale. Ebbene giacché nella precedente legislazione (Governo Prodi) tale iniziativa aveva superato l’iter di ben otto Commissioni Parlamentari, visto che nel Luglio di due anni fa una delegazione della Commissione Agricoltura Camera dei Deputati scelse i nostri territori a titolo di esempio, compiendo un ampio sopralluogo, visto che tale proposta era in dirittura di arrivo, chiediamo a tutti i politici, di destra e di sinistra, di impegnarsi al solo fine di dimostrare, una volta e per tutte, che il loro compito è quello di mettersi al servizio dei cittadini che essi rappresentano, e quindi di accelerare le consultazioni, visto anche che, cosa rara, ci si ritrova tutti d’accordo. 2) Esistono sui versanti collinari, prospicienti al mare e nelle zone interne, della costiera amalfitana, diversi opifici, numerose casette, in posizioni spesso diroccate; immobili che una volta erano adibiti a cantine, depositi di attrezzi etc, oggi del tutto abbandonate e a rischio di crollo. Tali strutture con un’apposita azione legislativa incentivata potrebbero essere ripristinate con idonei servizi infrastrutturali (piste, sentieri o piccole stradine interpoderali) al solo fine di trasformarli (senza interventi di aumento di volume e/o superficie) in attività di ricezione extra-alberghiera, visto la cronica mancanza di posti letto, e la cronica mancanza di programmazione turistica volta al turismo enogastronomico e rurale, tanto in voga negli ultimi tempi. Tali interventi consentirebbero ai contadini ed ai proprietari terrieri di riavvicinarsi ai loro fondi, che, con i proventi ottenuti, otterrebbero una integrazione del loro reddito oggi uguale a zero, e, coltivando anche i giardini limitrofi a tali strutture, contribuirebbero alla tanto agognata custodia del territorio. Tengo a precisare che tutto quanto sopra esposto vi è stato illustrato a titolo del tutto personale, tenendo fuori della discussione il Consiglio di Amministrazione e gli associati del Consorzio di Tutela Limone Costa d’Amalfi I.G.P., di cui sono il Presidente, e ai quali, rimanendo all’attualità dei fatti, se non saranno presi gli impegni richiesti in tempi brevissimi, presenterò le mie dimissioni, chiedendo anche la restituzione alla Comunità Europea del riconoscimento della Indicazione Geografica Protetta “Limone Costa d’Amalfi I.G.P.”.

IN FEDE: Marco ACETO Via Salita Chiarito,5 84011 AMALFI (SA) Tel. 089 873211 cell. 347 1437979