La Società Filosofica Italiana incontra Salerno

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Il gruppo dei filosofi salernitani, presieduti da Carmine Mottola inaugurerà il nuovo anno di attività venerdì 20 febbraio alle ore 17,30, presso l’aula magna del Liceo Statale “Regina Margherita”


 


 


La Società Filosofica Italiana sez.ne di Salerno, presieduta dal Professore Carmine Mottola, si apre alla città, con un incontro organizzativo nel corso del quale verranno rinnovate le cariche e illustrati i temi della programmazione del nuovo anno di attività. Venerdì 20 febbraio alle ore 17,30, si ripartirà dall’aula magna dello storico liceo “Regina Margherita”, che ha compiuto sessant’anni di attività, guidato da Michele Di Filippo, per porsi di fronte alle difficoltà di divulgare il discorso filosofico rendendo comprensibile al largo pubblico concetti che, altrimenti, resterebbero confinati a una ristretta cerchia di iniziati. La sezione salernitana della SFI opera ininterrottamente sul territorio sin dal 1993. La sua attività si è svolta mediante cicli di conferenze, dibattiti, seminari, corsi di formazione che hanno avuto sì quale campo privilegiato la filosofia, ma che hanno spaziato in settori ben più vasti. Attenzione e approfondimenti si sono avuti in campo politico, intorno alla tematizzazione dei rapporti tra Cristianesimo e modernità, sulla specificità del femminile, e ancora, intorno ai rapporti tra storia e storiografia. Sono stati realizzati interventi monografici su singole opere e sui pilastri della filosofia del ‘900 e si è indagato attorno ai rapporti tra musica, poesia e filosofia, attraverso manifestazioni spettacolari di alto livello. La bozza della programmazione 2009 è veramente intensa, si passerà dalla “Possibilità e fondamenti della filosofia pratica”, con l’illustrazione dei fondamenti teoretici della filosofia morale e quest’ultima quale indicazione per la prassi, a temi veramente caldi quali “La crisi del sistema capitalistico e tramonto della politica”, un convegno su “Lo status dell’insegnamento della filosofia nella scuola italiana”, un portrait di Albert Caraco sul tema il “Naufragio della speranza come naufragio dello spirito”, “L’esperienza della cura – il potere psichiatrico”, “Contro la comunicazione: comunicazione di massa e percezione dell’estetico nella società contemporanea”, e non per ultimi, ma certamente temi di maggiore comunicatività, i rapporti tra filosofia e musica attraverso il pensiero di Leibniz e le ragioni estetiche della musica di Johann Sebastian Bach, l’armonia delle sfere, “Nostos – itinerari della memoria Storia e memoria tra le carte della gente comune” e chiusura affidata all’elaborazione del dramma di Calderòn de la Barca “La vita è sogno”. Nel corso di questo percorso, che ci accompagnerà per l’intero anno, ci convinceremo che la filosofia non parla un linguaggio irreale, non si esprime attraverso simboli e metafore, generi e classi, ma manifesta direttamente la realtà. Cosa fa, in effetti, il filosofo? Cerca, e qualche volta trova, la parola più semplice (chiara e distinta, si diceva un tempo) per esprimere un concetto. Se qualche altro (fosse anche il divulgatore) ne trovasse una più semplice, più chiara e distinta, egli non avrebbe in realtà divulgato, ma avrebbe costruito una nuova e migliore filosofia: avrebbe cioè rappresentato la cosa in maniera più rigorosa, accessibile a tutti, più vicina all’universale.


Olga Chieffi