CRISI E RECESSIONE. NON SERVE A MOLTO LA RIDUZIONE DEI COSTI E DEI PREZZI

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La crisi e le enormi difficoltà in cui versa il commercio & artigianato in Penisola Sorrentina è ormai evidente. Ha tenuto bene solo l’alimentare rispecchiando il dato nazionale che evidenzia, nel periodo delle feste natalizie, una crescita del 5%. La crisi non è però spuntata come un fungo d’autunno. Sono anni che le avvisaglie di una brutta stagione del commercio stavano avanzando e nessuno ha giocato d’anticipo. Il sottoscritto, nel giugno dello scorso anno 2008, sempre su Agorà, dichiarava testualmente: <>. Quello che dissi è purtroppo esattamente lo specchio d’oggi. Leggo da più parti che il Governo cittadino – solamente oggi – invoca “spirito d’associazionismo” e “tavoli di concertazione”!! Tardivo intervento! Mi auguro solo che – oggi – abbiano concrete “proposte da fare”, che non si tratti “solo promettere”. Per contrastare questa crisi, che appare sempre più pericolosa è necessario adottare misure straordinarie ed efficaci. Non si può più aspettare. Oltre a valide iniziative “locali” occorre anche che anche il Governo nazionale attui una politica di “largo respiro” che dia uno stimolo ai consumi il più velocemente possibile. La ricetta è semplice. Occorre aumentare la capacità di spesa e la fiducia delle famiglie, occorre attuare interventi di sostegno per l’accesso al credito e la riduzione della pressione fiscale: in pratica più soldi netti in “busta paga”. Ai signori imprenditori mi permetto di “consigliare” che, proprio nei momenti di criticità, bisogna giocarsi la “partita del crescere”. In economia serve sì la “riduzione dei costi” e serve sì la “riduzione dei prezzi”, ma occorre anche “giocare la partita” anticrisi con l’innovazione, con gli investimenti e con la qualità. Nei momenti di “crisi” possono svilupparsi e rendersi concreti “processi involutivi” (miglioramenti) che in condizioni di normalità non vengono fuori soprattutto in situazioni socioeconomiche come la Penisola Sorrentina, dove i cambiamenti sono sempre vissuti come traumi. Potrei dare anche suggerimenti e fare proposte ma non è questo il contesto giusto. A Sorrento poi c’è stata anche una politica completamente sbagliata nelle scelte commerciali e nelle iniziative collaterali (facciamo attenzione al Bilancio Comunale, non vorrei assistere ad un’aumento “delle tasse” cittadine” per colmare i “buchi” di scelte sbagliate) che avrebbero dovuto creare sviluppo. A questo bisogna aggiungere la “condizione indecorosa” nella quale la città è stata tenuta negli ultimi anni e la mancanza di capacità gestionale nella costruzione di “grandi opere”. Ciliegina sulla torta poi la politica sul Turismo. Sono stati fatti “fuggire” i turisti di “qualità” e quelli “danarosi” ed anche quelle famiglie, la maggior parte della Napoli bene, che erano affezionate alla città. E’ stata attuata solo una politica di crescita “del mattone” e non è mai stata prestata attenzione al “commercio”. Bisogna fare “fatti” non “proclami”. Come fa a dire un Assessore al Commercio che la nostra terra ha sempre brillato per l’artigianato quando non ho mai visto una politica locale indirizzata alla tutela della categoria ed in particolare a quella dell’intarsio? L’artigianato sorrentino è stato lasciato morire, questa è la verità. Le analisi sui “cicli economici” e sui “momenti di crisi” li devono fare gli economisti, i banchieri, i giornalisti o gli opinionisti economici. I “politici” dovrebbero attuare progetti e programmi: dovrebbero essere al servizio della città!! Dal lato dei “commercianti” ha perfettamente ragione il buon Carletto Cuomo quando asserisce che “Le associazioni di categoria sono assenti”: non si sono mai mossi e mai hanno protestato efficacemente….. mica per “timore reverenziale”!!!??? Vedrete ora che è scoppiata la crisi profonda fioccheranno le critiche, ma chi sarà in grado di dare risposte? Sempre su Agorà, in tempi non sospetti (lo scorso anno!!) ho scritto quanto segue: << Affinché si realizzi “un cambiamento”, che tante voci “sommessamente” richiedono, occorre però essere al passo con i tempi, non fermarsi alle tante “vuote enunciazioni”del tipo: tutto va bene madama la marchesa!! Progettiamo. Creiamo una Struttura Operativa di Sviluppo del Commercio. Non è forse meglio il confronto? Vogliamoci bene, vogliamo bene alla Città. Siamo una Sorrento “molto ricca”, non di denaro…ma di problemi!>>. ECCO LA RICETTA ORGANIZZATIVA. Creiamo una task force di professionisti che seguirà la crisi e dovrà monitorare l’andamento del mercato e dell’occupazione, dovrà confrontarsi con il “sistema bancario” e con i “sistemi industriali” collaterali per por riferire mensilmente al Governo Locale per supportarlo nella sua azione. Reagire alla crisi significa anche che la task force attui un piano di sviluppo e pacchetti di misure anticrisi. Si dovrà lavorare in maniera approfondita e condivisa con tutte le categorie economiche, sociali, banche, professionisti. La linea guida della task force dovrà essere quella di mettere in campo tutte le risorse possibili per rendere più competitivo ed attrattivo il nostro territorio. Bisogna anche attuare moderne politiche di marketing territoriale che possano far crescere il flusso di vendita dei commercianti con azioni, continue e sistematiche, destinate al flusso dei consumatori locali e stranieri. Insomma facciamo scendere in campo, accanto ai nostri Amministratori Locali, una serie di “professionisti” che possano lavorare, creare e suggerire azioni “tecnicamente” valide. Ovviamente sono a disposizione per approfondire l’argomento con CHI richiederà il mio aiuto. Ovviamente il tutto “a gratis” per il semplice motivo che amo Sorrento e desidero rivederla in una veste più attrattiva. Lavoriamo per costruire, basta al lavorare solo per l’immagine personale.


Gaetano Mastellone articolo pubblicato sul settimanale Agorà del 9.2.2009)