CASTELLAMMARE, MORTO UN OPERAIO FOLGORATO DUE GIORNI FA

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Vincenzo Vuolo non ce l’ha fatta. È morto l’operaio trentaduenne che lunedì pomeriggio fu folgorato, insieme con un collega che resta in gravi condizioni, da una scarica ad alto voltaggio. I due dipendenti della ditta Carpenfer di Roma stavano lavorando con la gru in un cantiere di via Schito quando il braccio meccanico ha tranciato i cavi dell’elettricità. Vuolo è morto dopo due giorni di agonia nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Le sue condizioni apparvero subito gravi, nella notte di ieri il decesso. L’operaio – che è nipote del titolare della ditta – lascia la moglie Brigida e un figlio di un anno. Vincenzo Vuolo era originario di Vico Equense, dove si trovano molti suoi familiari e amici, ma da tempo viveva a Castellammare nel rione Cicerone. Intanto si sono aggravate anche le condizioni di Giuseppe Di Martino, l’altro operaio di 44 anni coinvolto nell’incidente. I medici del Cardarelli sono preoccupati per l’evolversi del quadro clinico e delle conseguenze provocate sul suo corpo dalla scarica elettrica. Preoccupano in particolare le ustioni presenti su varie parti del corpo. Sull’incidente di via Schito intanto continuano le indagini della Procura di Torre Annunziata, mentre si moltiplicano gli attestati di solidarietà da parte di istituzioni, sindacati e politica. «Non fermeremo la nostra battaglia contro le morti bianche – afferma Vincenzo Sorrentino, membro della direzione nazionale dei Verdi – e nei prossimi giorni chiederemo alle due amministrazioni di intitolare una strada alla memoria di Vincenzo Vuolo». Il sindaco Salvatore Vozza, nell’esprimere cordoglio alla famiglia Vuolo ha ricordato che «l’obiettivo dell’amministrazione sarà, oltre che di onorare la memoria dei caduti sul lavoro, anche di incentivare i controlli perché nei cantieri vengano sempre rispettate le norme di sicurezza»

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