SALERNO, CONCUSSIONE. ARRESTATO FUNZIONARIO DELL´UFFICIO DELLE ENTRATE

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Gli uomini al comando del tenente Dario Ridolfo hanno notificato i provvedimenti cautelari nei confronti del funzionario dell’agenzia delle Entrate, Giacomo Mele, di 66 anni originario di San Gregorio Magno ma residente a Salerno, finito ai domiciliari. Sarebbe stata una tangente di 4mila euro per evitare guai seri con il Fisco e con la giustizia penale a far finire nei guai due funzionari della Agenzia delle Entrate di Salerno, rei di aver “aggiustato” un controllo fiscale presso un’azienda; e uno di loro, in cambio, avrebbe avuto la promessa di un “regalo”. La titolare della ditta di elettrauto di Olevano sul Tusciano invece di pagare, ha deciso di denunciare tutto alla Finanza. Sono così finiti nel mirino due funzionari dell’agenzia delle Entrate di Salerno e un commercialista di Montecorvino Rovella. Con reati contestati che – come riporta il quotidiano La Città di oggi -, vanno dalla tentata concussione all’abuso d’ufficio e al falso. Il blitz delle fiamme gialle è scattato su ordine del Gip del Tribunale di Salerno Giovanna Lerose che ha confermato le richieste del sostituto procuratore Vincenzo Montemurro.Gli uomini al comando del tenente Dario Ridolfo hanno notificato i provvedimenti cautelari nei confronti del funzionario dell’agenzia delle Entrate, Giacomo Mele, di 66 anni originario di San Gregorio Magno ma residente a Salerno, finito ai domiciliari; e al commercialista 34enne di Montecorvino Rovella Gerardo Di Muro, al quale è stato applicato l’obbligo di dimora. Indagato, ma solo per falso, anche un altro funzionario dell’agenzia delle Entrate, S.S. salernitano di 52 anni. L’indagine è scaturita dalla denuncia della donna che ha riferito agli inquirenti di essere stata in contatto coi due funzionari pubblici per “aggiustare” un controllo fiscale presso la propria ditta di elettrauto. La donna era risultata evasore totale al fisco e i due funzionari si sarebbero offerti di darle una mano per evitarle “600 mila euro di multa e una pena di 10 anni di reclusione”. Queste le parole che sarebbero state usate dai due al momento del controllo. Per “aggiustare” la situazione Mele le avrebbe così dato il nome di un commercialista, Gerardo Di Muro, che avrebbe potuto aiutarla con gli adempimenti fiscali. La signora ha raccontato di aver contattato il commercialista e di avergli esposto il problema. Ma la sorpresa la donna l’ha avuta quando, oltre alla parcella del commercialista, le sono stati richiesti quattromila euro, per il “disturbo” dei due funzionari della Agenzia delle Entrate. La donna avrebbe finto di accettare per poi denunciare tutto alla Guardia di Finanza di Battipaglia. La materiale consegna della presunta “mazzetta” non è mia avvenuta, anche se gli uomini delle fiamme gialle hanno accertato che il verbale di verifica fiscale redatto durante il controllo all’officina era risultato falso. In pratica, nonostante la ditta era risultata completamente sconosciuta al fisco, i due funzionari dell’agenzia delle Entrate avevano “aggiustato” la verifica che risultava quindi negativa. Nessun verbale e nessun guaio per l’imprenditrice. E questo, sostiene l’accusa, in cambio dell’incarico dato al commercialista e dietro la promessa di un pagamento in danaro. Tanto è bastato per mandare ai domiciliari il funzionario delle Entrate e all’obbligo di dimora il commercialista.


La Città