DECRETO ANTI STUPRO E POLEMICHE, VIOLENZE SESSUALI ANCHE IN COSTIERA AMALFITANA

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Il decreto antistupri è stato approvato fra le polemiche, ma le violenze sessuali avvengono anche in Costiera Amalfitana. Il racconto a Positanonews di una ragazza di Amalfi. Il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità il decreto legge che contiene le norme antistupri, messo a punto dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. Il provvedimento, come annunciato, istituisce le ronde, a cui – più che i semplici cittadini – dovranno partecipare prevalentemente “ex agenti di polizia, dei carabinieri e delle forze armate: sono modifiche proposte da An e approvate da tutti”, come ha precisato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Dunque il decreto autorizza una versione cosiddetta “soft” delle ronde: i membri non devono essere armati, e devono agire in coordinamento col prefetto. Le violenze sessuali sembrano riguardare solo Roma o Napoli, invece a Positanonews, nel completo anonimato, parlano di violenze sessuali, o tentate violenze, anche ragazze della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana, a Sorrento come nella Amalfi Coast. “Molte non vogliono parlare, ma voglio che si sappia che certe cose succedono anche qui – dice una ragazza di Amalfi di 20 anni -, stavo a Maiori quando ho preso un passaggio per Atrani, si ferma un uomo sui settanta, credevo che mi conoscesse visto che si era fermato, ma subito comincia a mettermi le mani fra le gambe ed ero solo e terrorizzata. Insisteva sempra di più ed ero paralizzata dalla paura. Ho avuto la forza di urlare e mi ha fatto scendere a Minori. Da allora non mi fido più di nessuno. Ma ci sono anche persone che seguono le ragazze fino a scuola. La cosa assurda è che queste cose succedono nel primo pomeriggio all’uscita dalla scuola. Non si vuol parlare tanto e non vi è una vera e propria educazione nella divina, ma anche qui si verificano casi, per la maggior parte mai denunciati per non essere additati nei piccoli centri. Non solo si subisce una violenza, ma si viene indicati alla pubblica gogna. Chi ha subito diventa vittima due volte.” Resta comunque la gravità di questa misura, seppur giustificata dai gravi episodi di violenza alle donne, che il Vaticano ha definito “morte del diritto”. Dice La Russa: “Ci sarà un coinvolgimento rafforzato del Comitato provinciale sulla sicurezza”. Il modello, ha aggiunto Maroni, è quello dei City Angels, che già agiscono a Milano in sintonia con il Comune. “Sono volontari per la sicurezza, non ronde fai da te – ha detto il responsabile del Viminale – gli elenchi dei volontari verranno tenuti dalle Prefetture, il modello è quello dei volontari per i vigili del fuoco. Sarà data priorità alle forze dell’ordine in pensione. Devono essere persone che sanno quello che fanno”. Il dl prevede anche una strette contro chi chi è sospettato di violenze sessuali: vietati gli arresti domiciliari. In conferenza stampa, invece, Silvio Berlusconi ha ribadito, per l’ennesima volta, la necessità di ricorrere alla legislazione d’urgenza, contro quella che a suo giudizio è un eccessiva lentezza del Parlamento: “Voglio sottolineare – ha detto – che il governo può utilizzare la decretazione di urgenza a seguito del clamore suscitato dai recenti episodi. Voglio dire che rispetto al 2006-2007 i casi di stupro sono diminuiti del 10%”. Roma compresa. Un calo dovuto, secondo al presidente del Consiglio, “ai pattugliamenti fatti dai militari nelle nostre città”. Il premier ha proseguito spiegando che alcune norme sono state inserite oggi nel decreto perchè erano state “consegnate al Parlamento”: come lo stalking, ad esempio. “Ma i tempi che il Parlamento impiega per approvare queste norme si dichiarano da soli”. Perciò i decreti legge sono uno strumento “essenziale” affinchè “un governo possa intervenire tempestivamente, legiferando con norme che immediatamente siano applicabili e quindi possano consentire dei risultati nelle situazioni che si manifestano e che richiedono provvedimenti tempestivi”. E come annunciato, il decreto contiene anche la norma che allunga il periodo in cui gli immigrati clandestini possono essere trattenuti nei centri di identificazione: non più due, ma sei mesi. “Noi abbiamo anticipato nel decreto una norma già approvata dal Parlamento europeo per quanto riguarda l’asilo e i rimpatri”, ha commentato Maroni. Il ministro dell’Interno ha anche smentito contrasti col capo dello Stato, sul tema delle ronde. “Non c’è stato alcun veto del Quirinale – ha assicurato – ieri con Napolitano ho concordato questo testo, senza alcuna forzatura o obiezione”.  Positanonews pubblicherà tutti i casi di violenza mantenendo il più rigoroso riserbo, come d’altra parte è fatto obbligo per legge, ma combattendo l’omertà ed il riserbo che in questi casi colpiscono le donne vittime dell’abuso. Bisogna sfatare l’idea che le violenze avvengano, come nei film, negli angoli bui di notte. Anche in pieno giorno in strade illuminate e centrali vi potrebbe essere un episodio del genere e pur invitando a non chiudersi no possiamo esimerci dal mettere in guardia tutti.  Si pensava che la violenza carnale fosse un delitto legato a una società arcaica, maschilista, contadina. Qualcosa che apparteneva al passato, che sarebbe stato superato con l’educazione, la scolarizzazione, la modernità. Invece negli ultimi mesi il dramma dello stupro è tornato, purtroppo, d’attualità. Secondo alcuni anche per via dell’immigrazione e dell’arrivo in massa in Italia di persone che non hanno una cultura del rispetto della donna. In realtà le cose stanno un po’ diversamente, almeno secondo le statistiche: il 90 per cento delle violenze sessuali infatti è commesso da italiani e il 94 per cento avviene tra persone che si conoscono (fonte: Istat). Accanto al problema dell’immigrazione, dunque, ci sono altre cause: legate probabilmente a una subcultura della sopraffazione sul più debole che è riemersa proprio in questi mesi e che forse ha tra le sue declinazioni anche un fenomeno tutto diverso come le aggressioni ai senzatetto. Ad ogni modo, per affrontare la questione degli stupri si sono proposte in questi giorni molte ricette: c’è chi parla di aumentare le pene detentive, chi vorrebbe la castrazione chimica, chi propone di eliminare alcune garanzie (come il tribunale del riesame, gli arresti domiciliari, etc) a chi viene riconosciuto dall’aggredita come autore della violenza carnale.Secondo altri, è un problema che dovrebbe essere affrontato di nuovo a livello educativo, soprattutto nelle scuole e nelle famiglie, ma anche in televisione e su ogni altro mezzo di comunicazione.


Per combattere gli stupri non servono la castrazione chimica e le ronde. Ma processi rapidi, maggiori strumenti di difesa e più informazione

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