Campobasso. Grandi Magazzini Teatrali. Jimmy Greene Quartet.

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Concerto del Jimmy Greene Quartet che si terrà Domenica 15 Febbraio 2009 ai Grandi Magazzini Teatrali in via Gorizia, 42 a Campobasso, nell’ambito sella rassegna musicale “Jazz DiVino“.


Jazz DiVino – Rassegna di concerti jazz – Anno 2008/2009


 


Proseguono gli appuntamenti della rassegna musicale “Jazz DiVino”, ideata e diretta da Michele Lanza con la consulenza di Donato Cimaglia e organizzata dall’ Associazione A.GI.MUS. Grandi Magazzini Teatrali. E’ la volta di Jimmy Greene Quartet che si esibirà domenica 15 febbraio 2009 presso i  Grandi Magazzini Teatrali, in via Gorizia n° 42 a Campobasso.


L’ingresso è previsto per le ore 20.30 per la presentazione e la degustazione di vini di gran pregio, mentre alle 21.30 prenderà il via la performance musicale in programma.


 


Jimmy Greene Quartet


Jimmy Greene, classe 1975, è uno dei migliori giovani tenoristi segnalatisi recentemente sulla scena jazzistica USA. Sassofonista in possesso di eccellente sonorità, solista articolato e fluente che si esprime in un attuale stile post-bop dagli echi post-coltraniani, Greene è una figura imponente che propone una musica intensa e inventiva, ricca di riferimenti alla tradizione più schiettamente nero-americana e a volte, come nel caso del suo più recente lavoro discografico, “The Overcomer Suite”, con tratti di misticismo religioso ispirato alla fede cristiana, da lui attivamente praticata. Questo tour vede Greene alla testa di un quartetto comprendente musicisti a lui affini per ispirazione musicale e sfera espressiva, come il pianista Xavier Davis, che ha suonato tra gli altri con Betty Carter, Billy Hart e Nicholas Payton, Vicente Archer al basso, già al fianco tra gli altri di Robert Glasper, Nicholas Payton e Kenny Garrett, e il forte batterista Greg Hutchinson, che ha suonato tra gli altri con i gruppi di Roy Hargrove, Ray Brown e Joe Hendersonet


Jimmy Greene Sassofonista e compositore, è nato a Hartford, CT nel 1975. Ha iniziato a suonare il sax contralto all’età di sei anni, mostrando molto precocemente una predisposizione innata per la musica. Nel periodo del liceo viene selezionato per esibirsi in numerose formazioni studentesche del suo Stato, il Connecticut, e nello stesso periodo inizia a formare dei propri gruppi. Vince una borsa di studio per partecipare al David Liebman Summer Saxophone Workshop, e nel suo ultimo anno di liceo frequenta la Greater Hartford Academy of the Performing Arts sotto la guida di Dave Santoro. Come componente dell’ Academy Jazz Ensemble, Greene ha vinto nel 1993 il premio come Most Outstanding Soloist al Berklee College of Music High School Jazz Ensemble Festival, e nello stesso anno è stato selezionato per prendere parte alla Grammy All-American High School Jazz Band, diretta da Branford Marsalis. Sempre nel 1993 si diploma con lode presso la Bloomfield High School, e prosegue i propri studi presso la Hartt School/University di Hartford, studiando con Jackie McLean, Steve Davis, Dave Santoro, Ken Radnofsky Kris Jensen e David Liebman. Nel corso dell’ultimo anno di università Jimmy Greene suona spesso con Claudio Roditi, con il cui gruppo debutta discograficamente partecipando all’incisione di “Double Standards”, pubblicato dall’etichetta Reservoir. Nel 1996 prende parte ottenendo il secondo posto alla prestigiosa Thelonious Monk Institute of Jazz International Jazz Saxophone Competition, con una giuria comprendente tra gli altri Wayne Shorter, Jimmy Heath, Joe Lovano, Jackie McLean e Joshua Redman. Laureatosi con lode presso la Hartt School nel 1997, nel settembre di quell’anno di trasferisce a New York, entrando poco tempo dopo a far parte del quintetto di Horace Silver. Nello stesso periodo si esibisce per una settimana al The Jazz Standard con il proprio quintetto, e registra il suo esordio discografico da leader, “Introducing Jimmy Greene”, pubblicato dall’etichetta Criss Cross. Oltre alla già citata collaborazione con il leggendario Horace Silver, Greene ha collaborato regolarmente con i gruppi di Steve Turre, Lewis Nash, Avishai Cohen, Claudia Acuña, Kenny Barron e Ralph Peterson, e con orchestre quali la Carnegie Hall Jazz Band, New Jazz Composers’ Octet e le big bands di Harry Connick Jr. e Jason Lindner. Come leader ha inciso diversi dischi accolti con grande favore dalla critica, alla testa di gruppi comprendenti di volta in volta Darren Barrett, Aaron Goldberg, Dwayne Burno, Eric McPherson, Kahlil Bell, Xavier Davis, John Benitez, Jeff “Tain” Watts. E’ membro del Consiglio di Amministrazione della sua Alma Mater, the Hartt School, e fa parte del corpo docente della stessa Hartt e della Greater Hartford Academy of the Arts. Nel 2004 ha ricevuto un premio come compositore dalla Chamber Music America nell’ambito del programma New Works: Creation and Presentation Grant, membro del Doris Duke Jazz Ensembles Project. Il suo gruppo attuale comprende Xavier Davis, Reuben Rogers ed Eric Harland e tra le sue collaborazioni presenti spiccano quelle con Harry Connick Jr., Tom Harrell e David Berkman.


Xavier Davis Nato nel 1971 a Grand Rapids, Michigan, ha iniziato a suonare il piano sotto la guida della madre a quattro anni, e il trombone a otto anni, suonando successivamente in varie orchestre tra cui: St. Cecilia Junior Orchestra, Grand Rapids Youth Symphony, Blue Lake International Orchestra. Ha studiato presso la Interlochen Arts Academy, prendendo parte come trombonista a numerose attività nell’ambito degli ensembles della scuola. In questo periodo inizia a interessarsi al jazz. Successivamente frequenta la Western Michigan University studiando il piano con Stephen Zegree. Vincitore di numerosi premi e borse di studio, Davis inizia già durante il periodo dei suoi studi a collaborare con Betty Carter, fino a prendere parte nel 1996 all’incisione di “I’m Yours, You’re Mine” per la Verve. Ha inoltre collaborato con Carl Allen, il gruppo “Manhattan Projects”, Peter Erskine, Billy Hart, Dave Liebman, Diahann Carroll, Vincent Herring, Marcus Printup e Nicholas Payton. Ha inoltre inciso tra gli altri con Vincent Herring e Nicholas Payton.


Vicente Archer Contrabbassista, nato a Woodstock, New York, ha iniziato a suonare la chitarra da autodidatta all’età di sedici anni, studiando i dischi di Wes Montgomery e George Benson, e svolgendo attività in ambito regionale. Dopo il liceo viene ammesso al New England Conservatory di Boston, dove studia con Gene Bertoncini, Jerry Bergonzi e Danilo Perez, proseguendo in seguito gli studi presso la Northeastern University passando dalla chitarra al contrabbasso. Un anno dopo il cambio di strumento viene chiamato da Donald Harrison a far parte dl proprio gruppo, con cui partecipa all’incione di “Free to Be” per la Impulse. Nello stesso periodo inizia a suonare con il trio di Eriuc Reed. A giugno del 2000 Archer si trasferrisce a New York, iniziando presto a collaborare con numerosi musicisti tra cui Kenny Garrett, Terence Blanchard, Tom Harrell, Freddie Hubbard, Marlena Shaw, Deborah Cox, Louis Hayes, Curtis Fuller, Mark Whitfield, Roy Haynes, Geri Allen, Stanley Jordan, Karrin Allyson, Wycliffe Gordon, Stefon Harris, Janis Siegel, Lewis Nash, Carl Allen e la Lincoln Center Jazz Orchestra con Wynton Marsalis. Attualmente collabora con i gruppi di Robert Glasper e di Nicholas Payton.


Greg Hutchinson Nato a Brooklyn nel 1970, Greg Hutchinson ha iniziato a suonare fin da ragazzo con il padre, percussionista e leader del gruppo reggae Triadics. In seguito si è perfezionato presso la Manhattan School of Music sotto la guida Justin Di Cioccio, e studiando privatamente con Marvin “Smitty” Smith e Kenny Washington. Dopo gli esordi professionali nel gruppo di Red Rodney, viene segnalato dal pianista Stephen Scott a Betty Carter, che lo scrittura nel proprio gruppo in cui rimarrà per due anni. In seguito farà parte del quintetto di Roy Hargrove e del trio di Ray Brown, oltre a collaborare con numerosi altri grandi musicisti tra cui spiccano Joe Henderson – Hutchinson ha partecipato tra l’altro all’incisione di uno dei dischi più belli e “magici” del grande maestro del sax tenore: “Lush Life” – e Joshua Redman


Nota pubblicata su segnalazione di Maurizio Vitiello